Chris Cornell (PERCHÉ?)

{I motivi e i segnali incontrovertibili della sua morte.}

Stava per diventare calvo.

Durante il concerto un ragazzo dal pubblico gli ha gridato “hai messo su qualche chilo chriscicciabomba?”.

Chris Cornell si è suicidato per non assistere ai necrologi seguenti la sua morte.

Tutti si ricordavano di lui solo per Black hole sun ma nessuno sapeva cosa significasse.
Il significato dopo il punto a capo.

Quando era bambino suo padre mangiava sempre l’ultima fetta di pizza e questo egli non l’ha mai superato.

Si stava facendo una collana. Pensava di aver inventato una collana alla moda e mentre gioiva del nuovo traguardo ottenuto, non è ancora ben chiaro come sia accaduto, è morto.

Comunque, sia ben chiaro, Chris era un tipo felicissimo ed estremamente allegro.
Solo un mix di tutti quei farmaci ansiolitici/antidepressivi che assumeva da anni può averlo portato a decidere di farla finita.

Chris si è ucciso perché era l’unico a sapere come fosse morto veramente Kurt (Cobain). Non riusciva più a tenere questo segreto che purtroppo ora che è morto non sapremo mai.

Aveva la psoriasi.

La moglie ha dichiarato che poco prima di morire aveva scritto su Twitter “È una vita che mi pare di vivere in un mondo di tossici che mi snobbano perché ‘a te interessa solo la droga’”.

Si è ucciso perché ha capito che ormai solo la morte avrebbe potuto renderlo veramente famoso.

Stava giocando al Blue Whale.
E piuttosto che attendere la noia dei punti dal 30 al 49 è passato direttamente al 50.

Non era riuscito a trovare una gru.

È morto per un gioco erotico finito male mentre stava facendo i compiti.

Stava cagando con indosso la sua nuovissima collana trasparente (che ricordo avrebbe lanciato se fosse sopravvissuto) e improvvisamente alla radio è partita Despacito.

Si è ucciso perché era troppo felice. Una felicità ormai diventata ingestibile.

L’avevano scartato a Eurovision.

Non poteva sopportare che la mafia fosse entrata in collisione con la Lidl.

L’affetto dei suoi fans era talmente forte da riuscire a soffocarlo.

È rimasto soffocato dall’ultimo biglietto (straziante) che aveva scritto. L’hanno trovato conficcato nella gola durante l’autopsia. Si poteva ancora leggere cosa c’era scritto: “Ciao”.

Chris non si è suicidato. È stato ucciso dalla lobby che tiene segreta la vera morte di Kurt (Cobain).

Aveva appena scoperto di non esser mai stato vaccinato.

Ma l’ultimo segnale certo della sua fine imminente è stato raccolto dalle interviste dei giornalisti. Un fonico l’avrebbe visto salire sul palco con il piede destro mentre Cornell era solito salire sempre con il piede sinistro per una questione di scaramanzia. Lo sanno tutti.

Blue Whale

Moby-logo

1 – usa un rasoio normale e riga la macchina di tuo padre (se non hai un padre va bene pure quella del vicino)

2 – alzati alle 4.20 del mattino e guarda la puntata (INTERA) di “pillole di fisica rainews24”, che ti sarà inviata, senza MAI addormentarti

3 – tagliati la giugulare con un coltellaccio da cucina, non troppo in profondità, solo tre graffietti e invia la foto al curatore

4 – disegna un cazzetto su un pezzo di carta e invia una foto della culata al curatore

5 – se sei pronto a “diventare una balena” (tra virgolette perché i ciccioni fanno schifo al cazzo e non meritano di vivere) inciditi “SÌÌÌÌÌÌ” (mi raccomando gli accenti) su una gamba. Se non lo sei: fa niente

6 – sfida misteriosa

7 – incidi con un coltellino svizzero il cellulare e invia la foto al curatore

8 – scrivi “#io_sono_una_balena” nel tuo stato di facebook (vedrai che tutti ti scriveranno commenti tipo “daaaaai, non è verooooo! Guarda che bel nasino che hai”)

9 – devi superare la tua paura ma ricorda di mettere la freccia (questa è bellissima!)

10 – alzati alle 4.20 del mattino e vai su un tetto altissimo.
(se vivi in un paese che ha solo villette a schiera… non lo so)

11 – inciditi con un cristallo appuntito di fiume una svastica sulla mano e pubblica la foto su facebook

12 – guarda documentari di Piero Angela tutto il giorno

13 – ascolta la musica che ti ha inviato il curatore (newage 😵)

14 – tagliati il labbro senza sanguinare

15 – passati un ago più volte sotto le unghie. Inizia dal mignolo fino ad arrivare all’illice e anche al pondulo

16 – procurati del dolore, fatti del male.
Dice “e fino ad adesso cosa ho fatto?”, “SEI ELIMINATO!”

17 – stai sulla grondaia della tua casa a un piano e mezzo per un po’ di tempo. Se si rompe cazzi tuoi 😊

18 – vai su un ponte e stai sul bordo
(se nel tuo piccolo paese del cazzo non ci sono ponti PRENDI I MEZZI E RAGGIUNGINE UNO! E ORA BASTA FARE L’ALTERNATIVO!)

19 – salite su una gru o almeno cercate di farlo senza ucciderla

20 – il curatore controlla se sei affidabile con un buffetto sulle chiappe (per vedere se sei ancora vivo)

21 – abbi una conversazione con un altro essere vivente su Skype. Non avere paura. La realtà virtuale non può farti del male

22 – vai di nuovo sul tetto e siediti sulla grondaia rovinata con le gambe a penzoloni senza sembrare un hipster gay e senza farti male, prenditi cura di te, questo è un tuo momento, sei nel tuo cerchio della fiducia, respira, pensa alle cose che ti fanno stare bene…

23 – un’altra sfida misteriosa 😯

24 – compito segreto
(questi son due punti in cui non sapevo più cosa scrivere. Scusatemi)

25 – incontrati con un altro essere umano. MANTIENI LA CALMA!

26 – il curatore ti darà la data della tua morte “ma io quel giorno lì devo fare il bucato”… no,  accettala (hint: prova a contrattare)

27 – alzati alle 4.20 del mattino e vai a visitare i binari di una stazione ferroviaria. Assicurati che stiano bene e siano in buone condizioni.
(“ma nel mio paese non c’è la stazione…”. Un curatore verrà a farti visita molto presto)

28 – (questa è la più facile) non parlare con nessuno tutto il giorno

29 – fai un vocale dove dici che sei un fascista

dalla 30 alla 49 – (è che son stanca) ogni giorno alzati alle 4.20 del mattino e sparati un film della Disney, ascolta la musica che ti ha mandato un curatore (Gigi D’Alessio Lollelollelol 😭), fatti un taglio al giorno ma anche un buco va bene, parla con tuo nonno sordo

50 – salta dal tetto di casa. Rimani paralizzato. Prenditi la tua vita. Marco Cappato ti darà una mano.

Il gatto e la volpe

Questo sarà un post sulla filantropia e l’abnegazione. Parlerà di un connubio societario: Maria de Filippi e Marco Cappato.

La sostanza: Maria prende gli adolescenti insoddisfatti sotto la sua morbida calorosa ala convincendoli che diventeranno famosi sconfiggendo così la noia del presente e l’anonimato del futuro (la morte – che vuoi mettere quanto te ne frega di morire se sai che sei famoso e la gente parlerà per sempre di te malinterpretandoti!); visto che non succederà mai, succederà magari a 2 su mille chessò, a questo punto entra in scena Marco e li accompagna in Svizzera che magari finisce che la cosa fa scalpore e vai sui giornali, un’ultima carta c’è sempre, non bisogna di|sperare.

Però non dobbiam pensar male di questa gente. Si può pensar male di un tossico? Possiamo biasimare quelle due ragazze ecuadoregne che per dimenticare i culi vecchi raggrinziti sporchi di solchi rugosi fetidi lerci si son sparate in vena un mix letale di droghe? Io direi di no. Noi poi “che figata almeno una l’abbiamo salvata!” e lei piena di entusiasmo “non vedo l’ora di tornare al mio lavoro che amo tanto. Grazie!”.

Essi, la coppia Carontea, seguono il flusso della droga narcisista. La stessa che iniettano i pollici sotto l’unghia.
A proposito di iniezioni. Ho una chicca che spero vivamente terrete per voi: nei vaccini son contenuti microspici chip atti al controllo delle masse pecorone. È una cosa in fase di esperimento. Dunque, le particelle microspiche s’inseriscono nel sangue, nel DNA, e originano masse che sembrano tumori, a occhi inesperti, ma analizzando la massa dentro si scopre il microchip che si è ricomposto (dalle particelle di prima).

Dicevamo: la notorietà è adrenalina pura, cazzo. E, parliamoci chiaro, certi pischelli, che finiscono nelle mani di questi due individui, lo sappiamo noi lo sa il duo e nel profondo forse lo sanno anche queste giovani vittime innocenti, ma il pensiero non raggiunge il cosciente… se questi bambocci avessero il potere dei loro aguzzini si comporterebbero esattamente alla stessa maniera. Non vuol essere una giustificazione ma lo è.

Cioè vuoi mettere quando tutti sanno chi sei e ti odiano o ti venerano odiandoti? Insomma, questo friggicore, questa sensazione di brivido che percorre la pianta dei piedi… non si può proprio farne a meno: brrrrr.
Del resto è tutta una cultura che spinge in questa direzione “figlio mio tu sei un fallito ma… se riesci a diventare lo schiavo di un famoso, magari (andrebbe bene anche Marco Predolin)… però… forse è meglio che visto che non sai fare un cazzo, o ti spari in piazza del duomo a Milano di domenica sotto natale magari davanti alla rinascente, forse è meglio, oppure fatti rapire ammazzare in una storia di servizi segreti molto intricata e interessante, oppure, magari, ammazza tu un po’ qua un po’ la, una cosa fatta bene alla Donato Bilancia (Leonard Cohen), per dire e… noi, in quanto tuoi genitori ti vorremo bene lo stesso”.
Qualcosa del genere.

Allora forse è giusto quello che fanno ‘sti due. È una cosa che va bene. Se uno è scemo è scemo e va sfruttato. È giusto.
Forse questo post è un post proprio inutile.
Però, vedete, i meccanismi dell’entertainment son tutti particolari. Tutto dipende già dal pubblico che vuol essere intrattenuto ma considera il lavoro utile a intrattenere un non lavoro.
Un esempio su tutti: noi si affama gli squali pescando tutto il pescabile, poi loro affamati vengono in cerca di cibo a riva e così ecco che nascono libri film notizie preoccupanti sul giornale.

Volevo solo aggiungere una cosa apparentemente disconnessa. Apparentemente perché, volente o nolente, la categoria appartiene parecchio al “THAT’S ENTERTAINMENT!”. È vero, in Russia gli omosexuals (io invento quanti neologismi mi pare, ok? 👆) sono trattati male ma vorrei ricordare che lì tutti si baciano sulla bocca da sempre e che la tal pratica fa (da sempre e sempre) ridacchiare e schifare, da queste parti.

Così, era anche per fare un finale ad effetto.
Ah, e vorrei pure dire: non rompetemi più le scatole a forma di cazzo a forma di balle per questioni di errori di battitura. Ma avete mai letto i giornali? Ne sono pieni. Io sono solo un pesce piccolo, un pesciolino viscido e solo: eccheccacchio!

E comunque la Serracchiani voleva dire che se muoiono tre ragazze zingare (brutte zozzone! 😉) e si scopre che la pista razziale non c’entra, fa meno male.
E ora basta parlare della Serracchiani, poverina, che siete noiosi quando vi ripetete e io che ve lo ripeto ogni volta non lo sono affatto. Io SONO ORIGINALE!
Ciao. Questo è veramente l’ultimo capoverso 😢.

La questione migranti

Bisognerebbe stabilire se definirli migrati migranti emigrati immigrati come e quando.
Voglio dire. Quando parti stai emigrando (emigrato) mentre sei nel mare stai migrando (migrante). Una volta giunto in sito se decidi di restare sei immigrato. Se invece vuoi andartene, ricomincia tutto da capo. E se muori in mare?

Allora. Lo sappiamo tutti. Diciamolo ancora e ancora e basta far finta. Noi quando emigriamo migrando siamo ricercatori (volevo dirvi che l’altro giorno ho letto un articolo che sosteneva che in Svizzera le prostitute al primo posto siano italiane).
Loro, invece, quei poverini, molti anche laureati (ma della ormai famosa polemica sulla laurea parliamo più tardi):
Puttane
Operai
Spazzini
Stallieri
Raccoglitori
Pulitori di fosse biologiche…
Ricercatori di merda 😊, più o meno la sintesi. Perché non volevo scrivere sempre la solita roba “schiavi” e basta.

Perché non è ammissibile la “questione laureato”, piccola parentesi inserita nella “questione migranti”?
Lo spiegherò per tutto il post.
Posso solo dire che gli stessi che parlano di accoglienza son quelli che hanno tenuto viva la polemica. Perché? Perché son degli sfigati che si incazzano con chi con pochi mezzi è riuscito ad arrivare dove loro non sono arrivati. Son rimasti chiusi nel cesso murato dell’ufficio a far politica su facebook. Questi son fascisti che parlano male del fascismo. Parlano di “gente comune”. Si elevano continuamente a migliori. Chiamatemi scema se non mi va di lasciare loro la rappresentanza dell’umanità, come sentimento.
Ma basta con queste polemiche. Passiamo ad altre.

Noi, pure nei cosiddetti deboli, perché io ritengo che molti di questi disquisitori di storia contemporanea, sempre inclusa la sottoscritta, eh (non dimenticatelo mai, io mi sento la prima merda dell’universo. Sì, ho un po’ di manie di protagonismo, è vero), si cagherebbero abbastanza sotto a fare le cose che fanno questi deboli, perché i braccianti devono essere forti si sa… beh, dicevo, pure in questa categoria noi si deve fare una lista d’importanza. Nei diversi al primo posto ci sono i gay, altre differenze minori chissenefrega tipo i rom che han subito un genocidio ma sono più interessanti gli ebrei non per via della ricchezza, eh, NON SCHERZIAMO; negli handicappati, lo dico dopo; nei disagiati sociali: i migranti. Io, chiamatemi pure pazza tanto lo fate comunque, ritengo che non sia sufficiente. Non la trovo un’evoluzione questa civiltà circoscritta. Non mi accontento. Ritengo in aggiunta crei violenza. Ma lasciamo che le minoranze si eliminino tra di loro, fa spettacolo.
Poi questi umanitari settari sono i primi a dire di non essere razzisti. Che anche in ‘sta cosa si sta diventando folli come nel femminismo. Che se una mette una maglietta rosa viene linciata in piazza poi se ti sbatte le chiappe in faccia va bene perché ha il culo lavato (e a noi maschi il rosa non piace altrimenti finisce che ci prendono per gay) ma son discorsi che abbiamo già fatto.

Gli handicappati. Non si deve abortire così abbiamo qualcuno da prendere per il culo.
Oppure ne facciamo fenomeni da baraccone tipo “hai visto? Incredibile! Quell’handicappato ha preso una laurea! Gioca a pallavolo!…”.
Gli handicappati autistici, quelli che abbiamo spesso definito “i vip dei disabili”, li metti a cucinare i tortellini e ci fai un bell’articolo con un titolo divertente: “Autismo, al Tortellante di Modena si fa terapia con mattarello uova e farina” 😀. E già immagini quei pazzetti simpatici burloni che si prendono a mattarellate e fanno delle volontarie (sicuramente molto simpatiche) dei mega tortelloni ripieni di amore infarinato al sapore di uovo.

La storia del pianeta che scompare, noi che scompariamo, altro motivo di umanità di moda insieme alla celiachia, la stessa della teoria del criceto. Vivere pochi minuti in natura correndo veloce in un campo infilzati da un falco o un paio di anni in una gabbietta? Boh. Come biasimare i ricchi del pianeta che vogliono bruciarsi tutto il divertimento subito? Diventeremo comunque dei cyborg. È inevitabile almeno quanto l’estinzione di tutti gli animali!

È preoccupante il trend di certi che per ottenere like e consensi sarebbero capaci di mangiarsi un bambino crudo in diretta.
Almeno cuocili ‘sti bambini o almeno falli marinare un po’.

Siamo tanto altruisti, talmente tanto altruisti che possiamo addirittura prenderci cura di una gatto… e invece no. Il nostro paese è il primo consumatore di canarini e pesci 😊. AIUTIAMOLI A CASA LORO! L’ho detto ad alta voce? Ops! Volevo dire: condivido il link dello speciale sull’Espresso della tragedia dei bambini con in esclusiva l’audio degli scafisti disperati corredato di musichetta stimolatrice di gocce di mare. “Che vergogna!”. Ora vado a fare compere da Gucci.

Perché è (anche) preoccupante la storia dei laureati? Alberto Stasi, Pietro Maso… e molti altri!

È la cultura del fantoccio (Di Maio, Adinolfi ecc.). Dello spaventa passeri che non si spaventano e lo prendono per il culo. La cultura del cattivo fico finché non è cattivo con me 😢.
Ricordo quanto già si fosse totalmente abbandonati a se stessi alle medie. I bulli ti picchiavano. La maestra postava un link umanitario e tu piangevi in bagno ferito mentre un signore gentile incontrato nei corridoi ci riempiva di attenzioni speciali.

Fibra dice il Fenomeno io dico la Bertuccia.
Essere ridicolizzati da presuntuosi permalosi.

Gli attori, gli ex presidenti, quando sentono un abbassamento nell’autoaffermazione della selfigaggine vengono qui in Italia. Noi andiamo in Africa.
|Un omaggio al viaggio della Boldrini e di Obama|

Cioè mentre scrivi “poveri rifugiati” e accarezzi i tuoi piccoli pelosetti se qualcuno osa dire qualcosa su quel favoloso e puro amore ostentato dalla coppia del momento… eccoti a scrivere un post “voi che non avete fatto un cazzo della vostra vita e rosicate…”. Segue il gesto che faceva Luttazzi dopo alcune battute: smorfia con la bocca, braccia in linea col busto, avambracci che si allargano con mani piatte che guardano il cielo.

Nel calcio si cambia l’allenatore e tutto si risolve.
Ora faccio una foto con l’hashtag #WithRefugees e la mando a Repubblica. A posto.

Il libro è morto 😢

Anche mio zio Ulderico. Ma non importa. Io della morte non parlo mai.

Ma cosa è successo al mondo cartaceo? Si chiama “le cose cambiano” proprio come in una relazione. All’inizio, i primi dieci secondi, il cuore ti batte forte appena scorgi anche un solo centimetro della sua epidermide, dopo un paio di minuti cominci già a chiederti chi sia, il giorno dopo nudi nello stesso letto ti ricordi di non sapere nemmeno il suo nome. Guardi disgustato la bava rappresa ai bordi della sua bocca. Sul comodino ci sono dei soldi. Glieli getti addosso e te ne vai.
Sceso al supermercato, il tuo sguardo si incrocerà con quello della cassiera e sarà la prima che incontri per strada che tu coprirai d’oro sperando che si levi dai coglioni presto 😊.

Purtroppo le relazioni non son tutte belle come quella di Fedez e la Ferragni. Loro sì che la vita se la godono. Han capito come ci si devono giocare le carte. Da una parte c’è la noia, come sempre, e dall’altra uguale. Loro si annoiano a causa della dolce vita, i curiosi perché non hanno un cazzo da fare. Per intenderci, essi quando tu sei in bagno guardano dallo spioncino mentre uno dietro di loro dice “non potresti leggerti un libro?”. Allora, amici che consigliate la cultura e che molto spesso proprio nella vostra bocca si sente alitare queste due parole aggettivate “analfabeta funzionale”, vi do una triste notizia dopo il punto. La gente legge, legge eccome anche solo per dire che ha letto, vantarsene con gli amici (come quando si dice che i poveri ci tengono tanto a sembrare eleganti e si vestono eleganti con vestiti che al primo lavaggio si disintegrano in lavatrice formando galassie; è uno spettacolo molto bello); il problema è che non capiscono quello che leggono.

Faccio un esempio. Un sacco di gente non mi legge perché ha tante cose interessanti da fare come me che devo andare a controllare i broccoli. Spesso ho addirittura sentito dire che i poveri non possono pensare oberati da tutte le cose che devono fare. È vero. Torno subito.
Perché il broccolo troppo cotto fa veramente schifo. Comunque, dicevamo, il problema è soprattutto un problema di attenzione. Credo conti parecchio il fatto che mentre piangiamo ci passano i sonaglini in faccia oppure quando impariamo a giocare l’adulto che gioca con noi si annoia e ci propone continuamente giochi diversi. E allora l’attenzione non si allena mai e si sa quanto l’allenamento sia importante per eliminare i tumori.

A proposito. Ho un’idea. La gente dei paesi poveri muore presto di fame. Noi moriamo tardi ipernutriti e pieni di tumori. Io sento già nell’aria un gemellaggio (economico). Voi? Mandiamo i tumori che potrebbero anche essere gustosi, chissà, qualcuno li avrà già assaggiati di certo.

Di questa cosa dell’attenzione ne abbiam parlato un sacco di volte. Sicuro che ho fatto il paragone col cinema. Che prima la regola era far accadere qualcosa di possibilmente eclatante ogni mezz’ora ora è meglio ogni minuto. Ma procediamo. Devo andare a capo spessissimo proprio per creare un’illusione di suspense che poi non accade nulla e continuo il discorso di prima oppure mi ripeto.

Chiara e Fedez (ma come cavolo si chiama?). Loro han capito tutto. Basta giocare e divertirsi poi può capitare che in mezzo si muore ma è comunque un’esperienza adrenalinica.
I broccoli (di nuovo). A posto.
Ci vuole il gioco, la pubblicità, bisogna vendere muovendo il mercato, la suspense ed ecco che ottieni una startup di successo che si trasformerà in una azienda.

Ogni giorno deve accadere qualcosa. Tipo: quattro giorni fa si stavano per lasciare. Ma occhio deve essere tutto fatto in modo strambo. Da cosa si era capito che si stavano per lasciare? “La coppia ha smesso di seguirsi” (reciprocamente) “su Instagram”.
Poi fai il compleanno. Ma non un compleanno normale, no: un compleanno in anticipo. Il giorno dopo sei a un concerto e lui ti chiama sul palco per chiederti la mano, molto classy ma very chic.

Il libro. Il libro deve prendere esempio da tutto ciò. La carta? Puff! Deve sparire. Mi spiace. anch’io sono nata in questo tempo che cambia veloce (e nel frattempo mi sono accorta che questo post è lunghissimo, ho aperto un’altra nota e ancora di più non lo leggerà nessuno. Nemmeno se è domenica. Perché gli altri giorni si ha da fare. La domenica ci si deve divertire). In ogni caso. Bisogna salvare il pianeta. Servono gli alberi. Stop. Gli audiolibri: il futuro. E allora che bisogna fare? Pensare al libro ad alta voce, scriverlo pensando già alla lettura. Bisogna evolversi! Leggere ad alta voce mentre si scrive.

Vi piacciono i classici. Perfetto! Anche a me. Ma 1 insegnate a scuola la letteratura contemporanea e se rimane tempo torniamo sui classici (scremati per bene, per favore) non il contrario 2 non mi ricordo.
Dovete smetterla di usare i linguaggi come vivessimo ancora all’epoca del nome della rosa. E voi parlate in latino così la gente quella massa ignorante non ci capisce nulla e poi vi lamentate della massa di ignoranti che non comprano i vostri libri. Su! Dai!

Perché il libro non muoia, e sta agonizzando, dovete smetterla come fanno anche i medici di trattare i pazienti come dei coglioni. Purtroppo esiste la rete. E il vostro mondo speciale può esser raggiunto da tutti.
Se volete continuare a scrivere in cirillico almeno smettetela di lamentarvi che la gente non legge più e non capisce.
State lì nei vostri circoli letterari nei vostri riti orgiastici mentre bevete il té nei servizi di ceramica dorata e manco diffondete i filmini. Shame on you!

Salva il libro anche tu. Leggi questo post e condividilo!
☆SE CONDIVI QUESTO POST POTRAI ESSERE UNO dei pochi, pochissimi fortunati, cui sarà fornito l’audiopost, di questo post, eccezionalmente letto da Chiara Ferragni, la cui bellissima voce è magnetica e calamitante, doppiata da Ottavia Piccolo. Vuoi lasciar perdere un’occasione del genere? Non credo proprio!☆

La lobby dei pompieri

I pompieri, lo diciamo subito, piacciono a tutti per via dell’etimo e della fissa assai maniacale che hanno in molti: i centrotavola. Son carini è vero ma un po’ inquietanti soprattutto se si pensa che ci vuole un sacco per farli e poi non servono a una sega.

Ma i nostri son sempre stati gente importante. Ricordo ancora il draghetto Grisù che urlava “DA GRANDE FARÒ IL POMPIERE!”. Ed era molto di più di ciò che si potrebbe pensare: un cartone animato. Era il simbolo della ribellione, la nascita della teoria del gender.
Ma non ci interessa.
Io lo aspettavo tutte le sere e attendevo proprio quella gag che si ripeteva sempre e mentre lui urlava mi sentivo un fuoco dentro…

Ma il picco massimo di notorietà, anche se i soliti più acuti avran già notato che ci sono tutti i capisaldi del lavaggio del cervello: manipolazione linguistica indottrinamento infantile (cose che anche la religione ci insegna), si è verificato con quella data che per rispetto non nominerò.

Ma chi sono i pompieri? I pompieri sono un simbolo. I pompieri sono uno stile di vita, lo stile di vita passivoaggressivo, sì lui, sì di nuovo e sempre. Perché uno dice con un certo orgoglio “sai, faccio il pompiere, salvo vite”. Certo. Ma ammettilo: senza gli incendi, senza le tragedie, cosa faresti, eh? Ne hai bisogno. Io non mi stupirei se si venisse a scoprire che molti pompieri mettono apposta i gatti sugli alberi per farne poi una trasmissione su sky.

Il fuoco. Il male ha bisogno del bene. E il pompiere con la pompa in posizione pelvica urlando “VI SBRUZZO TUTTI!” spegne i fuochi e accende gli animi delle donne e dei gay: i dominatori dell’universo.
Come se non bastasse, scendono dai pali e ricordano la lapdance.
Sesso. I pompieri e il sesso: un legame indissolubile.

Lap in inglese vuol dire grembo. Per capirci. Si torna di nuovo a Freud alla mamma alla donna. Tutto tutto deriva dalla donna e dal passivoagressivismo di cui è naturalmente dotata sfociante nel simbolo massimo “la morte in culla” e che essendo il tutto anche mondo il mondo è una donna.

Il pompiere è una donna.
Accende e spegne.
Salva e protegge.
Si sacrifica e muore.
Il pompiere è l’amore.

Ong

Articoli che fanno chiarezza.

Partiamo dal significato della sigla acronimo: organizzazione nazionale galeotti.

Dico solo una cosa: questo è un mondo che elogia i criminali. Va bene. Ma permettetemi di avere la mia opinione in proposito. Volevo fare legge, e qualche anno l’ho fatto. Credo nella giustizia e non penso che ciò faccia di me una “moralista sognatrice”.

La cultura dell’Ong linda limpida onesta… questa semmai è una credenza da unicorni che cagano arcobaleni.
Un concetto che parte dalla certezza di un governo criminale che cerca di mettertela nel culo più e più volte… mentre caghi arcobaleni sorridendo.

Nel credere nelle istituzioni sempre e nonostante tutto nel loro voler giungere al costruire tutti insieme torri grandi che non cadono, la logica mi impone di credere che se lo stato è corrotto figuriamoci ciò che allo stato non appartiene.

E invece no. Noi dobbiam credere nella favoletta che i politici son corrotti e la gente comune volontaria no. Mai. Selvaggia e Saviano, mano nella mano ad aiutare gli emigrati come volontari dell’amore.

Ora faccio un po’ di esempi che si sa che mi piace.

Ho visto uno parlare degli emigrati, dei migranti, dei loro problemi, postare i suoi selfie in vacanza a Dubai 😀. Boh, a me sembra già una barzelletta così.

Ci dicono: bevete l’acqua dei rubinetti che è più controllata. Perfetto! E noi beviamo l’acqua del pozzo che abbiamo fatto nel nostro giardino. Poi ci viene una malattia mortale e ci arrabbiamo. Va bene! Benissimo!

È come uno che compra la verdura dal contadino vicino di casa ed è convinto che sia più sana di quella del supermercato quando il supermercato è soggetto a costanti controlli che non si posson mica fare per ogni singolo contadino esistente. Ma forse mi sbaglio eh!

Ma a me continua a sembrare sia questo che mi state chiedendo. Fidati degli anfratti. Dei luoghi loschi. Recati in cantina durante un film dell’orrore a fare sesso. Ok. Nessun problema.

E poi, se faccio la credulona, eccoli lì pronti “il popolo bue! Capre!”. C’è un’alternativa per non fare schifo? Se sì vi prego di scriverlo nei commenti.

Non credere nei politici che stanno sotto i riflettori ma  vieni qui a giocare nel tombino con me bel bambino ingenuo (cit. di o da un film famoso).

Dai AIUTATEMI! A chi bisogna credere?
La religione no
Lo stato no
La famiglia no
L’istinto no
Andreotti no
Moro Figurarsi
CHE BISOGNA FARE?

(poteva anche essere onanismo nazionale gay)