Famook

Che è qualcosa tipo una crasi/fusion tra fame e facebook ma anche fame di fama.
Ma ricorda pure un termine napoletano che non ho idea di cosa significhi.

Premetto subito che il mio post di ieri, il più letto di tutti i tempi, sulla mia bacheca, la bacheca più seguita di sempre, non era una presa per il culo. Mi sento in una grossa crisi ma oggi mi son svegliata alle sette con la voglia di scrivere.

Il famoso di facebook non è famoso. Anzi, si potrebbe affermare che nemmeno esista. Why? Perché la rete è il MONDO DELLA FANTASIA dove i sogni posson diventare realtà. Uno su tutti: gente brutta che nessuno toccherebbe e che finalmente può masturbarsi davanti a uno schermo pensando che possa accadere. Prima lo faceva con la carta. È vero che siamo sempre in tema di bidimensionalità però magari uno non c’ha una grande immaginazione, da non confondere con la fantasia, e ha bisogno di immagini che si muovono e di macchine che scrivono “non vedo la ora che tu metta il tuo bellissimo cazzo in mia bocca. Non ho mai veduto uomo bello come tu”. Qualcosa del genere.

Il famoso di facebook è la feccia della feccia. E sto aspettando il brillante nella sezione commenti (la più commentata dall’invenzione dei commenti) che dice “e tu?”, “io sono una testa di cazzo ENORME!”. E FACCIAMOLA FINITA CON QUESTI FINTI UMILI QUESTA FINTA UMILTÀ CHE LO SAPPIAMO TUTTI CHE È FINTA. Io purtroppo no. Mi faccio schifo duro. Dicevamo: và com’è democratico facebook! Finalmente non solo i figli di Bossi posson diventare famosi per fatti di cronaca delittuosa, No! Ora TUTTI possono emergere dal nulla dell’esistenza parassitaria umana ed essere finalmente qualcuno. Ma vediamo come.

Fare il fenomeno. Ci ho fatto anche un video. Il video più guardato da quando gli occhi si sono aperti. Lo trovo ancora divertente, dai, magari lo uso ancora una volta. Non so: foto sul cesso, foto della cacca, documentare la propria vita minuto per minuto anche in modo pornografico, essere puttane, perché è anche ora di finirla di definire prostituzione solo quando vi sia un effettivo scambio di denaro. Questa è evasione fiscale pura al quarto livello! Fare video della nonna che fa la pazza e balla, chessò, di un culo ciccione sculettante, scrivere cose allucinanti che nessuno oserebbe nemmeno pensare tipo “di Andreotti si può dir tutto tranne che non fosse onesto”. Potrei scrivere un elenco quasinfinito perché io ‘ste cose le ho notate tutte e si ripetono e si ripetono e si ripetono. È uno dei problemi più grandi che mi blocca nel produrre il mio originalissimo prodotto in quanto mi sembra di perdere totalmente autenticità, l’unica cosa che mi interessi.

Il famoso di facebook si crea dei grandi gruppi di sfigati che vorrebbero essere famosi e si attaccano alle sue caviglie sperando di raccogliere almeno la scia della sua fama. Si usa anche nel ciclismo. Si sta a ruota e non si tira mai. Bastardi! Anche se fanno pure tenerezza perché ci si rende conto della debolezza e sarebbe disumano non pensare a tali risvolti. Che i veri cattivi e i veri stronzi non esistono. I veri stronzi son quelli che sottolineano la stronzaggine altrui. L’ho letto ieri.

Penso non vi sia niente come un contenitore di immondizia quale facebook. E la spazzatura a volte è bella si sa. Un tempo c’erano i manicomi poi son stati chiusi ed è arrivato facebook SUBITO DOPO!
Ma voi avete minimamente idea di quanti e di quanto sesso si comprino attraverso la FAMA di facebook?
Ma è un problema non problema. Il sesso è estremamente importantissimo. L’altro giorno leggevo un articolo “insegnare ai giovani che il sesso anale è importante e salutare”. Capito? In un mondo in cui i GGGiovani fanno sesso senza protezioni (credono che il sesso orale non sia sesso 😊) e le malattie veneree sono all’ordine del giorno più diffuso dici loro “fate sesso anale se non volete usare il preservativo per non rimanere incinti. La donna non è solo una fica!” e ricordo quando ero ragazza io che dicevano che i gay diffondevano L’AIDS perché facevano le cose senza protezioni, là dove non batte quasi mai il sole.
Che poi se scrivi anche solo la parola aggettivata “gay” ti ritrovi con 60 contatti in meno, COME MINIMO! Anche se scrivi ebrei che fa rima con gay e se scrivi gay ebray sei FOTTUTO AMICO! SEI FUORI!  Ma tranqui! È un problema non problema. Siamo in tanti e c’è bisogno di un po’ di pulizia contatti. Tanto poi vai su facebook e scrivi “accogliete i migranti! Le razze non esistono e non hanno ucciso quel tizio che faceva i documentari…” e poi fingi non esista una crisi italiana le frontiere chiuse Mattarella che chiede aiuto ecc. ecc.. Ti prendi i tuoi bei like e via. Lisci. Tranquilli. È un problema non problema.

Per finire, due curiosità.

1 parto per una destinazione segreta dove non ci sarà il Wi-Fi. Ci si rivede tra un po’ insomma, ma non smetto di scrivere. TRANQUILLI!

2 ieri ho messo il post sulla razza su twitter e poi l’ho visto rifare da almeno tre miei contatti. Non penso che mi abbiano copiato, eh, STIAMO TRANQUILLISSIMI. L’ho solo trovata una cosa stramba e carina da sottolineare.

Domenico Diele

Ma chi è questo ragazzo dalla vita ormai distrutta?
Figurarsi che stasera in carcere ha rifiutato il dolce di Iginio Massari.

Io mi son chiesta subito chi fosse. All’inizio ho pensato di non saperlo perché non guardo la televisione e lo dico con una punta di amarezza che magari qualche film mi piacerebbe vederlo ma ho sempre lasciato il telecomando agli altri e non posso stare troppo seduta.
So di dare un dispiacere a quelli che si aspettavano la frase alla moda “non guardo la tv perché nessuno deve dirmi come pensare male ci penso da solo!”, mi spiace proprio tanto deludervi.

Ora so che fra me e Domenico esiste una sola differenza: io non ho ucciso nessuno. Non ho nemmeno la patente. Soffro di mio abbastanza in silenzio. Ad esempio ora sento la schiena come bruciare e qualcuno sta giocando a tira e molla con il mio midollo.

A me pare chiaro che ci troviamo di fronte a un caso semplice. È vero che forse Domenico è un nessuno come tutti noi ma è altrettanto vero che la tizia che è morta valeva meno di lui.
Alcuni si chiedono cosa ci facesse Diele a piede libero che la patente gliel’avevano stracciata. Boh. Ciò che conta è che su Repubblica si dice sia disperato e molto pentito. Ha recitato anche in un film di Moretti. Diele è di sinistra. Se non te la tiri non puoi essere di sinistra perché sostanzialmente stai a destra e per tornare nella posizione giusta (te la) devi tirare. Quindi un po’ ti muovi per il mondo con la spocchia di chi sa di essere nel giusto e se uno si mette in mezzo alla tua strada, beh, a volte i sacrifici servono per raggiungere vette più alte.

Possiamo forse pensare sia giusto per un misero mistake che un ragazzo così di talento si faccia la galera? Diele ora è famoso come Ariana Grande per una cosa brutta ma non importa. A Ottobre esce l’album di Liam Gallagher.

Io me lo immagino adesso sdraiato (ho scritto il post tra ieri notte, adesso, e oggi) su una branda spoglia sotto le lenzuola Zucchi a piangere perché si è pentito di non aver mangiato quel dolce di Iginio ma ora non si può più chiederlo al secondino!

Troppo cinismo? E allora come la mettiamo che un giovane promettente ragazzo debba metter termine alla propria carriera a causa di una donna di 48 anni di cui non si conosce nemmeno il nome ed era depressa e aveva 48 anni, l’ho già detto?
Va bene, il cinismo non è giusto, abita lo spirito dei tre quarti del mondo che son permalosi e non va a loro che li sfotti, chiedo venia e cambio toni.

C’è una super curiosità su questo caso. Oltre il fatto del braccialetto che non c’è perché Domenico lo voleva verde e allora l’hanno tenuto un’ora in più ma il braccialetto sarà disponibile solo fra un giorno quando il nostro si troverà già in messico ad attendere la proscrizione. [Ironicamente: proscrizione = esilio 😊]. Ma qual è la curiosità più interessante: sul luogo del misfatto è giunto del tutto casualmente un partecipante di un grande fratello di cui adesso non ricordo nemmeno il nome. È stato lui anche a farsi intervistare e a parlare della disperazione di Domenico. La prima tappa della beatificazione è appunto il pentimento che se anche uccidi il prete sul letto di morte e poco prima di spirare urli MI DISPIACE SONO PENTITO vai in paradiso. Quindi tranqui. POI NON SI PUÒ SCHERZARE!!!!!!

Sai Domenico anch’io faccio parte di quelli, l’ho scoperto il giorno del test a Brera, che i genitori han dato loro un nome che poi la sigla è DD nel tuo caso CC nel mio che faranno gli artisti. I pazzi della famiglia. Ti capisco. E ti invio un sincero abbraccio. Sii coraggioso.

 

Stile descrittivo

È uno stile che detesto. Vorrei vederlo boccheggiare sulla statale abbandonato bagnato mentre fa freddo e poi passa una macchina e lo stende ma non muore subito ha il tempo di capire di fare schifo…
Ricordo mentre leggevo Anna Karenina, uno dei libri che leggi e poi ti vanti (come tutti quelli Russi del resto) di aver letto se non lo fai subito son gli altri a iniziarti al vanto “ah, hai letto Anna Karenina! (INCREDIBILE una donna che sa leggere), hai mai letto Guerra e pace?”, no per fortuna no… ecco è appena caduta una goccia di caffè sul telefono. Devo bloccarmi per pulirla subito che altrimenti impazzisco! Fatto. Avrei potuto intitolare questo post “Descrizione” però ho pensato che così fosse più stilisticamente accattivante. Ecco, dicevo, mentre leggevo quel libro che ho considerato importantissimo e oggi non saprei dire esattamente perché, arrivata alle descrizioni di caccia avrei voluto fingermi morta perché il libro sa se smetti di leggerlo lo capisce e invece le ho lette tutte e mi è venuta la sciatica e ancora oggi soffro molto quando c’è l’umidità a causa loro.

Non so quanto tempo fa, perché dovrei fumare la marijuana che dice faccia male alla memoria per lenire i miei dolori che mi intaccano la memoria (perché non ho messo l’apostrofo? Perché a volte lo trovo invadente), dicevo che la scrittura ancora apparteneva a un circolo di letterati noiosi residenti su un’isola in un universo parallelo fermo all’800 ma forse 600. Anche e forse soprattutto ‘sta cosa della descrizione appartiene a questo chiaro concetto che andrò a descrivere, non preoccupatevi. Dunque: noia -> descrizione -> linguaggio aulico. Quando esattamente volgare è diventato sconcio? Ricordo che volgare significava la parola parlata dal volgo, oggi è solo ascrivibile alle parolacce. Scusate la digressione. È stato un momento così di rabbia non riesco a credere di vivere in un mondo spaventato ancora dalle parolacce. Allora, la scrittura non ha più senso, e non da oggi, eh! Ci sono i registratori vocali, le telecamere, le fotografie!… Mi son dovuta fermare perché il mio cane pazzo stava combinando qualche casino e ho dovuto sgridarla dalla finestra. Mi han chiamata Claudia ma il nome giusto per me sarebbe stato Ausilia(trice) è da sempre che mi occupo di o aiuto qualcuno e quando faccio qualcosa per me come adesso che sto scrivendo mi vengono come dei crampi sordi allo stomaco: sensi di colpa (il titolo di un bellissimo libro).

La descrizione una volta arrivata la telecamera DEVE MORIRE! La scrittura si deve evolvere. Ecco che arriva uno e dice “Ausilia, lo sai che ognuno vede il mondo con i suoi occhi e…?”, ti fermo subito simpatico amico, il mondo ha un aspetto oggettivo ed è di questo ciò di cui stiamo parlando. Se esiste una voce fuori dal coro che sa di muffa, tipo un giullare che ha fatto ridere il cuore degli isolanintellettuali, ecco, state pur certi che farà cacare! Loro (essi) faranno di tutto per renderlo famoso e così si sottolineerà sempre di più il divario tra noi isolani e voi volgata di penisola. A me tutto ciò rende triste ovviamente almeno quanto mi dispiace che i geroglifici scompariranno e al loro posto ci saranno i chip nel cervello. Ma dicevamo: il descrittore rimane uno che vuole descrivere la realtà alla perfezione quindi una telecamera 😉. Io non lo so, forse sto un po’ annaspando, ma per me non c’è niente che sia più noioso di una descrizione scritta in cirillico e poi sigillata con la cera. Infatti ormai sono così abituata a questa idea globale di libro che credo non riuscirò mai a scriverne uno. Meglio per tutti. Tanto anche se dovessi riuscirci non mi aiuterebbe nessuno vista la mia politica “no al lustrare ani”. In ogni caso se dovessi mai usare “becero” con la serietà più becera, beh… continuate a ignorarmi che me lo merito. Ma veniamo all’esempio pratico.

Oggi mi son svegliata alle 6, ho pensato “ma porcocazzo!”, purtroppo però la mia vescica vecchia e schiacciata va svuotata. Tornata a letto mi sembrava di sentire mia figlia parlare continuamente e allora mi giravo e mi sembrava di vedere i suoi occhi aperti e pensavo “ma perché non dorme?” e un’altra parolaccia. E allora i dolori e il fatto che continuavo a pensare a lei forse sveglia non mi facevano dormire, poi io son una che appena si sveglia si riattiva come una macchina e fatica a riaddormentarsi. Poi incredibilmente ce l’ho fatta e mi son trovata mia figlia seduta di fianco a me “è ora di svegliarsi, c’è la luce”. La prendo e me l’abbraccio per un po’. Sono le nove. Mi alzo. Faccio la pipì. Cambio Frida. “Cosa vuoi per colazione?”, le elenco quello che c’è, “i biscotti!”. “No, mamma scherzavo non voglio i biscotti, eheheheh”… e avanti così per un po’. Metto su l’acqua per il té. Bevo acqua e limone che dicono che sia miracolosa ma mi sento uno schifo lo stesso. Frida mi chiede di raccontarle per l’ennesima volta di quando appena nata uscita dall’utero si ruppe la spalla e c’era una giovane ortopedica che voleva seguirla perché altri volevano farle fare fisioterapia o cose del genere ma lei era convinta che sarebbe guarita da sola… allora ogni volta che andavamo da lei Frida le scoreggiava in faccia e allora lei si mette a ridere “me lo racconti di nuovo mamma, mi fa troppo ridere”. Finisce di fare colazione, ho mangiato anch’io: una banana un paio di biscotti e qualche noce. Sto pensando a cosa vorrei scrivere e mi viene in mente questo post ma allo stesso tempo penso che vorrei scrivere ROVAZZI HA L’AIDS e un altro post tipo POSSIAMO TRANQUILLAMENTE DIRE CHE ALCUNI MERITANO PIÙ DI ALTRI DI VIVERE TIPO CHE FIGATA QUANDO È MORTO MUSSOLINI ma vorrei anche scrivere È MORTO TIZIANO FERRO. Poi penso a tutto il sottotesto, ai fraintendimenti, a tantissime altre cose e mi immagino uno che arriva e dice “non puoi vivere più in leggerezza, su”. Poi mi siedo a cagare e scrivo con la porta aperta e Frida che guarda la tv. Ora è già tardi. Son stata interrotta centinaia di volte. Devo preparare da mangiare, probabilmente riso e lenticchie e pulire una carota per Frida. Giusto il tempo per postare il link…

Into the wild

Alle donne piace perché…
Il protagonista muore e sembra pure buono. Anni di repressione catarticizzati (mi piace molto così).
Piace perché le donne badano parecchio all’estetica spiccia.
Poi lui muore.
Piace perché quel cucciolo “io lo so che se avesse incontrato me si sarebbe salvato. Io mamma tutta cuore di olio di panna palmato unto grasso caldo semifreddo bollente”.

Io ero fra questi, non si può più parlare di genere femminile perché non esiste un genere diverso da quello femminile. Le donne sono abili scultrici che da anni hanno scalpellato l’universo a propria immagine e somiglianza mentre i maschi si massaggiavano il testicolo destro sul divano a causa di un fastidioso varicocele.

Ma torniamo all’Argomento. Into the wild, ovvero: l’uomo che tutte si vorrebbero sposare o come minimo portarsi a letto.
Perché questo, vedete, è uno scienziato plurilaureato ma anche ricco che però sente il richiamo della terra, il primitivismo… cose che contano per la sessualità ma io stavolta non voglio farne neanche un accenno perché la mia paranoia lo sa che ci son sempre gli appostati “parla solo di quello” a braccetto con quelli “parla di sesso per favore”. Ma, non è una cosa fatta apposta, è il mondo che si ripete. La ripetizione è importante anche nei giochi dei bambini, stesse ambientazioni, stessa storia, stessa fiaba prima di andare a letto. La ripetizione genera il generabile lo rende più possibile aumentando le probabilità.

Allora, tornando a monte, il nostro è un mondo composto essenzialmente da collezionisti e maniaci sessuali, a volte i due tipi coincidono, coesistono in armonia generalmente in un serial killer. Io giuro che, se anche ci penso intensamente, non credo riesca a trovare un’epoca più satolla della nostra di psicopatici pazzi. In ogni caso, Into the Wild in tutto ciò s’incastra perfettamente.

Il titolo è un rimaneggiamento, un rimpasto di Welcome to the Jungle, mia canzone preferita dei Guns. Cioè, in questo mondo dispotico senza ossigeno solo anidride carbonica che inquina le vene, in questa giungla dove il mibtel viene risucchiato dalla lotta per la conquista di un posto di lavoro, resta solo la natura. Resta solo morire. Liberarsi per morire. Ed ecco che finalmente capiamo che Into the Wild è in realtà la storia di Totò Riina. Dice “ma che cazzo dici?”.
Seguitemi!

Innanzitutto,  vi ricordo che il protagonista avrà a che fare sia con una milf che con una minorenne: raga, questo è un film ruffiano alla grande!
Detto ciò, c’è il potente messaggio filosofico che mette a nudo le idiosincrasie (😉) di questa società, il non poter andare a lavorare senza calzini e puzzando come vuole madre natura, un esempio. Ma noi ci rendiamo conto che questo è un mondo dove si pubblicizzano pastiglie che ti aiutano a concepire? Ma un tempo la gente sperava di non fare dieci figli! Oggi è un fatto normale prendere cascate di ormoni e sfornare un paio di gemelli (“così ho fatto due gravidanze in una perché io vorrei almeno avere tre figli, carini i bambini, soprattutto quando se ne stanno al nido e li vedo massimo due ore al giorno”) a 50anni.
Ci siamo persi. Questo film ci fa vedere la nostra nudità. La nostra fragilità. Tipo che se vai a lavoro senza calzini ti ammali e ti viene la febbre.

L’idea è che comunque noi si sforna generazioni di Nerone che se non fai tutto quello che vuole ti brucia la merenda e prende fuoco anche la casa.
E pensare che, ormai parecchi, anni fa mi offendevo se si diceva qualcosa di questo film. Dicevo “è un ragazzo che si è suicidato ma ci rendiamo conto!”. Fortuna che c’è almeno una cosa che mi piace di me: mi metto continuamente in discussione.
Ma abbiamo minimamente idea di quanti soldi sono arrivati nelle tasche di questi genitori che soffrono? Ma non c’entra niente ora, o almeno non ho voglia di entrare in terreni minati e giustificarli. Mettiamo fine a questo post. Dice “che c’entra Riina?”. C’entra eccome! Anche il protagonista si è sentito sempre imprigionato nel ruolo che la società si aspettava da lui e cerca nella morte la libertà. Infatti molti dicono “non liberate Totò”.

Che infatti, vuoi mettere essere liberato, uscire dalla gabbietta, in un campo dove la gente ti spara come un fagiano, anzi forse propongono proprio questo. Ora la gente grazie ai social ai cartelloni manifestanti la propria opinione può cambiare le cose prendere decisioni al posto dei giudici. Gente che ha la sensibilità “basta far del male a questo vecchio”, oppure “(lasciatelo morire tra atroci sofferenze come ha fatto lui, come farebbe) non liberatelo!”.
Questo dibattito è una meraviglia. Tutti a guardare il tizio nella camera a gas (il pianeta terra) e siccome è un assassino (“ma io son contrario contrarissimo alla pena di morte, eh”) vuole che il boia lo ammazzi a bastonate. Vuole vederlo dissanguare e poi appenderlo come un maiale. Sai come ti senti bene dopo mentre mangi fette di salame stagionato almeno 7 mesi? Sai come passa la sofferenza per la morte di un figlio con una pioggia di soldi che ti ricopre?

La natura è bella eh, ma fuori, in vitro.

Libri Mazzantini

Qui verranno raccolte anticipazioni incredibili sui prossimi libri della Mazzantini che se si scopre che sto scrivendo questo articolo finisco nei guai.
Dice “ma tu perfetta nullità come sei venuta in possesso di tali documenti importanti?”. Cazzi miei 😊.

Allora. C’è questa tizia che va dal ginecologo e la storia comincia già a farsi seria. Metti che il ginecolo per motivi lavorativi finisce che masturba Naike Rivelli, artistattivista (come la stessa madre ha definito) molto impegnata nell’emancipazione femminile in questo mondo retrogrado che una donna se glielo chiedi risponde “no io non mi masturbo MAI” (che solo nel mio caso purtroppo è vero :-(). Allora, metti che Naike, che è anche la protagonista del film, cominci a provare un po’ di piacere dalla certa qual pratica e allora, dato che si tratta di una donna pudica e vergognosa, la donna italica per eccellenza, ella sa che dal provare piacere non può che nascere l’amore.

Allora si preoccupa per il marito che è un grande bevitore che la picchia per un fatto di disoccupazione e abusi sociali. Lei lo ama molto però… ecco che le visite dal ginecologo si moltiplicano esponenzialmente e pure lui è contento perché ogni visita son soldi che vanno in banca. A questo punto dopo essersi inventata una candidosi molecolare, vaginiti di varia natura spastiche, L’AIDS…
Porta la figlia con sé, le serve come alibi: si è presa la candidosi dall’asciugamanino del bagno. La figlia è una tipa facile il cui silenzio si compra con un bombolone giù al bar.
Stacco.
Siamo nella sala d’aspetto del ginecologo. Il film si muove tutto tra casa e ambulatorio tranne quel salto al bar.
La bambina è seduta sola con il suo prurito ma aumentano le donne in attesa e dall’ambulatorio si sentono urla sospette. Tutte guardano lei, la bambina, come se fosse lei nell’ambulatorio. Si sente a disagio. Fa un rutto al bombolone e si chiede se ci sia qualcosa che forse le sfugge. Ma ecco che sua madre esce e finalmente possiamo tornare tutti a casa in macchina (è vero, c’è anche l’ambiente macchina).

A questo punto però capiamo che Naike non è proprio solo una stroianza (stronza+troia), forse un po’ esibizionista, perché mentre lei non c’è il marito si spara dei porno e poi ci prova con tutte ma purtroppo è sfigato e nessuna ci sta ma la mutua gli passa i soldi per la prostituzione.
È un uomo cattivo che nemmeno conosce cosa siano i preliminari. Lui ti vede e dice “oggi si ingroppa” ride ti mette a novanta e spinge per 5 minuti.

Allora la nostra protagonista ha la scusa e la causa e quant’altro per farla finita con quella storia d’amore.
Molla il marito e scappa con la figlia.
Il ginecologo si offende e quando s’incontrano la guarda impassibile affermando “no comment. Non mi ricordo di te. Io questa donna non l’ho mai conosciuta. Non so chi sia”. Allora, prima, per un po’ Naike urla disperata poi torna dal marito e si danno allo scambismo (come consigliato da consulente matrimoniale) salvando così il matrimonio. Seguono scene di sesso spinto.

Poi c’è questo, che è molto più futurista e avanguardista, dove esistono i computer le chathotline le webcam e donne emancipate che usano il loro corpo per usare gli uomini e guadagnare. Ma questo è un progetto molto segreto dalla trama fitta e a dir poco azzardata. È quasi un thriller erotico sentimentale. Un medico che ha certe fantasie, che sua moglie altolocata non ci pensa proprio a realizzare, (un pompino) cerca nel web la realizzazione di tali voli pindarici. Trova una tipa disperata sola sporca povera abbandonata che usa il Wi-Fi del bar di sotto, ha fatto un servizietto al barista per avere la password, e finalmente in questo mondo lei si sente realizzata, tutti le dicono che è bella la coccolano con i like e non vogliono nulla in cambio, solo che li lasci guardare sua figlia mentre fa il bagno o cose innocue di questo tipo. Ecco che finalmente incontra lui, uno dei pochi non pedofili in circolazione, ma soprattutto: un medico con i soldi. Poi il film non va esattamente come state o stai pensando, prende una piega inspiegabile volta soprattutto alla catarsi del pubblico (perché parliamo di libri che diventan tutti film, pensavo fosse scontato ma ho sbagliato a pensarlo, scusate; perché la nostra scrittrice lei sì che ha fatto il botto legandosi a Sergio, il salumiere sotto casa).
Un pubblico incredibilmente formato da casalinghe che lavorano, si intende un lavoro vero, no, e che non vedono l’ora di smettere di lavorare sposandosi non dico un miliardario perché ora c’è l’euro e ricchi signori che sognano pompini gratis che vengono dritti dal cuore (Cenerentola, storia molto bella e attuale).

Potrei raccontarvene altri ma…

Omopatia

L’omopatia è una branca dell’omofobia che si occupa di coloro che sopportano in silenzio la stupidità umana.
Qui si darà voce a quel silenzio. Spalanca le orecchie interne lasciandole entrare in festa.

Non ha niente a che fare con la simpatia connessa alla scheda sim e a un gioco molto bello (superlol). No.
È un refuso? Potrebbe anche sembrare perché c’è certa gentaglia che scrive, pensa che si possa scrivere anche facendosi scappare degli errori ortografici: VERGOGNA! BRUTTI SCHIFOSI! No.
L’omopatia è un urlo soffocato.

“Sai cosa ti dico? Secondo me se sei così cretino da sbagliare a scrivere omeopatia e addirittura la usi per curare tuo figlio ti meriti che muoia che magari poi impari”.
E io vedo queste parole sempre pronunciate nel salone di un parrucchiere mentre ti fanno la manicure. Il vero cinismo è nato proprio lì dove ci si facevano le dolci confidenze. Più o meno nel tardo mesozoico.

Allora, forse, mi fanno solo incazzare le persone come me, anch’io scherzo con la morte, anch’io faccio parte degli eletti che capiscono l’umorismo nero e sanno apprezzarlo.
Questo punto è abbastanza vero. Io mi odio, è una cosa che posso ripetere infinite volte, certi giorni capita di più, certi giorni di meno, ma non è della mia autostima e dei miei esercizi atti a migliorare me stessa ciò di cui dobbiam parlare.

Tempo fa già dissi che la gente si è dimenticata del termine “oscenità”. Dice “come si fa a capire cosa è osceno?”, a parte i dettami del costume moderno contemporaneo? Non so. La nudità non è oscena ma se mi fai la foto del tuo buco del culo e la usi come nuova foto profilo… ci devo pensare un attimo. Non oso pensare ai commenti! “Bellissima come sempre”.
Anche perché foto profilo e foto di copertina non si possono ignorare. Sono gli unici post che anche chi prende zero like qualche pollice lo porta a casa. Anzi, se sei depresso cambia la foto profilo ed ecco un blando sedativo sotto forma di carezza virtuale.

Mi sembra di aver già scritto tutto e di ripetermi continuamente. È LA FINE CAZZO!

Chi se ne frega! Viviamo in un mondo in cui Gabbani è definito “la nuova incredibile rivelazione”.

Si diceva. Ora, io non voglio fare il discorso del nerd che parla dei livelli di comicità e commenta “fica questa! La capiranno in pochi! Qui stiamo al quarto livello, frate’!”. Però vorrei ci rendessimo conto che dovrebbe esistere una sorta di bon ton della battuta. Poi facciamo gli esempi.

È che ormai umorismo nero is the new “tirare fuori il cazzo e poggiarlo sul tavolo”.
Cioè vedi queste fregne che ci tengono a dire “ho riso però mi rendo conto che questo è un argomento difficile” (sto facendo una certa vocina che faccio in questi casi ma voi non potete sentirla, mi spiace), “SSSSSÌÌÌÌÌÌÌÌÌ! SBATTIMELO PROPRIO LÌ FINO IN FONDOOOOAAAAAHHHH!”. Una cosa del genere. E i maschi alfa “i bambini mi fanno schifo! TI PIACE QUANDO TE LO SBATTO IN FACCIA COSÌÌÌÌÌÌEHHH! SENTI IL SUO ODORE!” |SUDORE|. Un’altra cosa del genere. E poi ciò che rimane è solo sborra rinsecchita sulla borsa di Gucci.

Tutto molto bello. Poi si salutano. E avanti così.

Io penso solo che ci vorrebbe un tantino più di tatto e quelli che dicono che questa mia considerazione in realtà “vedi, lo sapevo io. Faceva tanto la progressista ma… magari ha anche mangiato una pastiglia omeopatica. Magari sa anche cosa sia l’arnica e al posto del Voltaren la usa CAPISCI! A VOLTE QUAND’ERA INCINTA HA USATO L’ARNICA!”.

Raga, insensibilità non è sinonimo d’intelligenza. E perché lo dico? Perché vi servono ancora le colf che conoscono il metodo Montessori. DAI RAGAAAA!
Infatti certi che fanno battute orribili poi parlano di #jesuisunmigrante ! Mi vien da ridere forte bile verde che spruzza fuori dai pori mentre schiatto.

Fa specie che povero migrante gay sculacciato dal tiranno mentre VEGANIOMEOPATICI DI MERDA MORITE MALE!
Non è solo un fatto di coerenza ha qualcosa a che vedere con l’armonia cosmica.

Io posso anche affermare con certezza che esistono persone che si recano al gay pride dopo aver praticato un’omissione di soccorso altrimenti arrivavano tardi.

Io amo l’essere umano ed è per questo che mi incazzo perché lo adoro e voglio che sia migliore.

Ciò fa di me una moralista? È allora ben venga il moralismo su di me! MI RICOPRA TUTTA!

Lo sappiamo tutti che quei genitori se ne fregano di quello che scriviamo perché stanno morendo di dolore. È qualcosa che ha a che fare con noi. Con la nostra intima coscienza che a volte mi chiedo come si faccia a dormire la notte.
I miei post sono spesso i post di un infiltrato infiltrito che nessuno ha voglia di indossare più, troppo stretto e troppo pungiglioso, mette prurito e fastidio. Fastidio e prurito!

Non ho fatto esempi.
Allora. Muore uno.
“AJAGAHAHAGAGAH! È morto tizio!” (la morte mi fa paura ma io sono ancora vivo!).
“Tizio è morto mentre lavava i piatti!” (AJAGAHAHAGAGAH che ridere! Che morte stupida morire mentre si lava i piatti FROGIO!).
“Tizio è morto mentre lavava i piatti l’acqua mista a sapone l’ha fatto scivolare ha battuto la testa contro il lavandino e poi puff! Il detersivo era biologico!”…
Mah, non ho più voglia di fare esempi.

Che poi questi saranno i primi quando avranno un bambino a riempire i social con le foto…

Quando muore qualcuno aspetti sempre che torni. Se è vivo preferibilmente scegli che ti stia lontano.
A volte lo fai anche solo perché hai paura che muoia. E magari poi dopo ti manca.

Chris Cornell (PERCHÉ?)

{I motivi e i segnali incontrovertibili della sua morte.}

Stava per diventare calvo.

Durante il concerto un ragazzo dal pubblico gli ha gridato “hai messo su qualche chilo chriscicciabomba?”.

Chris Cornell si è suicidato per non assistere ai necrologi seguenti la sua morte.

Tutti si ricordavano di lui solo per Black hole sun ma nessuno sapeva cosa significasse.
Il significato dopo il punto a capo.

Quando era bambino suo padre mangiava sempre l’ultima fetta di pizza e questo egli non l’ha mai superato.

Si stava facendo una collana. Pensava di aver inventato una collana alla moda e mentre gioiva del nuovo traguardo ottenuto, non è ancora ben chiaro come sia accaduto, è morto.

Comunque, sia ben chiaro, Chris era un tipo felicissimo ed estremamente allegro.
Solo un mix di tutti quei farmaci ansiolitici/antidepressivi che assumeva da anni può averlo portato a decidere di farla finita.

Chris si è ucciso perché era l’unico a sapere come fosse morto veramente Kurt (Cobain). Non riusciva più a tenere questo segreto che purtroppo ora che è morto non sapremo mai.

Aveva la psoriasi.

La moglie ha dichiarato che poco prima di morire aveva scritto su Twitter “È una vita che mi pare di vivere in un mondo di tossici che mi snobbano perché ‘a te interessa solo la droga’”.

Si è ucciso perché ha capito che ormai solo la morte avrebbe potuto renderlo veramente famoso.

Stava giocando al Blue Whale.
E piuttosto che attendere la noia dei punti dal 30 al 49 è passato direttamente al 50.

Non era riuscito a trovare una gru.

È morto per un gioco erotico finito male mentre stava facendo i compiti.

Stava cagando con indosso la sua nuovissima collana trasparente (che ricordo avrebbe lanciato se fosse sopravvissuto) e improvvisamente alla radio è partita Despacito.

Si è ucciso perché era troppo felice. Una felicità ormai diventata ingestibile.

L’avevano scartato a Eurovision.

Non poteva sopportare che la mafia fosse entrata in collisione con la Lidl.

L’affetto dei suoi fans era talmente forte da riuscire a soffocarlo.

È rimasto soffocato dall’ultimo biglietto (straziante) che aveva scritto. L’hanno trovato conficcato nella gola durante l’autopsia. Si poteva ancora leggere cosa c’era scritto: “Ciao”.

Chris non si è suicidato. È stato ucciso dalla lobby che tiene segreta la vera morte di Kurt (Cobain).

Aveva appena scoperto di non esser mai stato vaccinato.

Ma l’ultimo segnale certo della sua fine imminente è stato raccolto dalle interviste dei giornalisti. Un fonico l’avrebbe visto salire sul palco con il piede destro mentre Cornell era solito salire sempre con il piede sinistro per una questione di scaramanzia. Lo sanno tutti.