Tornato/re

Pochissimi si accorgono di questo sottile evidente significato recondito del cognome di colui di cui parleremo oggi.
Ma non è solo lui è tutto, tutti.

Ricordo l’espressione: “auguri e figli maschi”. Certo, noi tutti sappiamo che tale espressione fu coniata nell’epoca rurale del raccolto proletario. Ma… esiste un ma, essa ha preso una strana forma nelle abitudini sociali, ha tatuato il nostro dna. Tutti, e con tutti intendo tutti coloro che possiedano la vista le orecchie e anche un cervello atrofizzato, notano nell’arco della loro esistenza la disparità di atteggiamento tra maschio e femmina.
Per intenderci facciamo due esempi, o forse uno non lo so. Io ero convinta che la situazione fosse così all’interno del mio microcosmo familiare in quanto terroni e invece: no. Poi incontrai questa ragazza del nord, benestante eh, dove sua madre appariva con un vassoio in mano nella stanza dei fratelli “vi va un po’ di succo d’arancia, dei biscotti?”. Da lei, non solo era la mia amica a portare a me ospite qualcosa ma anche si sentiva dire, mentre mi stava salutando “hai lavato i bicchieri che sei venuta a prendere prima?”.

Ma cosa c’entra tutto questo con Tornatore. Niente. Assolutamente niente 😊.
Perché se c’è una cosa che ci insegnano sin dal primo vagito, è che tutto ciò è assolutamente normale, che la disparità è giusta e che chi ne parla è solo una femminista con i peli sotto le ascelle.

Una madre è naturalmente innamorata, in modo asessuale per carità, del proprio figlio e così il padre della propria figlia ma segretamente anche del proprio figlio, in quanto (anche se non vi piace) ancora figli di una società eterosessuale sfornante marmocchi in modo naturale. Ecco, che in una società di questo tipo, troviamo megalomani che girano per il mondo con la convinzione certa che tutto sia dovuto loro. Perché? Perché io sono il cocco di mamma e io la cocca di papà.

Siamo noi genitori a dover far qualcosa? Certo che sì, ma anche la società assicurata pesantemente contro i prodotti avariati.
Quando questi figli pompati all’ennesima potenza non ritrovano nel reale la corrispondenza dell’amore famigliare ecco che diventano dei criminali, da strapazzo, ma comunque dei criminali.
Quindi la ragazza cui il ragazzo ha detto di no entra in depressione oppure lo uccide oppure può sempre accusarlo di molestie, potrebbe anche essere vero.

Oggi sono tutti re e regine.

Pure io son stata molestata innumerevoli volte. Ma se ne parlo, se ne parlassi ad alta voce, come dimostra la stessa Trevisan, le mie parole verrebbero travisate e rivolte alla soluzione sempre efficace e classica -> troiapazza.
Noi gente normale si sta zitta. Si manda giù.

I genitori dovrebbero responsabilizzare i propri figli, dar peso ai loro errori e non sempre essere condiscendenti grigliando in allegria i corpi uccisi dalla propria prole “lo vuoi con un po’ di salsa, amore?”.

Che poi Tornatore non ha fatto niente di male. Tutti, lungo il percorso della propria vita, incappiamo incidentalmente in buchi parlanti e in donne da tenere in cucina.

C’è anche da dire che esistono veri molestatori (la gente di destra o vecchi bavosi o brutti pelati grassi) e gente per bene di sinistra.
Io penso che la polizia già giudichi in base a questo criterio lapalissiano.

Peggio della molestia è uno che finge che la molestia non sia mai esistita.

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Il caso Weinstein

Wein, vino, anagramma di vino in Inglese.
Letteralmente: Pietra di Vino o Vino di Pietra, duro al (con)tatto (con le papille gustative).

“Weinstein? Semplicemente un cesso!”, ha dichiarato una delle sue vittime.

Weinstein, parente di Einstein, non era ebreo.

Weinstein è stato punito. L’hanno escluso dalla mensa delle star, ma non del tutto: non potrà prendere il dolce con la panna, gli altri sì.

Weinstein? Ha dichiarato “di essere brutto e schifoso”, dice Frida (mia figlia, ndr; senza sapere nulla di lui peraltro).

“Per anni mio padre ha violentato giovani aspiranti attricette”, ha dichiarato Asia Argento.

Pochissimi sanno che la sorella di Asia Argento è scomparsa in quanto più brutta della sorella cui venivano date tutte le attenzioni in quanto bella.
È una cosa che non si dice mai perché Dario è considerato un regista impegnato e non lo si può quindi accostare a un bavoso schiavo della bellezza.

Nel mondo un sacco di bambine hanno massaggiato il proprio padre per un fatto di potere e un pizzico di affetto, ma non se ne parla mai.
Ricordo mi dissero “la tua è la manina più dolce”.

Asia Argento, ha detto quello che ha detto proprio in virtù del fatto che Weinstein, oltre a essere brutto ma proprio brutto, aveva smesso di inviarle i regali, non si sa se per il suo silenzio.
Di certo si sa che oggi, come la stessa attrice sostiene, lui non è più così potente e lei è diventata vecchia quindi: chisenefrega!

“Volevo solo diventare una grande attrice”, ha dichiarato, “ero giovane”. Oggi son vecchia e la fama me la posso rimpinguare solo sputtanando la gente 😉.
Forse questo l’avevo già scritto prima, non ricordo e mi trovo in un periodo di crisi.

Dice “certe cose dette poi da una donna non me lo sarei mai aspettato”(scusa :-(). Questo mentre il suo compagno storico, non lo nomino nemmeno per quanto mi sta sul cazzo (la puttana numero uno del mondo della televisione), la sta smentendo clamorosamente su Libero attraverso Sgarbi. Mentre, come al solito, anche in questo momento di dolore, la nostra deve spiccare “son stata io la prima a denunciare. Poi ho saputo che altre mi hanno seguita e son stata felice”. Mentre nigeriane minorenni sbarcano continuamente sulle nostre coste per giocare a briscola con i nostri vecchi.
Mentre ogni 3 giorni una donna muore d’invidia nei confronti di Asia Argento, il nuovo simbolo della libertà femminile nuda davanti allo specchio che si fa un selfie in barba agli operai (esistono ancora? 🤔) che se la vorrebbero bombare. “Ma nonononononono, non si tocca. Questo corpo può esser solo di brutti produttori finché non arrivano al duecentesimo posto tra i più potenti”.

Perché l’intervista è uscita su La Stampa?
Non è la sinistra italiana l’unica che possiede una certa qual morale, lo stendardo della bontà?

Se non fossi buona e saggia, qual io sono, direi che questo pare l’ennesimo capriccio della figlia di papà che nonostante il papà nonostante la vendita ripetuta del proprio corpo non è riuscita a diventare una grande attrice a discapito del suo riconosciuto talento.

In uno degli episodi di violenza da lei subita/i ecco che Asia dice “l’ho incontrato in una camera d’albergo. Con lui c’era un’assistente, ma lui poi l’ha mandata via!”. (invece di fare un cosa a tre 😊. Parentesi alla bisogna per i più bisognosi).

Quindi, in conclusione: in silenzio continueranno a essere violentate ragazze sconosciute che cercano di essere famose, fenomeno che mo’ si è pure allargato alle star di facebook e del web.
Asia diventerà famosa?
Verrà finalmente fuori che Weinstein in realtà è il mostro di Firenze?

Indipendenza

O dipendenza Indi.
Gioco di parole che nasce da una musica di merda, no scherzo è bellissima.
Potremmo fare tutto un discorso sulla dipendenza e i genitori che vogliono che i figli dipendano ma non dalle droghe… e invece andremo a caso, come sempre, raggiungendo vette metaforiche che mai avremmo potuto immaginare di scalare!
Ieri per esempio io ero sopra a una sorta di terrapieno che stava in mezzo a una buca profondissima circondata da calanchi pieni di conchiglie luccicanti e mi sentivo immersa nella storia stratificata davanti ai miei occhi e soffro di vertigini mi vien la nausea mentre guardo lo strapiombo e mi gira la testa e una forza, che chiameremo gravità, mi attirava verso quel buco, “la buca della balena”, dove (già) trovarono un paio di scheletri di balene interi. Bellissimo! E ciò dimostra che tutto si può fare.
Ma torniamo alla dipendenza.

Ce n’è bisogno per un fatto che nasce sempre in casa e i cittadini per esser governati si devon lasciare governare. Allora devono dipendere.
Tutto parte proprio dalla mamma che ti struscia la tetta in faccia e gode, gode del potere che ha su di te, MISERA CREATURA.
Poi, appena compi tre anni già spera di rimanere incinta di qualcun’altro che altrimenti chi dipenderà ancora così tanto da lei!
Io ‘sta cosa proprio non la capisco, perché son proprio veramente per la parità e lo scambio, non mi piace che nessuno dipenda da me e non vorrei dipendere da nessuno.
Ma facciamo una breve digressione dopo il punto a capo.

Dunque, voglio scrivere un libro, quasi un thriller mozzafiato, che sviluppa una semplice teoria: Yara Gambirasio è stata uccisa perché i suoi genitori non la mandavano a mensa e addirittura non volevano lasciarla a scuola il pomeriggio.
Si parte dal presupposto che se uno si vuole anche solo un attimino allontanare dal prestampato ambientale che la società impone: un rullo compressore (generatore di depressioni) che se solo il tuo fisico presenta un lieve rigonfiamento, anche solo un brufolo, è pericolosissimo perché vien subito schiacciato e inizia a scorrere molto sangue e muori.
Certo, la società ti dice “non è vero! Noi siamo per le differenze! I gay comprano un sacco di stronzate che gli extracomunitari fabbricano! E le foto dei down o degli stramboidi in generale piacciono a tutti: mettendo il like ti assicuri la salvezza eterna e ti senti fortunato che non sei tu in quella foto o uno a cui vuoi bene!”; qualcosa del genere ma cerchiamo di cambiare discorso che poi finisce che mi ripeto e magari sembro poco lucida.

I genitori di Yara pensavano che il modello antico di famiglia uscente da un utero potesse ancora funzionare. Cioè tipo “che figata fare la madre! Godiamoci i nostri figli!”. Ed è ora che inizia il giallo. Non si fa. Tu devi essere una madre che si sente menomata dalla presenza di un figlio. Gambizzata nel tuo processo di macchina del sesso che non fabbrica figli. Devi desiderare che tuo figlio, a tre anni, ormai maggiorenne, stia il più lontano possibile per emanciparsi una volta per tutte! Ma ATTENZIONE perché è qui secondo me che si buttano le basi per una crescita zero e una dipendenza eterna nei confronti dello stato! E non dirò perché, anche perché pare un po’ ovvio: un frutto acerbo rimane acerbo per quanto tu possa riempirlo di mazzate renderlo morbido ma acerbo. Una delle mie metafore preferite.

Allora le maestre spingevano i genitori a lasciare anche Yara alla mensa “proprio come tutti gli altri!”, ma loro no. Ed ecco che tutti smettono di rivolger loro la parola e la figlia diventa uno zimbello “prima o poi cederanno!” e invece… Yara diventa adolescente e ancora non fa il pomeriggio. La sua vita per il resto è proprio come quella di tutti gli altri ma… allora Yara isolata si sente sempre più sola e finisce nelle schifose mani del suo carnefice.

In mezzo ci son tante parti intricate che ora non posso scrivere per via della lunghezza del post che già non mi legge quasi nessuno.
Colgo occasione per ringraziare di nuovo i miei fedeli lettori. Un giorno, quando sarò ricca, invierò un regalo speciale a ognuno di voi.

Ma lo comprereste un libro così o no?

(nessun titolo)

Noi si monetizza il dolore, per cancellarlo, ovviamente. Tralasciando la parte antidepressivi ecc. dove il dolore fa anche economia, io mi son sempre chiesta ma cosa serve quando ti hanno ucciso un figlio il denaro? Magari ti compri una bella casa fai un viaggio… e poi stai bene? Io non lo so perché non ho una casa e son povera in canna ma mi aiutano (forse per lenire il mio di dolore). E in effetti oltre alla casa ti compri gli antidepressivi gli antinfiammatori la droga legalizzata e non. Boh. Non lo so. Sto riflettendo un po’ ad alta voce anche se non potete sentirmi. So solo che son terrorizzata. Vedo solo odio generalizzato ma da persone che stanno bene. E i soldi ce li avevano già e la loro vita andava bella liscia e tranquilla e quindi per la storia solita degli equilibri si rovinano la vita con cazzate inesistenti, fanno una scala di valore degli esseri umani che cancellano con un post “gli extracomunitari sono carini” su facebook. Sono abbastanza terrorizzata. Gente che rapisce uccide seppellisce in nome dei soldi del proprio smisurato ego. Ragazzini, sempre più ragazzini viziati che lo fanno. Ho paura. A me hanno cresciuto con la paura. E anche quando ho creduto nella possibilità di sbagliarmi che c’era una possibilità che gli esseri umani non fossero animali che hanno imparato a memoria un’equazione… mi son sempre trovata di fronte ad approfittatori che si aspettavano che una storpia come me sfigata povera e tutte le altre robe si mettesse accovacciata a terra a leccare lo sporco fra i loro piedi. Mi piacerebbe credere, veramente, come scrivevo l’altro giorno, che tutto questo manifesto e urlato altruismo fosse reale ma dietro le maschere, dietro le tende, dietro facebook, nelle case… è per questo che mi piace giocare sul cinismo altrimenti mi schiaccia e mi uccide. Son sempre stata circondata da persone che sembravano sorridenti e amanti della vita poi davanti alla formula1 dicevano “che noia! Ma nessuno va fuori strada?”. A volte mi dico “che bello! Hanno vinto i nerd! Ha vinto l’intelligenza!”, poi mi rendo conto di quanto non sia un’intelligenza di tipo smart ma soprattutto distruttiva e sadica e mi sento male dentro e ho paura.
Sarebbe forse servito alle ragazze violentate un “se tieni la bocca chiusa ti do una pioggia di soldi?”. E come avremmo fatto senza tutti questi dettagli scabrosi sui giornali?
Selvaggia Lucarelli

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Selvaggia Lucarelli

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La crisi

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Favij

Cucchi

Bispensiero

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Game of Thrones

Emily Ratajkowski

I Pokemon

Barbara Palombelli

Dori Ghezzi

Famook

Che è qualcosa tipo una crasi/fusion tra fame e facebook ma anche fame di fama.
Ma ricorda pure un termine napoletano che non ho idea di cosa significhi.

Premetto subito che il mio post di ieri, il più letto di tutti i tempi, sulla mia bacheca, la bacheca più seguita di sempre, non era una presa per il culo. Mi sento in una grossa crisi ma oggi mi son svegliata alle sette con la voglia di scrivere.

Il famoso di facebook non è famoso. Anzi, si potrebbe affermare che nemmeno esista. Why? Perché la rete è il MONDO DELLA FANTASIA dove i sogni posson diventare realtà. Uno su tutti: gente brutta che nessuno toccherebbe e che finalmente può masturbarsi davanti a uno schermo pensando che possa accadere. Prima lo faceva con la carta. È vero che siamo sempre in tema di bidimensionalità però magari uno non c’ha una grande immaginazione, da non confondere con la fantasia, e ha bisogno di immagini che si muovono e di macchine che scrivono “non vedo la ora che tu metta il tuo bellissimo cazzo in mia bocca. Non ho mai veduto uomo bello come tu”. Qualcosa del genere.

Il famoso di facebook è la feccia della feccia. E sto aspettando il brillante nella sezione commenti (la più commentata dall’invenzione dei commenti) che dice “e tu?”, “io sono una testa di cazzo ENORME!”. E FACCIAMOLA FINITA CON QUESTI FINTI UMILI QUESTA FINTA UMILTÀ CHE LO SAPPIAMO TUTTI CHE È FINTA. Io purtroppo no. Mi faccio schifo duro. Dicevamo: và com’è democratico facebook! Finalmente non solo i figli di Bossi posson diventare famosi per fatti di cronaca delittuosa, No! Ora TUTTI possono emergere dal nulla dell’esistenza parassitaria umana ed essere finalmente qualcuno. Ma vediamo come.

Fare il fenomeno. Ci ho fatto anche un video. Il video più guardato da quando gli occhi si sono aperti. Lo trovo ancora divertente, dai, magari lo uso ancora una volta. Non so: foto sul cesso, foto della cacca, documentare la propria vita minuto per minuto anche in modo pornografico, essere puttane, perché è anche ora di finirla di definire prostituzione solo quando vi sia un effettivo scambio di denaro. Questa è evasione fiscale pura al quarto livello! Fare video della nonna che fa la pazza e balla, chessò, di un culo ciccione sculettante, scrivere cose allucinanti che nessuno oserebbe nemmeno pensare tipo “di Andreotti si può dir tutto tranne che non fosse onesto”. Potrei scrivere un elenco quasinfinito perché io ‘ste cose le ho notate tutte e si ripetono e si ripetono e si ripetono. È uno dei problemi più grandi che mi blocca nel produrre il mio originalissimo prodotto in quanto mi sembra di perdere totalmente autenticità, l’unica cosa che mi interessi.

Il famoso di facebook si crea dei grandi gruppi di sfigati che vorrebbero essere famosi e si attaccano alle sue caviglie sperando di raccogliere almeno la scia della sua fama. Si usa anche nel ciclismo. Si sta a ruota e non si tira mai. Bastardi! Anche se fanno pure tenerezza perché ci si rende conto della debolezza e sarebbe disumano non pensare a tali risvolti. Che i veri cattivi e i veri stronzi non esistono. I veri stronzi son quelli che sottolineano la stronzaggine altrui. L’ho letto ieri.

Penso non vi sia niente come un contenitore di immondizia quale facebook. E la spazzatura a volte è bella si sa. Un tempo c’erano i manicomi poi son stati chiusi ed è arrivato facebook SUBITO DOPO!
Ma voi avete minimamente idea di quanti e di quanto sesso si comprino attraverso la FAMA di facebook?
Ma è un problema non problema. Il sesso è estremamente importantissimo. L’altro giorno leggevo un articolo “insegnare ai giovani che il sesso anale è importante e salutare”. Capito? In un mondo in cui i GGGiovani fanno sesso senza protezioni (credono che il sesso orale non sia sesso 😊) e le malattie veneree sono all’ordine del giorno più diffuso dici loro “fate sesso anale se non volete usare il preservativo per non rimanere incinti. La donna non è solo una fica!” e ricordo quando ero ragazza io che dicevano che i gay diffondevano L’AIDS perché facevano le cose senza protezioni, là dove non batte quasi mai il sole.
Che poi se scrivi anche solo la parola aggettivata “gay” ti ritrovi con 60 contatti in meno, COME MINIMO! Anche se scrivi ebrei che fa rima con gay e se scrivi gay ebray sei FOTTUTO AMICO! SEI FUORI!  Ma tranqui! È un problema non problema. Siamo in tanti e c’è bisogno di un po’ di pulizia contatti. Tanto poi vai su facebook e scrivi “accogliete i migranti! Le razze non esistono e non hanno ucciso quel tizio che faceva i documentari…” e poi fingi non esista una crisi italiana le frontiere chiuse Mattarella che chiede aiuto ecc. ecc.. Ti prendi i tuoi bei like e via. Lisci. Tranquilli. È un problema non problema.

Per finire, due curiosità.

1 parto per una destinazione segreta dove non ci sarà il Wi-Fi. Ci si rivede tra un po’ insomma, ma non smetto di scrivere. TRANQUILLI!

2 ieri ho messo il post sulla razza su twitter e poi l’ho visto rifare da almeno tre miei contatti. Non penso che mi abbiano copiato, eh, STIAMO TRANQUILLISSIMI. L’ho solo trovata una cosa stramba e carina da sottolineare.

Domenico Diele

Ma chi è questo ragazzo dalla vita ormai distrutta?
Figurarsi che stasera in carcere ha rifiutato il dolce di Iginio Massari.

Io mi son chiesta subito chi fosse. All’inizio ho pensato di non saperlo perché non guardo la televisione e lo dico con una punta di amarezza che magari qualche film mi piacerebbe vederlo ma ho sempre lasciato il telecomando agli altri e non posso stare troppo seduta.
So di dare un dispiacere a quelli che si aspettavano la frase alla moda “non guardo la tv perché nessuno deve dirmi come pensare male ci penso da solo!”, mi spiace proprio tanto deludervi.

Ora so che fra me e Domenico esiste una sola differenza: io non ho ucciso nessuno. Non ho nemmeno la patente. Soffro di mio abbastanza in silenzio. Ad esempio ora sento la schiena come bruciare e qualcuno sta giocando a tira e molla con il mio midollo.

A me pare chiaro che ci troviamo di fronte a un caso semplice. È vero che forse Domenico è un nessuno come tutti noi ma è altrettanto vero che la tizia che è morta valeva meno di lui.
Alcuni si chiedono cosa ci facesse Diele a piede libero che la patente gliel’avevano stracciata. Boh. Ciò che conta è che su Repubblica si dice sia disperato e molto pentito. Ha recitato anche in un film di Moretti. Diele è di sinistra. Se non te la tiri non puoi essere di sinistra perché sostanzialmente stai a destra e per tornare nella posizione giusta (te la) devi tirare. Quindi un po’ ti muovi per il mondo con la spocchia di chi sa di essere nel giusto e se uno si mette in mezzo alla tua strada, beh, a volte i sacrifici servono per raggiungere vette più alte.

Possiamo forse pensare sia giusto per un misero mistake che un ragazzo così di talento si faccia la galera? Diele ora è famoso come Ariana Grande per una cosa brutta ma non importa. A Ottobre esce l’album di Liam Gallagher.

Io me lo immagino adesso sdraiato (ho scritto il post tra ieri notte, adesso, e oggi) su una branda spoglia sotto le lenzuola Zucchi a piangere perché si è pentito di non aver mangiato quel dolce di Iginio ma ora non si può più chiederlo al secondino!

Troppo cinismo? E allora come la mettiamo che un giovane promettente ragazzo debba metter termine alla propria carriera a causa di una donna di 48 anni di cui non si conosce nemmeno il nome ed era depressa e aveva 48 anni, l’ho già detto?
Va bene, il cinismo non è giusto, abita lo spirito dei tre quarti del mondo che son permalosi e non va a loro che li sfotti, chiedo venia e cambio toni.

C’è una super curiosità su questo caso. Oltre il fatto del braccialetto che non c’è perché Domenico lo voleva verde e allora l’hanno tenuto un’ora in più ma il braccialetto sarà disponibile solo fra un giorno quando il nostro si troverà già in messico ad attendere la proscrizione. [Ironicamente: proscrizione = esilio 😊]. Ma qual è la curiosità più interessante: sul luogo del misfatto è giunto del tutto casualmente un partecipante di un grande fratello di cui adesso non ricordo nemmeno il nome. È stato lui anche a farsi intervistare e a parlare della disperazione di Domenico. La prima tappa della beatificazione è appunto il pentimento che se anche uccidi il prete sul letto di morte e poco prima di spirare urli MI DISPIACE SONO PENTITO vai in paradiso. Quindi tranqui. POI NON SI PUÒ SCHERZARE!!!!!!

Sai Domenico anch’io faccio parte di quelli, l’ho scoperto il giorno del test a Brera, che i genitori han dato loro un nome che poi la sigla è DD nel tuo caso CC nel mio che faranno gli artisti. I pazzi della famiglia. Ti capisco. E ti invio un sincero abbraccio. Sii coraggioso.