Sessismo (come ideologia)

Io, si sa, non son proprio una cima ma c’è qualcosa che in questo concetto molto profondo mi sfugge.

Allora. Una, tutta vestita di tette che colano rosse di rossetti colati sbavati di lacrime di rimmel incrostato di eyeliner blue sfumato bianco, dice “i commenti alle mie foto (provocanti)? È solo sessismo!”.

E qui nasce la mia confusione. Copio e incollo la definizione di “sessismo” (fonte: google): “tendenza a valutare la capacità o l’attività delle persone in base al sesso ovvero ad attuare una discriminazione sessuale.”. Perfetto. Però io, che sono ignorante, mi chiedo “ma te che ti conci così non sei la prima a sfruttare il tuo genere e le sue caratteristiche standardizzate in una realtà di class(e)gender? Per intenderci: tu fai vedere le poppe e le sfrutti per ottenere visibilità. Mi sbaglio?”. Bah, spero che qualcuno risponda. E non in privato, eh. Ho anche disinstallato messenger. I motivi dopo il punto. Saltare capoverso se non interessati.

Io non sono un tipo da chat. L’avrò detto un miliardo di volte. A me piacciono i discorsi filosofici (fatti mentalmente). Figurati che uno che non l’aveva capito l’ho bloccato. Mi son stancata di questi che si vergognano a scrivermi in pubblico, dove lì sì che un paio di battute cazzone ci stanno, e mi scrivono in privato. Ma cosa vuoi? Un canale preferenziale? Io non te lo do. Fine della storia.

La verità è che una donna non può assolutamente prescindere dal sessismo ne è automaticamente interconnessa. Cioè quella cosa della bellezza, che ormai è estesa a tutti e siam tornati all’epoca dei greci, lei ce l’ha da sempre. Ti fa rizzare le membra adibite alla procreazione, diciamo. E se anche dovesse scrivere “Hitler non è poi così male, ha un certo stile” tu le metti mi piace. Punto.

“Sei come la mia moto sei proprio come lei andiamo a farci un giro fossi in te io ci starei” canta il poeta Cherubini nel periodo giovanile.
E, in effetti, pure a me viene subito naturale il paragonare la donna a una macchina. È come una macchina (assassina) che la vedi ti piace ma non hai soldi per comprarla e se la rubi ti mettono in galera e se dici “fischia, però che carrozzeria” arrivano le femen e ti ficcano il clitoride in bocca, una cosa del genere.

Io mi sento confusa.

La Corea del nord

Non esiste.
Si tratta di una suggestione mistica messa in atto/opera dagli stati uniti d’America.

In verità c’è anche chi è pronto a giurare che nemmeno la Corea del Sud sia tangibile (con i piedi). Anzi, addirittura si sostiene che proprio la Corea intera non sia mai stata avvistata.

E perché? È un fatto molto semplice. La gente si annoia. Quando si annoia in genere o uccide o fa sesso originando altre persone da uccidere. Allora che si fa?

THAT’S ENTERTAINMENT!

È da quando sono nata che si parla di guerre che esploderanno a momenti.
Per noi gente indigente il discorso è un po’ diverso. La nostra noia è generata dalla mancanza di pecunia. Esempi: “ehi, ciao. Come te la passi? Che si fa stasera? Andiamo al cinema?”, “eh, non posso. Devo ancora pagare sky e il nuovo abbonamento ADSL+ 🙁”. Son cose difficili da capire per voi lettori che potete consultare il mio blog in velocità di fibra ottica veloce.

Resta che la noia colpisce tutti.
Basti pensare che anche i ricchi che si trastullano al mare in piscina di fronte a un mega schermo collegato ai servizi segreti… beh, anche loro sbuffano e nemmeno il condividere tali momenti divertenti elimosinando migliaia di like pagati profumatamente li rende felici e appagati.

Quindi? Torniamo a monte. Ai poveri la paura. Ai ricchi l’adrenalina. Perché se viene la guerra prendiamo il jet e ci trasferiamo alla tenuta in Canada mentre i poveri, se va bene, schiattano mentre muoiono, volevo scrivere “mentre dormono”, pardon.
Viene spontaneo chiedersi perché temano la morte. Sarà sempre a causa della speranza. Perché magari prima o poi l’olio di gomito ti fa scivolare sulla fortuna 🤔.

Comunque. Non so se ci fate caso ma è tutto particolarmente evidente. Si dice “guarda! Quel dittatore è pazzo e spaventosamente pericoloso! (Lasciamolo agire a lungo indisturbato che fa odiens)”.
La verità?

Se fosse così pericoloso gli avrebbero già tagliato la testa (non loro, i potenti, ma il solito poveraccio cui viene dato un lauto premio che così ci compra l’uovo delle winx per la sua piccolina in offerta che pasqua è già passata), ma è un simpatico pacioccone che fa ridere e ti fabbrica meme a gogò che ti spacchi dalle risate.

Non siete d’accordo? Parliamone.

Io mi sto cagando addosso, non lo nego. Ma mi capiterebbe anche in condizioni di normalità, per cui…
Dico solo a voi adolescenti che mi leggete numerosi e la sera non riuscite a dormire perché pensate a questo grande oscuro mostro che vi inghiotte nutrendosi dei vostri sogni… voglio solo che sappiate che andrà tutto bene e vi consiglio caldamente di cercare la Corea su google earth. Fatemi sapere (😉).
Earth -> heart. Un caso? Io non credo.

Lettera a Francesco

Ehi, ciao papa. Volevo solo dirti un paio di cose.
Preciso subito che io non sono un’atea di quelli accaniti che postano immagini di te in atti leggermente fraintendibili e un pochino volgari: mentre fumi una sigaretta (e magari aggiungono frasi oscene tipo “after sex” come didascalia).

Fatta questa precisazione, vorrei tu sapessi che, anche se non dormo per strada, sono povera e necessito di un aiuto anch’io.
Questo è per azionare il tuo lato compassionevole molto sviluppato, come tutti ben sappiamo, ma anche per farti sentire in colpa.

Detto anche questo, volevo dirti che apprezzo molto la tua politica pacifista.
La gente non si attira con la cattiveria.
O meglio, quel tizio ricco e gay (non ricordo il suo nome) che fa quel balletto orribile insieme alla ragazza cartonato/copertura, è vero che è diventato famoso grazie a tutti quelli che pensano sia ridicolo e, se vi fosse un modo per farlo attraverso la rete, gli sputerebbero in mano. Cioè possiamo tranquillamente affermare che i 3/4 della società siano composti di Nanni Moretti prima della scena di Aprile, quella sulla vespa, in cui lui strappa tutti gli articoli che aveva collezionato fatti di carta intrisa di odio.
(questo capoverso significa: 1 – loro credono di trovare lavoro, teneri 😊, e finiscono per strada a chiedere l’elemosina ai poveri; 2 – facciamo credere loro che il nostro sia un mondo pieno di amore e si ritrovano in cinicoland, l’ultimo film dei fratelli Coen con la collaborazione straordinaria di Lars von Trier).

Ma questo ultimo punto non importa perché tu parli al cuore dei latinoamericani come fa Laura Pausini.

Io mi sento un po’ abbandonata Francesco. Sono italiana e ho bisogno. Siam pochi è vero ma Gesù dice gli ultimi saranno i primi. So che dovrei morire perché ciò avvenga ma a me piace tanto vivere. A te non piace vivere? Forse pensi che le parole siano sufficienti e forse è vero. In effetti ho notato che anche se in una canzone c’è scritto solo fuc*, e proprio così con l’asterisco, su Spotify di fianco al titolo scrivono “Explicit”. Forse parte tutto da lì. Se ci sistemiamo questo linguaggio sboccato cancelliamo la violenza.

Infatti io ho già fatto una promessa e non dico più tante parolacce.
Però questa non è una lettera per lamentarsi in questo giorno.
Volevo solo chiederti un piacere ed elogiarti un po’ per i tuoi discorsi.
Il piacere è questo: a me sembra che il messaggio d’amore cristiano sia un pochino oscurato dal lato horrorviolenza.
Mi spiego: a parte il crocifisso come totem degli studenti e di alcune aule di tribunale e farmacie e… ci sta anche proprio la pasqua. Questo sacro giorno. Voglio dire perché dobbiamo ricordare tutte queste cose brutte? Ora mi dirai “ma il cristo è risorto”. Certo, però non l’ha visto nessuno. Mentre quando stava morendo dissanguato una folla inferocita gli stava intorno urlando “muori brutto bastardo” ed erano anche ebrei e ti ricordo quanto ancora oggi vengano osannati soprattutto grazie ai diamanti di cui dispongono in quantità a discapito di famiglie che muoiono tutte intere nelle miniere da millenni che altro che olocausto ma non ne parliamo mai che altrimenti gli schiavi non vengono a noi e rimaniamo senza prostitute e operai nelle fabbriche di criminali che chiudono.

Secondo me, e poi magari scrivo solo un altro punto cruciale e chiudo, dovresti attuare un po’ più di azioni caritatevoli, tipo quella della “lavanderia degli intoccabili”. Una cosa, non so, come visto che te sei vecchio, no, ti fai crescere la barba e finalmente babbo natale è vero e i bambini del mondo scrivono le lettere a te e ai figli dei ricchi dici “fate voi cassa, insomma, non scherziamo” e invece ai poveri ci pensi tu. Che dici? Io ho tanti consigli di questo tipo, eh, se hai bisogno.

A mano a mano è la canzone più brutta che Rino Gaetano abbia mai scritto. Fai qualcosa perché la gente smetta di postarla. Grazie.

Dell’agnello

Ho visto tanta gente fare molta confusione postando “ho adottato un paio di capretti”. La gentilezza tenera è sempre una buona cosa ma purtroppo l’agnello è il cucciolo di un altro animale altrettanto puccioso: l’armadillo.

C’è soprattutto una questione economica in ballo. Io dico solo una cosa: se uccidi una pecora piccola perdi un sacco di lana.

Allora che si fa. Si uccidono un po’ di maschi perché: uno non fanno il latte, e rompono un po’ i coglioni, niente feta e niente pecorino e ricotta di pecora che pochi sanno che si usa per fare la cheesecake, no scherzo, si usa per fare la cassata, quella originale (anche se si può usare per fare la cheesecake); due, è un fatto assodato, sono violenti e territoriali, molto pericolosi.
Finirebbe che si eliminerebbero tra di loro, siamo quindi gentili e ci leviamo il pensiero.

Perché tutta questa campagna promontoni? Non parlo delle giacche che purtroppo sono uscite quasi totalmente di commercio, è un vero peccato, erano così belle.
È molto semplice. L’Italia è un paese in cui non si fabbrica più niente, manco gli animali.
Il filone è lo stesso del “mangia più pesce che fa bene” = “l’Italia è circondata dal mare”. SVEGLIA!

Non ci sono più pecore. Importarle costa. Facciamo un agnello artistico interamente composto di pesce che fa bene e c’ha gli omega3, i grassi che non ti uccidono oggi, ma forse domani chissà…

Vi faccio un esempio. Il grasso di palma è nato come grasso sano che sostituiva il grasso cattivo a forma di burro. Poi sappiamo tutti cosa è successo. Ma pochi sanno che il grasso di palma bloccava i ricettori del senso di sazietà. Una manna per un produttore di cibo. Molti si sono impiccati. Non so perché non ne parla mai nessuno.
A me di tutto ciò preoccupa il fatto che prima si son buttate giù tutte le foreste per fare le foreste di palme e ora? Ora si butta di nuovo giù tutto. Mi dispiace per le piante. Anche quando c’è stato il delirio a Milano per le palme, ero convinta manifestassero contro l’installazione temporanea che avrebbe portato all’espianto delle suddette e probabilmente alla loro morte e invece… chi se ne frega delle piante. Giusto.

Minoli, in una delle sue trasmissioni, ha detto dell’agnello: “la carne di pecora ha un sapore caratteristico, e dall’odore particolare, soprattutto se l’agnello è molto giovane e di media costituzione”.

Io dico che gli erbivori vanno contenuti. Come si vede in Zootropolis essi sono parecchi e mangiano senza ritegno. Non mangio agnelli e non ucciderei un agnello. Cerco solo di essere obiettiva.
A parte gli scherzi: la pecora non è una capra, facciamo più attenzione.

Anche i ricchi piangono

Ho fatto un esperimento del tutto economico ed efficace. È tutta la mattina che leggo di guerra e telenovelas. Il responso? Difficile da intuire: sono la stessa cosa.

Anche se oggi bisognerebbe star zitti o urlare vergogna evviva la pace lanciamo i missili sui missili per eliminare i missili perché la guerra ci vuole per eliminare la guerra. Io voglio parlare. Perché io credo veramente di vivere in un mondo democratico e civile che dà a ognuno la possibilità libera di esprimersi.

Ecco perciò che, come per ogni cosa su cui si sia deciso di dare un’opinione, mi son documentata. Ed è saltato fuori che è tutto un marasma, da entrambi i lati, di casino disordine e nomi a volte incomprensibili. E risulta sempre la solita roba: barbiebambole&soldatini. Tutto però si complica perché c’è da dire che poi quando si cresce le esigenze cambiano e per divertirsi veramente, entrare nel vivo del gioco, c’è bisogno che la trama s’infittisca. Pare giusto.

Ma io che post faccio oggi su Instagram dove le attiviste mostrano la patonza per metter fine alle guerre? Depilata, se no le creano e si chiamano femministe.
Volevo mettere la foto di un tempio Etrusco, scrivere una breve storia sul popolo, piena di hashtag, e una didascalia del tipo “oggi qui. Tempio Etrusco, sempre in giro per il mondo a nutrirsi gli occhi. Seguimi nei miei incredibili viaggi!”. Se lo faccio però finisce che mi prendon troppo per una superficiale! A meno che non facessi la parte di trovarmi vicina agli scontri (🤔). Ora ci penso.

Anche se Twitter è il posto che mi spaventa di più. Son tutti lì col sangue alla bocca. Pronti a far valere le ragioni della giustizia (sempre comunista, ovviamente, quella del tipo agiato che ogni tanto inviti a casa un povero a sorseggiare un bicchier d’acqua perrier) a furia di sassate contro chi non la pensa come loro. Però hanno anche l’arma sentimentale dell’indifferenza. Si dicono tipo “questo coglione lo ignoriamo, guardalo lì sguazzare nel nulla. Non c’è niente di peggio dell’oblio dell’anonimato nella solitudine”. Gente scaltra. Basti pensare al povero Memè Perlini, esponente di spicco del teatro d’avanguardia, uno di loro, morto suicida depresso vecchio e solo (altrimenti si rischia di essere troppo commerciali) e poi i suoi commilitoni scrivono “oggi è morto Memè e pochi se ne saranno accorti”. Pochi ma buoni. Perché questi pochi, nel caso ancora non si fosse capito, sono l’avanguardia dell’andamento del pianeta. Sono gente giusta e incredibile.

Ma basta con queste (finte) invettive che poi io voglio bene a tutti. Soprattutto a Briatore.

All’inizio avevo pensato di scrivere un racconto. Come un bambino gigante che gioca coi suoi pupazzetti su un globo di plastica, di quelli che si illuminano di notte, che belli. Cioè l’idea era che c’erano queste due grandi famiglie tipo Guelfi e Ghibellini o Vianello e Mondaini, una cosa tipo casa Vianello. E questo bambino enorme aveva il compito di occuparsi del bene delle due famiglie facendo in modo che andassero sempre d’amore e d’accordo. Non so, a un certo punto Vianello tirava una puzzetta e il bambino diceva “gli accordi erano chiari: NIENTE ARMI CHIMICHE!” e lo puniva in qualche modo altrettanto divertente. Scenette esilaranti di questo calibro.

Ma che vuol dire il titolo? E poi basta che sono veramente al limite delle forze.
Stavo da mia nonna (paterna), un concentrato puro di bontà, che durante il riposino pomeridiano del nonno si sparava queste telenovelas. E io mi rompevo troppo le balle e continuavo a farle domande “ma questo chi è? Quella chi è? Ma lui non era suo padre? Com’è che ora se lo scopa?”. Lei si arrabbiava molto perché la disturbavo e alla fine, come è successo anche per i romanzi armony presenti nei cessi di ogni donna che possa definirsi come tale, la noia e gli strumenti che queste storie amoroserotiche ti davano (tipo il bastone per grattarsi la schiena), finivi nel bagno a masturbarti pesantemente e la nonna da dietro lo spioncino “so cosa stai facendo! Vieni fuori!”.

Va bene. È vero. Un po’ mi sono persa. Volevo dire solo una cosa banale come questa.
Ricordo mio nonno, ex finanziere, con il giornale in mano sempre fisso sulla stessa pagina attendendo che qualcuno uscisse dalla stanza per non far la figura di merda che si fa quando si gira la pagina di un giornale. Ricordo che quando lo facevo io in treno e mi ero esercitata bene, alcuni maschi mi guardavano con rispetto. Beh, si diceva, ricordo mio nonno che diceva a mia nonna “non vedi l’ora che me ne vada di là per guardarti quella robaccia in televisione. Guarda che lo so cosa ti guardi!”. E in fondo è tutta la stessa solfa, come affermavamo all’inizio di questo splendido articolo. Solo che i nonni si masturbano sui porno mentre fanno finta di fare il pisolino.

Essere primogenito

È il titolo di un libro sempre presente sugli scaffali della libreria del salotto.
E cosa ci faceva lì?
Stava lì immobile a ricordarmi con quel suo titolo fastidioso che sono una merda.
E perché sarei una merda? Oltre agli aspetti evidenti, intendo. Perché sono nata per ultima.

Questo articolo punterà un faro di luce soffusa sul mito mai morente/tramontante del primo figlio.

Le prime testimonianze: Isacco.
Abramo piange come un matto e piuttosto che uccidere il suo primo figlio dice al signore “senti, non ti andrebbe bene il mio ultimo figlio di cui non ricordo il nome?”. Il signore dice no, chiaro. Al che Abramo traveste il suo ultimo figlio, senza nome, da Isacco e senza esitazioni corre sulla montagna a sacrificarlo. È a questo punto che appare un angelo con il capro espiatorio e… “aspetta un attimo. Ma questo è l’anonimo? Beh, allora va bene. Mi porto via il caprone”. E poi dio si ciba del corpo lasciando ad Abramo la testa (e i piedi) che si spartisce con gli altri famigliari.

È così che va. L’ultimo della fila deve far parte delle scorte. Sacrificarsi. Essere a disposizione mentre pulisce le latrine.

Alcuni sostengono che l’ultimo figlio sia il più coccolato in quanto ultima cartuccia spendibile. Può essere. Io non direi. Anzi, forse è vero, nel senso che lo si lancia contro i nemici.

Recenti studi hanno provato che il figlio maggiore è il più intelligente. Va bene. Io, invece, preferisco credere ai Sims che, almeno quando ci giocavo io (trent’anni fa), i figli sfornati erano esponenzialmente sempre più intelligenti. Questa è una delle poche consolazioni che mi fa sentire che anch’io ho il diritto di esistere.

Dice che è più intelligente perché gli si vengon date più responsabilità.
Infatti ricordo perfettamente mio padre con la cinghia in mano mentre la metteva a posto nell’armadio discutendo con mia sorella dell’importanza del dare il buon esempio. Poi la prendeva a bastonate.
C’è da dire che mio padre era un tipo generoso. La raggiungeva in camera, dove ella piangeva disperata, e le palpava le tette.

La storia insegna che tutti i più pericolosi dittatori e criminali erano in realtà primogeniti. Lo posso assicurare. Io li osservo da sempre. Ogni volta che incontro un prepotente so già che è il primogenito e se è figlio unico scappo a gambe levate. Quando non l’ho fatto ritenendo giusto dare spazio al ragionevole dubbio: il mio corpo è stato ritrovato in una scarpata.

Perché? Il primogenito sviluppa istintivamente l’indole al comando lanciando i fratelli minori contro il muro sul passeggino. In più li detesta anche perché viene punito al loro posto. E se è figlio unico? È un re con il trono ma senza sudditi. Li troverà e sarà ancora più spietato per via del mancato legame di sangue.

Io ho una proposta. Tutti i primi figli, soprattutto se femmine (quelle sono veramente terribili, NON SCHERZO), li mandiamo su Marte a coltivare la marijuana. A me sembra un buon compromesso. Le serre le hanno già costruite. Ora c’è bisogno di volontari.

I genitori non proveranno mai ciò che si è provato per il primo figlio. È la scoperta. La novità che non ritorna. Un momento irripetibile. E questo rende i primogeniti ineguagliabili. Per cui anche se li mandiam via e diventano primogeniti i secondogeniti il problema non si pone. So che c’era qualcuno che se lo stava chiedendo. Bisogna anche considerare la differenza di genere, al punto che una seconda figlia femmina che segue un primo figlio maschio è quasi come se fosse una primogenita. Occhio.

Io, come ultimogenita figlia di una primogenita sorella di una primogenita madre di una primogenita, ho imparato ad aspirare la polvere. Nel complesso è buona. Ha un gusto che somiglia all’ostia, uguale uguale, che rimane felpato sulla lingua.

Gli ultimi figli sono naturalmente portati alla comunicazione. I primi figli parlano tutti come Cherubini e vanno portati dal logopedista. Ecco che sono anche causa di costi aggiuntivi.

Ma cosa devo scrivere ancora per convincervi?
Bah, ritengo che in quanto femminuccia vorrei scrivere “che bella giornata oggi!” essere un sacco figa e pubblicare un libro sulla nailart (un romanzo struggente d’amore tutto interamente scritto sulle unghie più lunghe del mondo) e ottenere tutto senza il minimo sforzo per poi ritrovarmi gonfia di botox abbandonata in una scarpata ricoperta di frasi pseudofilosofiche e di followers che non mi seguono più 😢.

L’Inghilterra è il male

Quasi assoluto.
Ho detto a mia figlia “vado a leggere il giornale e a scrivere un po’”, “ma mamma! I giornali li leggono solo i papà”. Così per dare una spruzzatina di intimità al post che tornerà ad essere totalmente asciutto ed estraneo alla sottoscritta, come sempre. Perché qui si parla solo di fatti e non di opinioni.

Qual è la lingua più parlata al mondo? Il mandarino. Va bene. Ma occhio che devo fare un discorso veramente difficilissimo e non possiamo perderci. L’Inglese, però arriva subito dopo e l’Hindi lo segue. Adesso mi spiego e districo matasse. Potrei cominciare col premiare i followers assidui: cosa significava la frase “come mettere un cappello peloso a Lodi in pieno inverno?”. Pronti! Ho vissuto a Lodi per 15 anni e posso dire che è la cittadina che ha ricevuto il premio per la maggior apertura mentale in questo paese. Lì, appunto, misi una volta, anche se era una cosa che mi piaceva (spesso) sconvolgere menti già così aperte, un cappello peloso che avevo acquistato a Strasburgo. La gente che incontravo subiva un attacco epilettico cercando di distogliere lo sguardo da qualcosa che voleva minare il sistema metrico cerebrale del conservatore padano. C’è gente che mi ha tolto il saluto per quel cappello.

Ecco, sembra che ho fatto una delle mie solite digressioni e invece sono già arrivata al punto e possiamo finire qui il post. Vorrei fosse vero perché ho veramente un sacco di pensieri da ordinare. Allora: l’Inghilterra. Gli Inglesi sono ovunque. Volendo rendere un’immagine visibile: Impero Inglese = Impero Romano. Ma tra i due c’è una sostanziale e importante differenza. I Romani entravano in casa tua scoreggiando e se tu ti arrabbiavi, anche giustamente, ti dicevano “hai ragione cittadino del nuovo paese della nostra nuova conquista. Non lo farò più. Ma ricordati: da oggi questa città in cui vivi è fedele a Roma”. Fine. Moglie e buoi dei paesi tuoi e fedeltà a Roma. Cioè, nel caso non fosse ancora chiaro: mangiati pure ancora il cuscus noi ci mangiamo sdraiati la carbonara e poi vomitiamo.

Ma, soprattutto, i Romani, forse anche per un motivo di stupidità congenita, non lo metto in dubbio, non facevano le cose di nascosto, mica andavano nei bagni con la porta chiusa a vomitare, no, loro ti vomitavano nel piatto e sulla cartina dei paesi conquistati si vedeva netto il colore dell’impero che si espandeva. Esistevano, esistono ancora tutt’oggi (si possono consultare), delle cartine, sporche di vomito, dell’impero romano e del suo colore giallino, se non sbaglio, che si spandeva ovunque.

E invece gli Inglesi cosa fanno? Loro fanno tutto di nascosto. Come si diceva in quel film, Inglese appunto, “la beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è far credere al mondo che non esiste”. E infatti noi parliamo di Impero Romano ma di Impero Inglese la cui sovrana assoluta è la regina d’Inghilterra sui tabloid…? (PER NIENTE!)

Partiamo da questo semplice fatto. Gli Inglesi scrivono sempre “I” (“io”) maiuscolo, noi no. Anzi, noi parliamo di dio cioè della ricerca di un io che non solo è scritto in minuscolo ma molti ritengono che non esista. Ci siamo capiti? Io penso che sotto il profilo di selfconfidence (fiducia in se stessi) noi vinciamo alla grande. Infatti, facci caso, se si vuole che qualcosa abbia anche un seppur minimo rispetto e senso di esistere ecco che noi Italiani le diamo un nome Inglese (😊).

Allora, faccio un passo indietro. Essi, gli Inglesi, nascono proprio come ninja. E cioè: io tra le varie università che ho fatto ho fatto anche lingue; diceva “filologia della prima lingua”. La prima lingua che avevo scelto era ovviamente l’Inglese (anche se volevo fare Spagnolo e Russo). Ma io ‘sta filologia Inglese mica la trovavo ed ero disperata. Occhio, eh, che mo’ arriva L’interessante. “Claudia, non la trovi perché non esiste. Si tratta di filologia germanica”. E io “OOOOOHHHHHH!”. E in effetti era da tempo che mi dicevo, “eine woche” -> “one week”… ce ne sarebbero tanti altri di esempi linguistici ma ho il cervello che mi fuma e questo sarà il post più lungo mai stato scritto. Basti sapere che tutti gli esempi che avrei potuto scrivere (mi) portavano a un unico ragionamento: l’Inglese sembrava un’evoluzione del Tedesco. Tutti mi dicevano “non dirlo in giro, però. È un segreto che dobbiamo tenere fra noi gente che studia le lingue”. Certo! Bravi! Applausi! Continuiamo a spostarci a destra e a manca cambiando nome. Complimenti! Si vergognano, immagino, anche perché c’è quella cosuccia quisquilia di Hitler, il cugino venuto male.

Sono dei veri e propri criminali evasori fiscali illusionisti latitanti!
Vanno in America e cambiano nome in Americani.
Mettono in Australia i loro galeotti e si chiamano Australiani.
Vanno in Sudafrica ammazzano tutti i neri e si chiamano Sudafricani (cioè africani che sudanohohohohohohoh).
In pratica, un tizio ricco ciccione che va in giro urlando “IL MONDO È MIO! È TUTTO MIO! QUESTO È TUTTO MIOOOOOO!”. Gente matura.
Infatti si è visto come ha funzionato con la UE. Diciamo loro: cambiate le misure. Basta usare i piedi le dita le tazze i cucchiai… ma cosa siete dei primitivi? E loro? Non cambiano un  cazzo e per di più tornano a isolarsi 😊. Gente aperta che ama viaggiare.

Ma ripartiamo dalla diffusione delle lingue. Se lo aspettavano che il Mandarino li avrebbe superati? Non credo proprio.
Però è così, lo sappiamo tutti, la manodopera, il proletariato, fa figli come conigli. Mentre sei al computer a giocare a populous fai proliferare al massimo gli operai per costruire fare distruggere. Poi dici “ora basta”. Ma lo dice quello che governa lì nei loro paesi così te sei tranquillo con la coscienza e dici “che roba vergognosa quel dittatore che li costringe a fare un solo figlio. Vergogna! Trogloditi!”. A posto. Mammamia se son furbi, oh.
Perché i potenti, gli sceicchi ricchi del mondo sono appunto: la Germania e l’Inghilterra che abbiamo detto sono la stessa persona e la Cina era (è) l’enorme fabbrica del pianeta (una delle solite specifiche basilari).

La terza lingua abbiam detto è l’Hindi.
In India, sono arrivati, chi? Sorpresa, sorpresa: GLI INGLESI. E hanno fatto proprio come i Romani, sono entrati delicatamente e con i lubrificanti. Tant’è che il cricket l’han preso da loro. Gli Indiani hanno inventato il cricket nel 200 avanti cristo. Poi c’è quel piccolissimo neo della sessualità che gli Inglesi sono più puritani infatti gli Indiani son stati generosi anche su quello e hanno tenuto numerose lezioni pratiche che c’hanno dato quelle bellissime modelle Indiane con gli occhi azzurri. Grazie.

Ma loro di essere così prepotenti e di entrare in casa tua sbattendo giù la porta non lo fanno per un motivo di prepotenza, appunto. È perché sono insicuri e hanno bisogno di carezze.

Ora. Rimangono un paio di dubbi ma si risolvono col tempo. Ora son stanca. Diciamo che gli Inglesi sono Zelig allo stato puro ma malvagio.
Cioè ci rendiamo conto che hanno ancora la monarchia? E poi parlano di Trump. Boh. Questo è stato un articolo sul conservatorismo. Spero vi sia piaciuto.