Collega guarda, quel carrello ha le scarpe

Si tratta di un nero che cerca di nascondersi in attesa di riuscire ad entrare in Austria che, pare, sia diventata come una discoteca per fighetti, in realtà lo è sempre stata. C’è da dire che pure in quella discoteca piena di cioccolatini succulenti che le milf (anche se ancora non si chiamavano così) si andavano a succhiare, il buttafuori faceva entrare prima i bianchi.

Come far passare un argomento trito e ritrito, scontatissimo, come una novità esclusiva? Chiediamolo a Repubblica che titola “Attenzione! Anche gli animali giocano!”, foto ecc.. A volte sento che tutti i miei sforzi siano vani. A volte voglio vedermi e pensarmi sulla collina, lontana da tutto, lontana da tutti, mentre osservo il mondo ormai distante, ormai incapace di ferirmi, avvolta nell’atmosfera del finale di Uno, nessuno e centomila. A questo punto mi si potrà obbiettare che sono razzista, come al solito del resto, che bisogna dare spazio anche a coloro che usano il cervello per pulirsi le unghie, non so, mi è salito questo pensiero. Allora, cerchiamo di essere più precisi, coloro che hanno la fortuna di sentire la presenza del proprio cervello durante i segnali di fame, cacca, sonno, gioco. La mia è comunque invidia malcelata. Anche gli animali giocano a bingo mentre rinchiudo i propri figli in casa.

Un blog: miofiglioautistico. Lo so, lo so, non si può scherzare su certe cose, bisogna essere delicati. Però, cazzo, come si fa? Come si fa a fare tutto un articolo sulla discriminazione da parte di un b&b a causa del buttarsi per terra di tuo figlio? Insomma, fallo pure sul tuo blog ma perché poi finisci sul giornale? Non sono mai uscita dalla terribile fase dei 6 anni (?), quella delle domande, quella dei perché. E ATTENZIONE amici lettori, qui viene il bello, “per assicurarsi che quello fosse veramente un b&b discriminatore, abbiamo fatto chiamare qualcun altro che dicesse di avere un figlio autistico. E quelli? Quelli come hanno risposto? ‘Se è come quel ragazzino dell’altro giorno statevene a casa che i clienti si spaventano e chiamano la polizia‘”. Ora, i più sagaci, penseranno di nuovo che concordi con l’intolleranza. In verità non ce la fo’ più. Sto sviluppando una certa insofferenza tra il bullismo e la risposta ad esso. Non che sia una risposta all’acqua di rose, non sufficientemente violenta o cosa, è che è proprio di nuovo insensata. Se avessi un figlio autistico saprei benissimo di potermi trovare di fronte a tali cazzate e perciò mi comporterei di conseguenza appunto chiamando e informandomi prima di muovermi. La discriminazione è sbagliata, è ovvio, ma nasce dalla stesso tipo di idiozia che ti porta a non considerare le eventualità possibili. E di nuovo, ci facciamo un articolo? Allora dovremmo farne uno anche sulla discriminazione dei ciccioni costretti a pagare due biglietti e costantemente soggetti alla derisione. Ma sai, il mondo si sta aprendo alle curvy! A volte, quando leggo certe cose, mi sento come un infante, come se i fruitori, dei quali faccio parte, debbano ricevere nuove informazioni per imparare a parlare e non prendiamoli in giro quando sbagliano altrimenti rischiamo di ritardare la loro crescita! Sì, in fondo c’è posto per tutti e sono io l’idiota che perde tempo a leggere e incazzarsi, scrivendoci pure qualcosa, annoiando altri. Vorrei inventarmi un Socrate cui far dire tutto ciò di cui ho bisogno e, se qualcuno ha qualcosa da ridere, “mi sto limitando ad annotare i pensieri del maestro. L’ha detto Socrate!”.

Oltre ai pedofili della chiesa oggi in un tre per due, OFFERTISSIMA, ANCORA PER POCO TEMPO, è stato scoperto il molestatore professore universitario “se non me lo succhi non passi l’esame orale! Se non mi dai il culo, già lo scritto è andato male ed è inutile che ti presenti all’orale!”. E se sei cesso? Amici, questo, dovremmo averlo capito, suddai, non è un mondo per le variabili, NON C’È TEMPO! Adesso, prima di andarmene definitivamente, ammetterò che oggi sono più nera del solito, lo faccio per chi non l’avesse capito. Oggi poteva essere un giorno importante e invece, invece sarà il solito giorno di SHIT. Finisco con una cosa di cui andrò a parlare sul mio canale youtube. Vi ho incuriosito, eh? AHAH!

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La magistratura miope

“Sono libero ma a che prezzo?”. Li hanno temporaneamente revocato gli arresti domiciliari in quanto il padre ha stabilito di suicidarsi in pieno centro in una città sufficientemente nota. È così che l’articolo lo fa già passare per innocente, mentre il pm obbietta “mica possiamo smettere d’indagare perché c’è l’eventualità che un familiare compia un gesto disperato!”. Sembra che per dimostrare l’innocenza di un parente basti uccidersi, il significato intrinseco è questo “come potrebbe essere colpevole se sono disposto a dare la vita per lui?”. Penso sia una logica impeccabile e non ci sia bisogno di dire altro.

Secondo la stessa logica Dario Fo quando fa “tricchitrichitracchitraaacuccccuuuuuuuucucucucucufafafaaaaafffaaaffaaaatrubbbebeebeedebbeepppeeopppppeepeoeoeppepeotrepeeeepepepeduduuuududududdduugggggaaaaaaaagagagagagagagaaaaasessseesesssessszzzszzaazzazazazazazaazazzazzaaaaaaanionononononnnnnoooooonnoknnnooorredederrererrreereereeccbbybbvuvuvuvhvuvuuvugbuhvuvivovivovovovpipipioipiouoipipipipipioioippoipji” è sempre divertentente.

Sempre per la stessa logica i genitori che un tempo sniffavano, fumavano e s’iniettavano eroina nei bulbi oculari, ma anche nei timpani e nei linfonodi delle ascelle, nei punti neri, sotto le unghie, nelle gengive, fra le dita dei piedi, sotto la lingua, nei capezzoli, oggi si recano al sert perché hanno trovato un tocco di fumo nei pantaloni dei propri figli.

Mi chiedevo “cosa mi ricorda il parlamento? Che mi fanno venire in mente quei personaggi seduti in cerchio addormentati o urlanti?”. C’è un’immagine precisa nella mia testa con una parola associata che non riesco a pronunciare. È una cosa fastidiosissima tipo i contrari che sortiscono gli stessi effetti, tipo quelle cose che avvengono per caso ma possono essere considerate meditate e non è possibile dimostrare il contrario. Mi rendo conto non ci sia connessione fra i miei pensieri ma vorrei ricordarvi che punto e a capo ha un significato ben preciso anche disarmonico, pure io comunque amo l’armonia.

Spersonalizziamo di nuovo raffrontando modelle e prostitute, trovando le differenze. Entrambe usano il proprio corpo come merce di scambio. Entrambe finiscono la propria carriera a massimo 35 anni, massimo. Entrambe devono essere il più possibile alla moda, tenersi al passo con i tempi, cercare di mantenere una figaggine che ti faccia guadagnare di più. Entrambe scendono a compromessi avvolte in un mondo estremamente competitivo, di qui una si nutre solo di un pomodoro al giorno, di là una scopa pure col tuo cane, “le altre non lo fanno!”. Ma qual è la differenza? Non riesco a trovarne nemmeno con le donne in generale. “Siamo tutte prostitute”, meglio zoccole.

Perché quando m’innamoravo smettevo di mangiare? Accetterò risposte pure come questa “perché sei una merda che non sa prendersi cura di se stessa!”.

Oggi è venuto un tizio a sistemarci la porta. Io sono terribilmente paranoica sulle porte, l’ho rotta io masturbando continuamente la maniglia (cosa scritta in un post di facebook tempo fa). Io dicevo cose del tipo “ora dobbiamo cambiare subito la serratura… non bisogna lasciare le chiavi dentro perché con il magnete… e se il tizio che ci rifà la chiave si tiene un doppione???????” e avanti così. Il tutto perché ho paura dei pazzi che si convincono sia come quei ricconi che fuori tengoni la casa fatiscente e dentro, dentro… poi ho visto, credo fosse, un film dove si diceva esattamente le stesse cose che penso io sulle chiavi. Insomma, quest’uomo è stato la sintesi della violenza per le mie paranoie, è come se mi avesse ravanato la passera passandomi la sifilide.

Analfabeta funzionale

Ecco, volevo scrivere tutta una cosa su Agassi e suo padre. Ora però devo parlare di cosa mi è appena successo, una cosa che mi ha fatto ridere malissimo, ho appena smesso. Un tizio ha rebloggato un mio post. Vado a vedere il suo blog, siete pronti? Mi sono ritrovata in mezzo a tre cazzi leccati da una tizia e una foto di un’altra tizia, però questa bruna, che piscia seduta. Una posizione invidiabile vero? Secondo voi perché sto lì? Per quel miniraccontoeroticonirico dell’altro giorno. Ma io non sono arrabbiata, eh! Ho riso veramente molto. Sento sempre di più di essere apprezzata e che questo mio lavoro finalmente frutti qualcosa. A me ‘sto posto piace ma, devo dire, che non mi spiace aver iniziato a pubblicare pure di là, perché qui, parliamoci chiaro, sembra un cumulo di depressi e maniaci e, se dovessimo basare la statistica comportamentale su questa piattaforma, direi, così a spanne, che non siamo messi benissimo: adolescenti, il nuovo che avanza, che si tagliano le braccia, i piedi e quant’altro e vecchi, il vecchio che inciampa si rompe il femore e muore, bavosi che si segano davanti alle gif, finalmente qualcosa che dura il giusto tempo necessario. Come la mettiamo? Non m’importa! Voglio parlare di Agassi.

Per qualche strano motivo, pur appartenendo al proletariato arrancante, (non è un motivo strano è invidia/emulazione: se non posso essere ricco almeno mi salasso facendo ciò che fanno i ricchi) si è stabilito che il tennis dovesse diventare lo sport famigliare per eccellenza soppiantando, dopo la separazione, il nuoto. Si vedeva nei vecchi film, si leggeva in storici libri, i ricchi possedevano campi da tennis nei giardini. E così, anche se alla fine non ho mai giocato (i soldi non erano sufficienti pure per me e non mi si voleva far lavorare a 12 anni, avevo trovato un lavoro come cameriera nel circolo “se i tuoi genitori ci stanno a me va bene”), ho scoperto un mondo, le partite alla televisione, quelle dal vivo, il tifo moderato tipico del tifoso di tennis, ma soprattutto Andre. Fu amore a prima vista, ore di masturbazione. Lui era Terence, ma vero. Rappresentava la ribellione. Era un rivoluzionario. Metteva persino le magliette rosa e veniva multato in quel di Wimbledon. Ancora oggi fremo al pensiero! Insomma, ho scoperto che poi si è tipo sposato con la Graf e ha scritto un libro, una biografia cui ha risposto suo padre con la sua biografia. Il padre è stato il suo allenatore e, per farla breve, lo allenava come l’allenatore di Mimì Ayuara. Il padre ammette di essere stato un burbero energumeno cattivo ma ora suo figlio è un miliardario grazie a lui, generoso, aggiunge. “Gli allenatori non amano per il sangue ma solo per i soldi”. Insomma, tutta una cosa pseudosentimentale dove “ti ho ammazzato di botte per il tuo bene, dei soldi non m’importa anche se vivo in una via col tuo nome e in una casa che mi hai pagato tu. Che cosa importa aver cestinato la prima parte della tua esistenza se ora te la godi? In ogni caso ho capito che il tennis è uno sport troppo duro, se potessi tornare indietro allenerei i miei figli a giocare a golf, dura anche di più!”. Di tutto ciò, a parte l’aspetto ipocrita che mi affascina sempre, mi ha colpito la sua espressione, quella del titolo “analfabeta funzionale”, aveva perso della capacità rimanendo in coma ecc., storia lunga, e dice di aver imbrogliato in tutti i modi per ottenere comunque i titoli di studio. Quasi quasi desidero leggere entrambi i libri.

L’onda dei morti aumenta il suo volume e Repubblica cavalcherà a lungo. Che fortuna sia accaduto subito dopo la tragedia nel mare!

Benvenuto l’odio su di me (cit.)

La logica vuole che se non riesci ad accettare la logica dominante significa che la tua logica non funziona ed è probabilmente errata.

Osservando Lupo Lucio che gioisce nello spaventare un bambino con la sua voce spaventosa “NON SI DICE CA! SI DICE ACQUA!! A.C.Q.U.A.!!!”, capisco moltissime cose. Capisco gli avvoltoi, le mosche, i ragni, anche se continuo a non digerire la loro esagerata diffusione, anche se non capisco quelli che quando li incontri ti annusano il culo dimostrando che è vero i cani sono proprio come noi. Cos’è che spinge la gente a non salutare e passare subito a un giudizio dettagliato? È forse che l’educazione “grazie”-”prego” appartiene alla sfera cattocristiana e viviamo in un paese cattocristiano? Beh, continuo a pensare che prima di farmi stantuffare un minimo di conoscenza base non guasti. Ma, ripeto, è probabile, assai probabile, che sia la mia logica una logica guasta, non ho ancora capito che per essere considerato un essere femminile completo è necessario farmi trovare decomposta in mezzo a qualche scoglio “ma non ci sono segni di violenza”, FIGURATI SE SI SCOPA! La mia vecchitudine è rappresentabile nel pensiero che mi coglie alla scritta “guarda il video!” “NO! IL VIDEO NOOOOOO!”. Sto pensando, ridacchiando, a quella gente che perché “IO sono ORIGINALE!” non devi avere pure tu un cuore, mi stai copiando!

Se c’è un’altra cosa insopportabile dell’eterno problema di genere è l’identificazione con le cose, pensare di emanciparci tutti scambiando i giochi e rendendo interessanti e degne di nota cose tipo i vestiti, la moda, i trucchi, i profumi… stronzate a prescindere dal genere che se ne interessa. NUOVO LOOK! Caschetto di ricci per Michelle! 95 foto.

Si può considerare l’aggettivo “volgare” ancora in modo negativo? È mai stato giusto vederlo così come sinonimo di “merda”?

Ultima invettiva, sono tutte invettive incazzate di una donna che non prende sufficienti dosi di cazzo, è evidente! “È un personaggio pirandelliano da uno, nessuno, centomila”. Questa cosa mi ha ferito moltissimo. Si stava parlando di un assassino, è un articolo, non l’opinione mia o di pincopallo. Non esiste un personaggio più onesto, più vero, più puro, più innocente, più bello (con il significato che do io all’aggettivo) di Vitangelo Moscarda che oggi è stato violentato per la centomilleunesima volta.

Vado a fare un altro esperimento: postdoppio. Ho le mestruazioni, l’influenza e ancora 2 giorni di vita.

L’autocontrollo nell’esemplare maschio

“Scusa, sono venuto prima che finissi di scrivere il titolo!” (AHAHAHAHJAJAJA!)

Stanotte sognavo un insegnante che mi stava facendo lezioni private (un tizio completamente inventato, non credo di averlo mai visto. Sta per partire un breve estratto di racconto erotico). “Alla fine lo so che anche lei non mi odia, anzi!”, sguardi maliziosi di ogni tipo, il tutto per evitare di studiare, “SCOPAMI!” (sul cellulare veniva scritto “SCORAMI!”); “ma lo sai che hai proprio un bel cazzo?!?”, mannaggia a me che non sto zitta nemmeno mentre si fa all’amore, a questo punto veniva, “solo che io non riesco mai a venire!”; si creava il classico imbarazzo dell’attesa della ricarica e nell’aria si percepiva la promessa di un orgasmo futuro, un regalo a breve termine, ma ormai la fregna si stava riaddormentando. Porca miseria! Perché nemmeno nei sogni? PERCHÉ? Perché in I want to break free c’è quello stacchetto musicale orrendo che rovina tutto? C’è da dire che, almeno stavolta, mi ricordo un po’ di azione. Lo guardavo, sdraiato sul letto, era un vecchio e anche il suo sperma era vecchio, come seccoconcentrato. È allora che ho pensato quanto, da una parte, quel viscidume tipo slime potesse essere ancora più efficace attacandosi, come quelle manine delle patatine negli anni ‘80, sulle pareti uterine e, di nuovo, pensai a quella strana assurda sensazione che ti fa desiderare di essere rimasta incinta senza nemmeno un misero orgasmo. Uscendo dalla dimensione kitsch, bellissima parola, del racconto erotico rientriamo in discorsi filosofici d’innegabile qualità altissima. Ora si penserà che, ai fini della buona riuscita della procreazione, l’orgasmo femminile non conti e invece, invece no, recenti studi, quelli tipo “trovato interruttore”, hanno dimostrato che l’orgasmo femminile determina la buona riuscita del viaggio del piccolo microscopico spermatozoo. A maggior ragione, maschi, è necessario fregarsene della venuta femminile. Fine.

Perché quei deficienti della lines hanno deciso di usare gli occhi? Vi sembra una cosa normale che uno debba cagare con quegli occhi che ti fissano? Perché? Perché avete scelto gli occhi? Non ha alcun senso. Cos’è un messaggio tipo “guarda che se non mi compri io ti sto guardando eh!”? Mah, chissenefrega, io continuerò ad usare nuvenia e ricorrerò a voi solo in casi di estrema necessità (non dispiacerebbe che la nuvenia mi contattasse per darmi qualche soldino).

Oggi, scriverò un altro post intimista su facebook, un altro cumulo di parole che verrà ignorato, mi cagano solo brevi battute abbastanza deficienti, ciò ti rende un po’ triste visto tutto il lavoro che ti fai, ma mai mollare, MAI! Dunque, il fraintendimento dei miei post appena definiti intimisti giace nel fatto che io, donna in attesa di essere salvata (mi viene in mente quella canzone della colonna sonora di Magnolia “Save me”), scriva certi messaggi perché bisognosa appunto di aiuto. Allora che si fa, s’ignorano tali post indirizzandomi a smettere di scriverli e io? Io no, io non smetto, perché fanno parte del mio modo di essere ironica, del mio stile (PESANTE), ma soprattutto perché sono completamente PAZZA! Ed è appunto di questo che parlerà il mio post omettendo che maschi che usano questo stesso stile, non fanno che lamentarsi, poi, seriamente, sono dotati di un seguito quasi incredibile. Ma basta con questi discorsi “io povera donna in un mondo sessista!”. A proposito, vorrei segnalare alla popolazione maschile tutta, lievemente deficiente, ma in senso buono, che vi fate abbindolare spessissimo da un fenotipo emergente di donna fintamente emancipata, OCCHIO!

È bello vedere Repubblica che sfrutta i 2000 morti “oh, cazzo, 2000!”. Che, a ben vedere, è come parlare di un centinaio nostri ma anche meno. Sì, lo sapete tutti perché, densità di popolazione ecc., non ho voglia di fare la battuta sulla scatola di sardine. Mi avevano fatto credere che, smettendo di fumare, sarei diventata una superdonna e invece non faccio che ammalarmi, ora sto sperando di avere un tumore di 13 chili, cioè ci rendiamo conto perdere tredici chili in un botto!

Fervo

È tornata la rubrica “Le parole sono importanti” e rido, vogliamo spiattellare l’evidente? Facciamolo: è una rubrica di quelle che s’intitolano in un modo contrario al proprio svolgimento, cioè proprio cozzano contro il titolo. Ma arriviamo alla trascrizione, non le ho ancora lette tutte e non vedo l’ora, le braccia sono tese, il cuore è in fermento il cervello dice “che cazzo fai? MUOVITI!”.

“Ti danno un telecomando per farti credere che sei libero solo perché puoi scegliere il canale da guardare” Raz Degan (sto male, giuro, è come se trattenessi il vomito sotto forma di risata sboccata)

“Mi rendo conto che la mia forma fisica è una cosa fenomenale, io lo considero un miracolo, un dono di Dio” Pamela Prati

“I social sono strategici. Essere una influencer è un valore enorme” Melissa Satta

“Aver salvato un agnellino dal banchetto pasquale mi ha riempito di gioia” Daniela Poggi

A questo punto c’è un piccolo giochino del giornalista, che va annotato, un trittico di immagine/frase, con Sean Penn che dice di continuare a preferire le rocce agli esseri umani (di certo cambiano più in fretta, aggiungerei, anzi l’ho già fatto); poi la Theron che dice che è fortunata perché lui “è un figo vero”; infine la delicatezza, Robin Wright, che per tantissimo tempo ha mantenuto il cognome Penn, alla quale fanno dire “in vita mia non sono mai stata più felice”. Una vera finezza! Potessi complimentarmi!

“Credevo ci volesse più tempo, ma Tommy ha sangue bergamasco e sono rimasta incinta subito” Michelle Hunziker

“Fiorello non è Mozart né Beethoven” Vittorio Sgarbi

“Smentisco con la massima fermezza la mia presunta insofferenza per gli ormai famosi Dudù e Dudina e per gli animali in genere” Silvio Berlusconi

Purtroppo abbiamo finito. Potrebbero anche essere tutte battute. In ogni caso, è bello lasciarle così alla sagace interpretazione del singolo.

Adesso direi un altro paio di stronzate sulla giornata odierna, sulla ricorrenza e chiuderei con qualcosa di molto personale. Se c’è una cosa, una delle tante in realtà, che mi ha sempre fatto incazzare, era quell’aria di superiorità con cui si pavoneggiavano i nipoti dei partigiani “mio nonno era un partigiano!” e via quella boriaspocchia grondante sulla faccia. In realtà, il tutto era reso maggiormente pesante dalla domanda seguente “e tuo nonno?”, guardavo a terra e pensavo “mio nonno si cagava in mano, stava nell’esercito e mi pare abbia pure disertato. Tutta la mia famiglia aveva paura ed era disposta a dichiararsi fascista senza manco capirne il vero significato. Ecco le mie radici”. Perciò, il più delle volte mi limitavo a rispondere con un laconico “no, mio nonno non era un partigiano” e quelli comunque, a ‘sto punto, lo vedevano con una camicia nera che piacchiava il figlio di un partigiano sodomizzandolo. Pensavo la cosa si sarebbe fermata all’asilo anche per una questione del tempo che passa e la memoria che fa le valigie, forse non avevo ancora familiarità con la ricorrenza annuale. Fatto sta che da ragazza mi ero già un po’ stufata di essere guardata come se fossi la figlia o la nipote di Hitler e così avevo deciso di documentarmi (ricordo che non c’era ancora internet, almeno non nelle case di tutti) sulle mirabolanti imprese partigiane per rispondere almeno con una conoscenza enciclopedica. Fu così che fabbricai tale riassunto “la liberazione è avvenuta soprattutto grazie alla mafia e agli americani, i partigiani non hanno fatto praticamente un cazzo. In aggiunta, vorrei ricordare che anch’essi si sono macchiati di violenze inaudite!”. A questo punto il mio interlocutore mi guardava come una pazza e io crollavo immediatamente insieme alle acquisite convinzioni. Un paio di volte credo di aver anche rischiato la vita. Qualche giorno fa, o forse mese, ho sentito uno, uno che quando parla tutti lo ascoltano, uno attendibile, dire le stesse cose che dicevo io allora.

La cosa personale? Oggi la gente non si limita a strappare il cuore andando dritta al punto, è un gesto troppo barbaro, “noi siamo persone evolute!”, esiste la tecnologia, perciò, ora, si entra dal culo con una sonda anale per giungere al cuore succhiando ogni rossa linfa vitale. Ma io sopravvivo, io sopravvivo sempre.

Immagini hard di suore

Tutto ciò mi confonde e quindi andrò sciorinando confusione a buon mercato. Innanzitutto: non è forse vero che ti fai suora perché sei un completo cesso inchiavabile? Sì, va bene, ok, anch’io mi farò suora presto, il problema è che non ho la vocazione però già mi applico a sufficienza per quanto riguarda castità e clausura, sono un ottimo esempio. Partendo dalla certezza di una risposta affermativa alla prima domanda non arriviamo a nulla, ma quanto sono simpatica? Il perché è evidente, pure i preti in genere sono cessi ma è chiaro non si tratti di bellezza qui ma di frutto proibito che, vestito con un abito religioso, aumenta esponenzialmente il lato “io quello che dicono mamma e papà non l’ascolto e mo’, alla faccia loro di bigotti scassacazzi, mi mangio un po’ di mercurio!”. Il problema è: come si fa ad avere sempre presente che il troione sullo schermo sia una suora? Non deve togliersi mai qualcosa che lo ricordi che so tipo quell’enorme colletto bianco dal quale spunteranno i capezzoli, uuuuhhhhhhhmmmmmmmm, CHE ECCITAZIONE! Potrebbero anche tenersi su il velo che così se hanno i capelli sporchi non si vede. Le suore, le suore sono sempre state causa di fantasticherie nella mia testa: ma saranno calve? Avranno un corpo nudo? Avranno un corpo? E dove dormono? Dormono vestite? Stanno sospese nell’aria? E via dicendo. Comunque, senza tanti mezzi termini, c’è da dire che il velo, tutti i suoi tipi, aiuta molto una donna nel tenere lievemente lontano il giudizio estetico, lo spietato e costante giudizio estetico, quindi se per certi versi molti lo vedono come una violenza inaudita nei confronti della donna la cui bellezza va sempre mostrata in quanto fondamentale alla procreazione, io trovo, ed ora mi linciano tutti lapidandomi in pubblica piazza, che dia a tratti un po’ di respiro, mi ripeto. Ci sarebbero poi da dividere i valori estetici soggetti al cambiamento nel tempo, quelli passeggeri, quelli indelebili, quelli che il trucco non cancella, quelli de “il sole bacia i belli”, che non c’ho mai capito nulla e solo poco tempo fa ho capito che è “se non hai difetti la luce del sole ti è amica se no cazzi tuoi”. Perché i religiosi non devono scopare? Perché? Ma perché? È ovvio, l’equilibrio del credente è decisamente instabile, è uno che non ci mette nulla a dire “sono posseduto dal diavolo!”, allora ha bisogno di esempi, esempi di autocontrollo limpido, puro, EFFICACE. È così che ai religiosi (parliamo di preti suore vescovi papi e altre maschere di questo tipo) si chiede di essere al di sopra dell’essere umano, il SUPERUOMO che rischia d’impazzire, ma quello vale per tutti, è evidente, stiamo sempre lì su un filo. A me un po’ dispiace poverini! Ed eccoli che mettono incinta cinquantenni e poi le ammazzano, si fanno seghe davanti a quelle suore erotiche di cui abbiamo parlato prima, si fanno bambini, tutte queste belle cosine che conosciamo. Tutto ciò oggi fa scalpore, ne parliamo perché, in fondo, è una roba rara, prima succedeva molto di più, quando fare il prete e farsi suora era una costrizione, ma non interessava a nessuno e, soprattutto, non c’erano preti neri che, se ti mettono incinta, un attimino ti senti il faro puntato in testa al nascituro.

Riallacciandosi alla follia, perché è quasi sempre lei la protagonista, ieri mi è stato detto che la gente mi considera strana, figurati se io lo sapevo eh! A parte gli scherzi, allora vorrei ragionare sulla strategia: come si tratta un presunto folle? Lo s’ignora? Gli si dà una mano cercando di aiutarlo? Gli si mette una camicia di forza? Lo si piazza sul rogo? Mi viene in mente Pierino, il pazzo, con il coltellino svizzero, che girava per il mio paese d’origine durante una delle uscite dal manicomio. Ci chiudevamo tutti in casa e lui parlava con i cani. A volte si sentiva minacciato anche da loro e gli mostrava il coltello (forse dovevamo chiudere in casa pure i cani). Ma la cosa che dava fastidio più di tutto a Pierino era essere preso in giro, era essere definito pazzo.