Osmotica rassegnazione

Credo di aver letto questo binomio da queste parti (tumblr). Forse colui che l’ha scritto si riconoscerà leggendolo e forse la parole che seguiranno un po’ lo faranno incazzare, ma, in questi giorni, non faccio che pensare ad una frase che finalmente ho sentito pronunciare da una bocca “non prendetevi troppo sul serio”. Aggiungerei che nell’ironia, nella satira, nel mondo immaginifico della scrittura in generale, perché la scrittura è quasi come il pensiero come si può condannare o giudicare una cosa così volatile, condannerei solo la violenza, solo atti che lasciano segni tangibili, la scrittura appartiene alla libertà di parola, quanto amavo quel momento nei film “mi appello al quinto emendamento” che poi vabbè, lo sappiamo tutti, venivano impiccati lo stesso, dopo essere stati caramellati, come sempre e si parlava della facoltà di non rispondere, quindi il contrario, l’omertà, comunque ci siamo capiti esiste “la libertà di parola”; ho dovuto mettere un punto e virgola perché mi sono persa come al solito in una digressione senza senso, insomma l’esagerazione è quasi un elemento indispensabile in certi ambiti, quelli citati prima, alcuni di essi, ma anche tutti, non avrebbe più lo stesso sapore. Ok, non parleremo degli insulti, comunque resta il fatto che secondo me siete tutti delle teste di cazzo perché ancora non vi siete resi conto di me. Tutto ciò per tornare a parlare del titolo che mi ha portata a scrivere cose tipo “sono sempre più intollerante, l’altro giorno ho bannato uno perché ha scritto ‘osmotica rassegnazione’” e questo post.

Ora approdiamo all’elenco, come avevamo già detto, l’unico, meglio dire il più amato, modo in cui la scrittura pare essere assimilabile: la lista della spesa.

Voglio post brevi

Quello sa scrivere solo post brevi

Voglio l’originalità

Quello scrive solo cose per stupire la gente

Voglio si parli di sesso

Quello parla solo di sesso

Dai, metti immagini

No, queste sono troppo pesanti

Ecco, così va bene

Mah, le immagini hanno stancato

Ora ci sono le gif

I video?

Fatti un canale youtube

Ma quand’è che scrivi? Non scrivi più!

Devi farmi ridere

Sì però, dai, ‘sta roba non fa ridere è meglio la barzelletta del fantasma formaggino

(Non ho capito) Fischietto e faccio finta di niente

Integro il tuo post con battute di merda però sembra merda ma è cioccolato

Forse è l’odore che inganna

Mi piace quando scrivi le tue cosette lunghe

Sei troppo verboso

Questo scrive solo stronzate, è altamente probabile sia un deficiente

Quest’ultimo era da legare a facci ridere ma è abbastanza evidente

Ti leggo sempre

Post da 30 pollici

Ti adoro

Per fortuna che ci sei tu

Nessun pollice

Balla di fieno

Secondo me, il mondo è sufficientemente pieno di schizofrenici con il ciuccio in bocca o il dito, siamo sempre lì. Il social dovrebbe essere un posto dove comunicare, se non hai capito vieni lì e me lo dici, si parla, ci si capisce. Invece non c’è tempo, stiamo sempre lì ma non abbiamo tempo di comunicare. Io scrivo per questo, per comunicare, per quale altro motivo dovrei farlo? Autocelebrazione? La solita sega in solitaria che però se mi guardano è meglio? A volte tutto questo mi schiaccia, a volte penso solo che qualcuno capisce e mi basta, a volte vorrei solo sdraiarmi e dormire e invece è solo questione di pazienza, comprendere chi non vuole comprenderti, porgere l’altra guancia? Non si tratta di questo, si tratta di accettare e tentare di capire la diversità. Come ultima cosa, quest’ultima frase mi ha fatto venire in mente una cosa che ho appena scritto che sul social è meglio che no se no mi linciano. Andrò a capo.

Ma come faccio a dire alla comunità gay, ai suoi sostenitori, che non sopporto, in ogni caso, quindi pure nel caso etero, le effusioni rese pubbliche? La vivo come una violenza.

Il segreto sta tutto nella tolleranza proprio come quelli che trattano gli omosessuali come teneri canarini piccolini da proteggere “guarda ha fatto la cacchina proprio come noi! Guarda ora mangia i suoi semini! Che tenero!”.

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Profilo basso

Ciò che conta veramente è mantenere un profilo basso, una parvenza di umiltà. Tempo addietro fu sdoganata la bugia intelligente, perciò, senza tanti indugi: qualcuno mi spieghi perché un condannato non dovrebbe dar falsa testimonianza. Mettiamola così. Hai fatto una cosa brutta, hai rubato i fichi del vicino, quello ti denuncia a Forum, Forum stabilisce che la tua storia è sufficientemente interessante dato che si parla di fichi e beghe condominiali (quante possibili liti pericolose ha evitato Forum! Il fatto stesso che non esista più il giudice Santi Licheri, in realtà un operaio specializzato addetto all’inserimento di teste di Barbie, l’originale, ha portato ai fatti cruenti avvenuti di recente a Napoli; già tutto era partito con Olindo e Rosa), prende dei figuranti, si prepara una sceneggiatura un po’ più colorita. Così la gente a casa si sente meno sola nei problemi quotidiani e si dà un po’ di lavoro agli innumerevoli aspiranti attori. Mettiamo che tu sai che è stato solo un attimo, una voglia irrefrenabile di fichi, erano lì, belli maturi, nessuno li raccoglieva… ma ora sai che non lo farai mai più, sei pronto a chiedere scusa e hai capito l’importanza della proprietà privata: meglio scoparsi la figlia minorenne del proprio vicino piuttosto che rubargli dei fichi.

La cosa assurda è che, durante le indagini, non solo noi lettori morbosi di giornali non sappiamo un cazzo ma pure i parenti delle vittime. Il giornale è il tramite tra il gioco del silenzio della magistratura e la bocca larga del popolo. Deve pure scremare le false notizie che fuoriescono, è un lavoro duro. È per questo che io, dopo giorni di attente letture ho deciso di sapere tutto: si stava giuocando quella terribile sera. E così, per scherzo, hanno aperto una finestra e sporto un compagno e, sempre scherzando, si saranno dette frasi tipo “allora fai quello che ti dico o no?”, “no, giammai!”, “dillo che sei frocio, ammettilo!”, “non è vero!”, “ragazzi alzategli le gambe per fargli vedere che non scherziamo!”; a questo punto, nel bel mezzo della recita da film tipo una scena del Padrino ma scadente, non come quella dell’arancia, quello perde veramente l’equilibrio. Il tipo davanti, quello delle minacce verbali, prova a tenerlo, ma come fa, è troppo pesante, manco nei film ci riescono. Qui viene la parte più interessante. A questo punto, cotale manica d’idioti, la stessa di cui stavamo parlando poco fa, viene colpita da un bagliore di lucidità intelligente (per quanto sappiamo che questo aggettivo trova il tempo che trova) e con la ferma calma dell’assassino più lucido e anche un po’ seriale, di tutta fretta, perché il tempo è poco, ha preparato la scena del crimine/delitto che non c’è stato, perché ricordiamo “i ragazzi so’ ragazzi!”: mettono quindi delle feci nel corridoio, sporcano un po’ qua e un po’ là, poi uno scende al primo piano, si cala dalla finestra, sporca anche la “vittima” dopo averlo svestito di mutande e pantaloni e ripone quest’ultimi di fianco al corpo. Oppure l’avevano già spogliato prima durante il divertentissimo siparietto “guarda che cazzo piccolo! Guardate! Lo dicevo io che è frocio!”. Il punto non è tanto questo, il punto è che non può non aver visto niente nessuno e che non possono essersi ingegnati da soli, almeno un adulto deve averli aiutati (RICORDIAMO CHE CI TROVIAMO SEMPRE NEL CAMPO DELLE IPOTESI E CHE IO SONO UNA CRETINA PIÙ CHE RICONOSCIUTA!). Mi è venuto in mente il delitto di Garlasco, dove già avevamo perso una rampolla e perché perderne anche un secondo? Se i ragazzi erano più di uno e dovevano esserlo per forza, ecco che scatta la chioccia, quella di prima “a causa di uno stupido incidente ne abbiamo perso uno, non perdiamone altri!”. Il punto è che sono pure maggiorenni, è che forse, anzi certamente se è andata più o meno in questo modo, la loro posizione si aggrava di brutto, ma le bugie a volte servono, saper mentire è roba da intelligenti. (è chiaro che invierò la teoria appena descritta ovunque: tv, rotocalchi di carta, web…)

Adesso ho un quesito: mettiamo che state con uno o una ecc. e questo questa ecc. vi dice sempre di no “sono triste”, “ora non mi va”, “ma tu lo sapevi che la terra non è piatta? È perché non cadiamo? Come la mettiamo con la gravità?”, “è che non è ferma e che gira intorno al sole, lo sapevi?”, “ oggi è morto il topo che viveva nella mia cantina cui mi ero molto affezionato”, “devo andare a farmi trapanare un po’ dal dentista” (questa è proprio una meraviglia!), “ho perso una lente a contatto”, “piove”, “mia madre si è rotta un’unghia”, “devo fare una lavatrice”, “in questo periodo mi sto dedicando al birdwatching”, “devo guardare lo zecchino d’oro”… poi lo la ecc. scopri che sta diciamo facendo parecchio amicizia per non dire chiavando trombando scopando ecc. con un tizio tizia ecc., che fate voi? Non la lo ecc. bloccate all’ennesima volta dietro l’ennesimo cassonetto? Almeno non gli le ecc. (‘sta cosa non è più divertente da mo’) dite “non siamo più amici e non lo saremo mai più, VERGOGNA!!!!!!!”?

Comunque poco fa ho letto di nuovo parole belle che ho salvato “all’uomo piace essere conquistato, vuole la donna decisa. Aspetta a dichiararti, per evitare figuracce, prima butta lì qualche battutanonbattuta, gli sguardi sono importanti soprattutto se accompagnati da un sorriso. Conquistalo ma fagli credere che sia stato lui a fare tutto. Ricordati di essere e rimanere sempre donna”. Secondo me questo è un crimine contro l’umanità! Ma chiudiamo evidenziando di nuovo a caratteri cubitali (perché tutto il post verte intorno a questo): mentire per vivere, mentire per ottenere ciò che si vuole, per essere scagionati, mentire bene per essere considerati intelligenti! Cioè un ebreo davanti a un tedesco che gli chiede “sei tu ebreo?” come avrebbe dovuto rispondere?

Educazione (blog)

Devo vedere pezzi della tappa di ieri, sono pure in scazzo furentemente misticospirituale, ma mi sforzerò comunque

– quando tuo figlio ti annoia -> televisore

– quando hai da fare e tuo figlio “che ne faccio?” -> televisore

– quando devi cagare e tuo figlio ecc. ecc. -> televisore

– esistono persino video ipnotizzanti/paralizzanti con colori e oggetti che si muovono veloci (dvd utilissimi)

– “il mio bimbo è cresciuto e non gli basta più solo la tv, vuole altri stimoli” -> pronti!! DS, PLAYSTATION, WII, PC ecc. ecc. (ne avevamo parlato qualche giorno fa)

– “al mio cucciolo non basta uccidere virtualmente, ha bisogno di action!” -> pronti! Ne abbiamo parlato ieri, ci sono disabili, sensibili, autistici e tutti quegli esseri deboli che la natura vorrebbe morti perciò diamo a madre natura una mano eheheheheh

– punto che serve da specifica: è chiaro ci si riferisca a un target che possiede i mezzi adatti a procurarsi i mezzi adatti; per quelli che invece non possono (SONO POVERI!) si consiglia di farsi amici ricchi e andare a casa loro, altrimenti rimane il lavoro minorile con sfruttamento integrato, i preti e la sodomia, i genitori e gli amici dei genitori e la sodomia ma anche altre cose meravigliose nella (o “della”, sono indecisa) sfera sessualepornommmmhhhhahhhhhh (magari ci scappa qualche regalino monetario, si risparmia e, un giorno, quando avrete 30anni potrete permettervi una console e per l’emozione un infarto vi stroncherà sul colpo ma vi troveranno dopo una decina di anni e nel frattempo il vostro corpo sarà stato bellamente abusato da dei carmelitani). Oppure rimane l’aspetto più orrendo della realtà: comunicazione, abbracci (che schifo!), persino baci (bleahhhhh!)

– “mio figlio è dipendente dai videogiochi che devo fare? In cosa ho sbagliato? IN COSA? MI DOMANDO E DICO: IN COSA?”. Niente paura! Leggi l’articolo su Repubblica

– per insegnare ai vostri figli la scalata al successo costellata di puntine di competizione è necessario cercare di uccidere i loro fidanzati, a volte sedurli, odiare i loro successi, sgridarli costantemente (una volta superati i 6 anni, ma anche prima, dipende dal soggetto), essere gelosi di loro. Con i maschi un po’ di delicatezza però, poverini

– “no, non potrei mai essere gelosa, soprattutto di mia figlia!” (perché “soprattutto di mia figlia”, ah, discorso lunghissimo sulla corrente di donne che non vede l’ora di avere una figlia femmina “perché sono più sensibili, le vesto di rosa, che bei vestitini, poi potrò realizzare in loro, visto che hanno la mia stessa conformazione fisica tette e bruga, ciò che non ho mai realizzato” da qui nasce l’ambivalenza: voglia di uccidere quella piccola lolita sexy che è scappata con la mia nuova fiamma e quanto ti voglio bene come sono fiera di te

– la gelosia, è già stato detto, è un aspetto fondamentale da sempre presente nel nucleo familiare atto a forgiare piccoli guerrieri sicuri e vittoriosi in un mondo pieno di competizione

– “mia figlia si è suicidata!”. Niente paura! Leggi l’articolo su D di Repubblica “sono gelosa di mia figlia ed è una cosa normale”. “Addirittura nelle fiabe la matrigna era cattivissima mentre la madre rimaneva un fatto mitico” (come tutti i genitori che schiattano, del resto) “questo per togliere responsabilità di cattiveria da parte materna che non c’è mai nel nostro immaginario” ecc. ecc. (rivelazioni come sempre!) “il primo passo è ammettere di provare queste brutte cose che corrodono l’animo…” e leggetevelo cazzo, io non ce la faccio più “la madre vede la figlia come un prolungamento di se stessa e non come un’entità a sé stante”, tutta roba che dico sempre io e non mi caga nessuno e a volte mi guardano pure come, si sa, ho deciso che non lo scrivo più

– aborto

– estinzione

Il residente moroso

Noia, noia e noia e poi: il residente moroso.

Dico, oggi mi è estremamente evidente, sono merce avariata che viaggia su vagoni sporchi e malandati, purtroppo a una media velocità. Poi mi spiego. Gli sguardi riescono perciò, vista la velocità appena descritta (cristosanto voi che non state attenti! Vi voglio bene!), comunque a coglierti, commenti medi “ah, hai una figlia!” (scartare), “hai anche un marito compagno o…?” (scartare), “certo che, alla fine (nonostante tutto), sei una bella donna” (tenere con riserbo), “ehi, sai che hai una bella voce, vuoi che ti conceda il privilegio di scriverci?” (prendere con lieve riluttanza), “apri gambe e chiappe in fretta senza tante storie, e le falangi senza denti?” (prendere in caso di risposta affermativa). Vi do una notizia a tutti voi acquirenti di puttane gratis perché vecchie, acciaccate ecc. ecc. NON HO BISOGNO DI VOI! Spiace dato che vi considerate dei magnanimi benefattori. Mi scuso. Sono una donna con troppe pretese, una vera vergogna insomma. Per di più, proprio oggi si è materializzata una delle mie tante paranoie in uno dei tanti soliti articoli che leggo: un (carabiniere; e io che credo ancora nella loro protezione “era consenziente!”, dice) tizio di 52 anni adesca la madre su uno di quei tristi siti d’incontri e poi si scopa la figlia, non prima di averla riempita di regali, cellulari ecc., un altro magnanimo (uno che si magna gli animi)! So già che mia figlia, un ostacolo per molti avventori, potrebbe finire esattamente così dopo anni di convivenza addirittura. Perciò io non ho alcun dubbio sulla mia perenne solitudine. Purtroppo la speranza ogni tanto s’insinua, è un retaggio, ma, fortunatamente per me, sono anche dotata di povertà e altri bei corollari che tengono lontani certi meravigliosi personaggi, anche se ancora di più mi si avvicinano quelli che fanno l’elemosina. VOGLIO RIMANERE SOLA PER SEMPRE! Lo sono comunque, pure in mezzo agli altri. Le esigenze fisiche? Me ne sbatto, ho la ginnastica e un cervello non poi così male. Aspiro a diventare come il residente moroso. Mi troveranno solo dopo 8 anni, mummificata. “L’ho chiamata un paio di volte, non rispondeva”, “ho suonato alla porta un paio di volte, non rispondeva”, “era una tipa riservata, non parlava quasi mai con nessuno”… c’è da dire che il proprietario di casa era un altro magnanimo: 8 anni!

In fine vorrei fare un inciso sui cani, sarà l’associazione d’idee “essere solo come un cane” ma molto più probabilmente un’altra lettura, io come Bergoglio “non guardo mai la televisione, leggo solo Repubblica, un giornale per il ceto medio”. Una bambina di 2 anni, un’altra morta azzannata da un cane. Credo si sappia che io non mi fido dei miei cani, non mi fido delle persone e dovrei fidarmi dei cani? In base a quale logica? Non sono forse i bipedi i più intelligenti come le galline, la fase eretta ecc.? A me quelli che trattano i cani come persone che poi vengono lì a dirmi “hai visto come è fantastico il mio cane rispetto ai tuoi?”, il tutto mentre il cane li tira fino a farli cadere e li tratta come dei sottoposti, a me ‘sta gente fa ridere un pochino, non che io sia brava a farmi rispettare ma almeno ci provo a non farmi mettere il buco del culo in faccia. SONO CANI! NON MI FIDERÒ MAI DI LORO! Esattamente come fanno tutti, più spazio gli dai più se ne prendono. Per loro la legge della giungla esiste, è evidente. Quando sono gelosi delle mie attenzioni nei confronti di mia figlia mi stanno dicendo che sto sbagliando, mentre c’è gente che li accarezza rassicurandoli e dicendo “non essere geloso!”. Con il mio metodo posso dire di aver ottenuto la totale indifferenza, o quasi, mentre gioco con Frida, la faccio volare, la bacio, le dico dolci parole d’amore con le vocine, la rincorro… hanno capito, hanno capito che non saranno mai come lei per me, perché sono cani e non lo vivono come un affronto, si riposano sereni e sembriamo tutti sereni, ognuno con il suo ruolo, esattamente come vuole la legge del branco. Ci dimentichiamo spesso di quanto conti la fastidiosissima, in quanto sempre ricorda la DC, misura e si dice “lasciavano sempre fuori quel cane, legato!”; ora dirò una cosa che MINCHIA CHE STUPORE!, arrivano, ritornano, gli opposti che generano gli stessi effetti: un cane ipercoccolato uccide uguale come un bimbo viziato cui si è detto di no, come quei tizi che prendono a sassate i disabili che o sono dei poveracci o dei ricchi viziati. Ci siamo capito? A risentirci.

Consigli Utili per avere successo

Sottotitolo: senza ciolla (se non conoscete il termine cercatelo su Google)

Dovrei dividerlo in pre30-post30, ricche-povere, belle-brutte, forse c’è pure qualche altra categoria. Vedremo un po’ come muoverci durante la stesura.

SCOPARTI IL CAPO Esercitarsi a succhiare bene senza l’uso dei denti grazie all’impiego di una banana (niente segnini, no, no, BENE, BENE). Perché è chiaro che nel verbo erano impliciti i must sessuali del momento (momento?!?!?). Quindi dargli pure il culo. Fingere di amare ma con garbo e un po’ di spocchia. Insomma a tutti piace doversi conquistare un po’ le cose. Non è necessario arrivare al castello di Kafka ma un pochino, il giusto, diciamo. NON ESISTE MARGINE DI ERRORE! Se sbagli sei fuori e passi al secondo punto

SCOPARSI GLI AMICI DEL CAPO Se ciò avviene insieme al capo si tratta di un’orgia divertente e potresti ancora essere nel primo punto. Non disperare! Però è possibile pure che ti stia già trasformando in troia e che sia stato solo l’ultimo gradino. Perché è sempre lì, nella misura, nel fragile equilibrio che galleggia la tua precaria posizione. Tu sei come una Geisha, devi intrattenere e non stancare mai, rinnovarti: cambiare rossetti, vestiti, fondotinta… tu non sei una persona, sei un trastullo che per sopravvivere deve recitare. Un po’ come le mille e una notte, pure. Scoparsi gli amici del capo non ti porterà agli stessi livelli a meno che il capo non si ingelosisca, ma devi essere stata veramente brava, e allora torni su, altrimenti rimani qui e in fondo non è così male, esattamente come gli amici puoi attendere le briciole, fiondarti su di esse, magari il capo è un capo magnanimo e pure un po’ pasticcione, disordinato

SCOPARSI GLI AMICI DEGLI AMICI DEL CAPO Beh, già ci siamo capiti. Ovvio che il caso può sempre colpirti come un fulmine, però, se stai a questo livello tesoro, non ci siamo, non ci siamo proprio. Ovvio che nel verbo “scopare” sono inserite tutte le cose di prima e il soddisfare ogni capriccio erotico altrimenti ci stanno le puttane

PULIRE LA CASA DEGLI AMICI DEGLI AMICI DEL CAPO Qui, magari, mentre sei piegata a novanta per pulire il vomito dell’ornitorinco degli amici degli amici del capo, può pure scapparci un pottapotta (è una mia rivisitazione delle streghe di eastwick) veloce, saranno quasi sempre cose tutte veloci. E magari, chissà, il culo stretto, la fregna con una forma particolare e anse eccitanti, l’aggiunta sempre di un pizzico di caso e magari, magari finisce che pulisci la casa degli amici del capo e potresti pure arrivare a pulire la casa del capo, ma forse ormai sarai già troppo vecchia e il tuo sfintere troppo largo

BUONA FORTUNA* AMICHE!

Avremmo dovuto parlare pure della competizione (ma come dice Salma l’amicizia delle donne è tanto speciale e dura a lungo), delle tantissime variabili, un giorno magari lo faremo. Intanto pare che la mia pubblicità di ieri abbia dato i suoi frutti, non c’ho capito bene, ma forse hanno condiviso il post una ventina di persone, ovviamente per prendermi per il culo, siamo sempre lì. Ma la cosa più bella, è stata vedere che mi hanno visitata pure un paio di Americani. Sorrisi copiosi che dureranno quanto devono durare. Kisses!

*quantificabile in litri di sborra ingeriti e grandezza/estensione emorroidale

Haber come hai potuto?

Gesù, personaggio di dubbia esistenza storica ma di certo il figlio di dio, di fronte ai lebbrosi storse la bocca di diversi gradi, cercò pure di scappare ma quelli lo inseguirono e iniziarono ad abbracciarlo/baciarlo, è in questo preciso istante che si rende conto che “ormai è fatta se me la devo prendere, me la prendo, l’ho già presa” e ricambia le effusioni che poi si è andati anche un po’ oltre ma non è il caso di raccontare certe cose, la gente educata si offende: Gesù ha fatto una magia “pimpulu pampulu parimpampu” e sono guariti tutti e poi è arrivato Lazzaro e pure lui ha partecipato alla festa insieme a Maddalena e poi dice come mai Giuda se la prende con Gesù. Per me, questa è la sintesi della storia infinita dei gay e dei matrimoni gay e della più che nota pietà che contraddistingue i cattocristiani figli di Gesù. AVVISO: per me non siete diversi insomma lo siete in misura di che cosa? Un uomo e una donna sono forse diversi? Ma che ce ne sbatte con chi si va a letto? L’unica cosa che conta è non andare in giro con un uzi ad uccidere tutti anche i lebbrosi anche se appena guariti, anche se “cazzo, però, quei bubboni fanno un po’ schifo!”. Ma soprattutto “perché volete sposarvi?”, non lo capirò mai. Mio marito mi tiene chiusa in una cassa ogni volta che esce di casa perché non vuole che interagisca con nessuno; io mi tengo il telefono nascosto tra le chiappe e vengo a scrivere qui, sui social per sentirmi viva ma in fondo siamo tutti già morti. È tornato mio marito!

Haber. Credevi mi fossi scordata di te e invece, invece proprio per niente. Dov’è finita la tua proverbiale sensibilità, quella che traspare nei personaggi che interpreti? Forse non sai che per me, unica spettatrice alle tre di notte di “Chiara e gli altri”, sei stato una consolazione insieme a tutti gli altri personaggi? Eravate tutti pieni di difetti proprio come me, come la mia famiglia, non come quelle famiglie sorridenti del mulino bianco (ora per fortuna c’è Banderas che fa solo figure di merda). Perché? Ti ho visto lì fra i suggerimenti e ho detto “guarda! Guarda che caso!”, ho pensato di chiederti l’amicizia e guarda che mica la chiedo a tutti, sono un tipo riservato, la chiedo solo a gente selezionatissima. Mi son detta “non faccio come tutti quegli scassaminchia ignorati ‘grazie dell’amicizia, è un onore!‘”, me ne sto lì buonina, buonina in silenzio e invece? Invece tu forse non schiacci mi piace ma li leggi quei messaggi e il tuo ego è solleticato. Forse che anche tu ti vergogni delle cose che scrivo, del fatto che risulto una pazzatroiadepravata forse pure un po’ deficiente? A volte vorrei che non fossi veramente tu, vorrei che fosse un fake ad avermi fatto sentire di nuovo sola, disadattata, abbandonata, una che manco l’amicizia su facebook, una che manco “Chiara e gli altri”, una che manco il saluto, una da silurare nel giro di tre giorni! Forse mi rimane solo la panchina vicino al parco giochi “hai visto quella tizia che guarda i bambini al parco giochi?” (c’era mia figlia sull’altalena), forse mi rimane solo l’uzi, forse mi rimangono solo le lacrime mentre gli insulti rimbalzano da una parete all’altra del mio cranio, sola e sconsolata, quando volevo solo scrivere e non facevo altro tutto il giorno, quando volevo solo essere amata, quando il mio unico pregio e allo stesso tempo unico difetto era la fica in mezzo alle mie gambe.

{mi piacerebbe scrivere un racconto dove divento veramente pazza e inizio a perseguitare Haber. Lo farò. L’ho detto, non faccio che scrivere}

Facendo mente serena

Ho ancora un sorriso ebete (l’unico che mi riesca) stampato in faccia. Non mi è mai venuta in mente una storpiatura del genere eppure mi diverto a farle, a combattere i limiti di una figlia di un insegnante di lettere. La cosa che solletica di più è che chi l’ha scritto, l’ha scritto seriamente. Credo non esisterebbe libro più bello di una raccolta di commenti. Sono tutti guerrieri della parola, del pensiero, furbi per eccellenza, mentre scrivono senti il sottotesto “mo’ arrivo io e con una decina di parole te ribalto tutta la tua visuale limitata che hai tenuto fino ad oggi, abbuzzicone!”. Vedono tutte le trame nascoste, i sotterfugi, risolvono misteri irrisolti, crimini, stragi, individuano colpevoli, terroristi… io mi sento più tranquilla a sapere di essere circondata di gente di tale livello, mi sento protetta, al sicuro sotto le coperte riscaldate ma non dallo scaldotto che prende fuoco mentre dormi, calde così perché qualcuno c’ha dormito sopra prima per preparartele ( ❤ ).

Ci stiamo girando intorno, è evidente, oggi è il giorno del ricordo della strage di Capaci, non bisogna dimenticare, è il giorno del mio compleanno! È da quando ho chiuso, e subito aperti è tornata, gli occhi che ho in mente “sol chi non lascia eredità d’affetti poca gioia ha dell’urna”. Ricordo che in classe fui l’unica ad amare i Sepolcri di Ugo, l’unica ad amare Ugo, anche se un po’ più avanti saltò fuori che era un donnaiolo e tutte s’interessarono del suo aspetto esteriore che a me infastidiva parecchio. Mi vedevo anch’io nei cimiteri, luoghi che ho sempre amato moltissimo, a recitare poesie, ma soprattutto a fare ciò che amo di più: ascoltare il silenzio e fantasticare sulla vita dei defunti. Era bello essere speciali per un giorno, era bello prima dei fantomatici brindisi di Balia “cerca di fare qualcosa della tua vita (di merda)”, iniziati intorno ai miei 15 anni; era bello ricevere un regalo sensato che avesse a che fare con la musica e tutte le cose inutili che mi piacciono. Uno dei regali più belli: il mio primo accappatoio a 20 anni. Ora mi sta quasi per uscire una lacrimuccia. Vado a rileggermi la poesia intera.

Comunque, in chiusura, vorrei dire che Salma sta diventando il mio nuovo guru, la mia guida spirituale, il mio inconscio materializzato.