Decadenza

Sto perdendo appeal! Ma l’ho mai avuto? Se dovessi parlare di sesso forse avrei più consensi? Bocchino nel titolo rizza sufficientemente cazzi e catalizza attenzioni. Ora so che i pollici non mi interessano. Ne ho ricevuti più di 60 per una battuta che ho fatto su una pagina, per maggiori delucidazioni contattarmi in privata sede, e non me n’è fregato un cazzo, un po’ come farsi stantuffare da una zucchina. Voglio piacere per quello che sono, è vero sono anche quello, ma vuoi mettere come si gode se prima si è fatto all’amore cerebrale! Quindi, mi sono pure resa conto che sono troppo avulsa, continuo ad esserlo, io non do sufficiente importanza agli oggetti, non guardo il monolite, non lo venero, mi concentro sulla preparazione di pietanze, la filosofia, gli abbracci che poi magari ci scappa pure qualcosa di più. Devo dire che non so con certezza quando tutto sia iniziato. Con il soldatino e la ballerina? Col gatto con gli stivali (antesignano del re del web)? Ora non mi sovviene. Di certo abbiamo prima fatto parlare gli animali e poi gli oggetti, almeno credo. Difficile uscire dal proprio punto di vista antropocentrico, umanizzare tutto finché una caffettiera diventi il re del mondo. Perché questo è successo. Gli oggetti hanno vinto. Si possono riparare più facilmente e, se non si può con i pezzi di ricambio, basta comprarne di nuovi, ne troverai addirittura aggiornati e più moderni, perché gli oggetti si evolvono alla velocità della luce. Compri un pc e il giorno dopo è già obsoleto. Credo di sentirmi così anch’io tutti i giorni, da quando ho iniziato ad avere coscienza di me stessa. Quindi sono fuori dai giochi. Come si può fare? La verità è che è veramente fanciullesco attendere l’approvazione degli altri, soprattutto aspettarsi che sia numerosa! Crescere! Siamo sempre lì. Ingegnarsi anche, magari, non sarebbe una brutta cosa. Herbie il maggiolino tutto matto (una roba del genere?), ero sola, come sempre, avrei voluto ci fosse uno dei miei conviventi/parenti di fianco a me, come sempre, guardavo quel meraviglioso film della disney, uno dei tanti, sono tutti dei capolavori, e devo dire che ho iniziato a provare un sentimento, affetto per una macchina, ho desiderato avere subito la patente, i soldi per comprarmela (avevo calcolato tutto, quando avrei dovuto iniziare a lavorare, come ecc. ecc.), entrarci dentro e guidarla. Non mi è mai passata. Ho desiderato per tutta la vita quel maggiolino che consuma così tanto anche nella versione moderna. Forse avrei anche potuto nutrirmi del cuore di tutti coloro che si sarebbero messi tra me e quella macchina. Forse. Ma in realtà ho preferito sempre un abbraccio umano ad uno metallico e non ho mai preso la patente. Forse è perché la mia vita ha preso strane viuzze chiuse, sporche, piene di merda e di gente che lancia mobili e secchi d’acqua dalle finestre. Forse. Se fossi andata in corso buenos aires… Ahhh! Ho sospirato! Ora di certo sarei più elegante, almeno esteticamente (un altro battutone di pregio!). Certo, tutto ciò digitato dalle dita, il medio, di una cicciona, beh, pare un po’ paradossale. Non è forse un oggetto una torta? Ecco, sì, lo è, ma è un oggetto che si trasforma e tendenzialmente non inquina. Ho scoperto che non solo il cibo può essere una carezza ma anche un antidolorifico. Ma sono brava, dirò di no all’obesità!

Che bello aver scritto qualcosa!

È per questo che le puttane vinceranno sempre! Non potevo non aggiungere e finire così!

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Sarcasmorgasmatico

Dunque, ora mi tolgo tutto, ora mi mostro nuda, visto che molti sembrano non avere l’immaginazione adatta a captare forme da buchi che mostrano, tipo scollature che non uso, ma siamo sempre nella metafora. Io, Claudia Alessia Colucci, faccio parte dei finti cinici che lottano contro i veri cinici trasformandosi in cinici. Ma esistono veri cinici poi? Perché detesto i cinici? Semplice, perché detesto tutto ciò che è immutabile. Può capitare a tutti il cinismo, si può considerare un incidente di percorso ma poi se persisti nell’intento (“perseverare è diabolico”) cominci a non essere più solo cinico ma pure idiota. Certo, lo so, l’idiozia spesso non è una scelta, a volte la povertà… stronzate amici miei! La storia è ricolma di personaggi poveri e perseguitati, crocefissi, sodomizzati, torturati, che mai hanno smesso di crederci, di spargere bontà e amore per il mondo! Il problema è che poi non sopporto nemmeno la pietà, nel senso odierno, perché il nostro mondo oscilla così, in modo quasi schizofrenico, tra cinismo e pietà, cioè tipo Arancia Meccanica modificata, ma pure no: “guarda quel fottutissimo barbone sporco storpio, rempiamolo di saccagnate!… Oddio poverino! Ecco una coperta vecchio! Manifesterò per il tuo diritto di essere barbone! “. A volte poi c’è qualche personaggio gentile che si sacrifica per la comunità, ha il ruolo catartico, spesso sottovalutato, rende i nostri brutti pensieri, inconfessabili, reali e, finalmente visibili e identificabili, come un quadro di Bosch, evvia con la gogna mediatica “BRUTTA MERDA! HA PICCHIATO UNO STORPIO! LE PUNIZIONI NORMALI NON BASTANO! ALLE SEGRETE!”. Poi tutta la notte a sognare di picchiare storpi. Io queste cose le posso dire perché sono anche un po’ storpia (ecco che si alzano il cinismo “chissenefotte! E mi pare pure che ce l’hai già detto!” -> la pietà “povero cucciolotto ferito, tieni questo appetibile bocconcino al cianuro!”) e posso assicurare che le stesse persone che tutto il giorno si muovono urlando slogan prominoranze, mi prendono a calci e pugni coprendomi con calde coperte e sborra a fiumi. Perché non c’è spazio per l’eleganza, presente solo nelle case dei ricchi, negli arazzi, non c’è spazio per l’ironia che richiede elaborazione dati, vige il SARCASMO! Tipo a tutti fa schifo il ciccione Adinolfi o l’idiota Salvini, arriva uno e dice “Adinolfi è un ciccione di merda!”, seguiti, seguiti a iosa,  “Salvini è un idiota!”, uguale, so che era inutile scriverlo ma l’ho scritto lo stesso. Io ambisco a sfruttare tale sarcasmo trasformandolo in ironia. Cioè scrivere la stessa frase pensando il contrario e cioè, di base, non penso che certa gente sia lì a dire certe cose così a caso, è probabile che proprio la schizofrenia di cui parlavamo prima possa avere qualcosa a che fare con questo, tipo come quando i meridionali iniziarono a votare lega e furono subito integrati con il sorriso (non entro nel merito politico i nuovi meridionali sono diventati extracomunitari ecc. ecc.). La vera idiozia, non voglio essere presentuosa eh, sono una femmina e fingo di essere umile seguendo i precetti ricevuti, è pensare ancora che il ciccione preso per il culo smetterà di mangiare visto che il cibo è una consolazione. Certo, i bambini hanno bisogno di sfogarsi e di ridere. Va bene. Ma non ditemi che volete risolvere veramente le cose. Un modo c’è, PARLIAMONE! Che poi ci sarebbe tutto il discorso dell’attenzione mediatica, acuita così all’ennesima potenza, praticamente l’unica cosa che conta, come diceva quel mafioso, rivisitato da me “l’importante è che parlino!”; poi sono quindi costretta di nuovo a citare lui, il maestro, Morandi seguito da chi lo prende per il culo e chi lo venera e, ora come ora, riuscirebbe a vendere qualsiasi cosa se gli chiedessero di fare una pubblicità. C’è da dire che la gente si stanca.

Non c’è più spazio per la poesia. La spazzatura ha ricoperto i baci perugina. C’è gente che l’altro giorno ha stretto amicizia con la tizia che mi ha trattata con amore ed educazione, per dire, e quegli stronzi manco mi tolgono l’amicizia, no è gente che gode nell’odio, gente cinica che legge nuda, sul water, Harmony, masturbandosi.

Pelle d’oca

Nel meraviglioso mondo della centrifuga termica, caldo/freddo, molto caldo/molto freddo, MUORI! Ho fame. Dunque, perché pelle d’oca? L’ho avuta tutta la mattina e inoltre mi permette di allacciarmi al discorso che segue, unendo uomo e animale, che poi l’uomo, si sa, è una scimmia calva che si depila, allora diciamo che unisce l’uomo al se stesso dimenticato, rinnegato perché “gli animali saranno tuoi schiavi e ora sacrificami un capretto e un paio di vergini!”. La Bibbia è il libro più violento e noioso che abbia mai tentato di leggere. Bene. Sono morti 8 leoni, 7 tigri, almeno 2 giaguari su 3, 12 orsi su 14. Molti animali sono fuggiti, almeno 300 (300, ribadito e sottolineato) sono annegati. Subito penso all’urbanistica, al fatto che probabilmente uno zoo era stato fatto lì perché costava meno e come mai (?), e poi a quei tizi che dicono “gli zoo sono importanti per conservare specie in via d’estinzione” e, in fine, alla tigre bianca, scambiata per un leone, uccisa perché non si poteva sedare (?). La tigre bianca. Nascosta in una fabbrica abbandonata, tornata nella giungla, appostata nel cemento, pronta ad attaccare (che bel racconto nascerebbe da tutto ciò). L’intelligenza. Si dice che l’uomo sia la creatura più intelligente. Ora, è vero che uno non può restare barricato in casa come gli è stato richiesto finché non si recuperano tutti questi simpatici animaletti che fino a qualche giorno fa andavi a mirare con i tuoi figli “guarda come sono belli! Lancia noccioline per tutti!” e loro, loro vedevano tante bistecche parlanti, però, forse, un pochino te la sei cercata (faccetta ironica), forse tra te e la tigre bianca, in tutta questa terribile vicenda, orribile, quello che ha usato la testa non sei proprio tu, chiedo scusa, sono tanto cattiva. Però, però anche lei deve pur nutrirsi, è solo sopravvivenza, niente di personale. La tigre bianca. Continuo a ripeterlo perché non credo ne esistano moltissime, così, a naso. Quindi, a questo punto, in un paese in cui vige ancora (in parecchi stati, ok) la pena di morte, io, o noi, dovremmo aspettarci che, in virtù del fatto che si tratti appunto di una specie in via d’estinzione, la si risparmi (faccetta stupita seguita da faccetta che ride), il tutto sfuma nel “le pallottole potevano raggiungerla, i sedativi no!”. Certo, immagino che se non l’avessero uccisa l’opinione pubblica l’avrebbe presa benissimo, soprattuto i familiari della vittima “ormai è morto! Pensiamo al patrimonio zoologico da propagarsi nel tempo per ricordare ai posteri questi bellissimi e maestosi animali!”. Giusto! È un po’ come donare gli organi “anzi, a questo punto facciamo finire il pasto alla povera bestiola!”! Nel frattempo, gli animalisti, che di certo manifesteranno animosamente, si occupano dei cinesi che mangiano cani e gatti come polli. “È una vergogna ecc. ecc. . Fermiamo tutto ciò! Bisogna selezionare gli animali da uccidere in base alla loro intelligenza!” (su questo punto sono d’accordo, quindi proporrei di mangiarci tutti i tifosi, vi voglio bene, forza interjuventusmilancataniabologna…) “sono vegano ecc. ecc.”. Amico vegano, ti capisco, quasi dieci anni di veganesimo di tipo etico alle spalle, ma la verità è che perché noi si viva, per tutto quello che ci serve, acqua, spazio, bagnoschiuma, docciaschiuma, balsamo, balsamocorpo dopo doccia, trucchi, scarpe, quaderni, libri, la nutella, i cracker, il pane, la frutta, la verdura, i legumi… tutto, tutto implica morte di centinaia di migliaia di esseri da microscopici, a grandicelli, a grandi grandi, pensare il contrario è proprio da ingenuotti. Ecco, se vogliamo parlare di misura io sono pienamente d’accordo, non bisogna esagerare e l’equilibrio, oh quant’è bello l’equilibrio! Poi, io non lo so, adesso sono anche un po’ stanchina, non l’ho mai capito, ma quei cani con i peli tagliati dal parrucchiere, maglioncini, gioielli, che girano nelle borse… chiusi in casa, costretti a stare con persone che magari manco po cazzo, boh! È meglio, per un criceto, correre in un prato due secondi prima che un falco gli plani sulla testa, o vivere un paio d’anni (non so, quanti anni può vivere un criceto?), con uno che ti alita nella gabbietta mentre corri e corri e corri sulla ruota ma resti sempre nello stesso punto? È una cosa che veramente non ho mai capito. Ci rendiamo conto che i nostri cari amici percorrerebbero chilometri al giorno? Tant’è che ai cani stressati si fa fare il tapis roulant. Vabbè. È il proverbiale meglio un giorno da leone che ecc. ecc.. ORA BASTA!

Anche un’altra domanda per gli amici che amano come me tutti gli animali: e dove li mettiamo tutti gli animali da allevamento? Come gestiamo gli spazi? E le nascite? AIUTO!

E comunque io sono debole e su di me si accaniscono pure i vegani. Pensiamoci.

Io come Scalfari

Non andrò ad approfondire ma sono certa, e lo dico ghignando un po’ dentro, di non sbagliarmi. Ero qui, da sola, che cacavo con la porta aperta (cose impensabili che accadono nel meraviglioso mondo dell’essere genitori, sorrisi, baci e coccole) e leggevo il giornale telematico e i miei occhi si posavano sul titolo domenicale di Eugenio. Ma la mia attenzione fa pena, ho sempre un orecchio in disuso rivolto alla prole e così anche una buona metà del cervello. Messe le mani avanti, posso dire che ero tutta tipo “ma dai! Anche lui la pensa come me! Allora faccio schifo! Però a lui tutti lo cagano anche se è un po’ un vecchio rincoglionito ormai, ammettiamolo! Poco conta, dite le stesse cose e lui decisamente meglio. Ma io cerco di metterle in chiave simpaticoironica, io faccio sorridere anche, se vuoi, per disturbi gastrici…”. Ho anche pensato di diffondere il post in cui mi muovevo a braccetto con lui ma, rileggendolo, lo annovererei tra i post dettati dal mio brillante stato fisico che si ripercuote su quello mentale ecc. ecc.. In buona sostanza, io e Eugenio scoprivamo il gene (Eugenio gene eheheheh) della mafia che è un gene presente nel patrimonio genetico di tutti, nessuno esente, sin dall’epoca delle clave. C’erano i clan, e pure oggi usiamo infatti questo termine “il clan dei Casalesi”. Per essere ancora più sintetici ognuno lava i propri panni sporchi ma con un occhio ipercritico, pieno di travi portanti, puntato sempre su quelli del dirimpettaio. Perciò, arrivando all’esempio pratico stilato teoricamente: se ci sono un parente e uno sconosciuto su un ponte che si stanno per buttare “addio mondo crudele”, tu non salvi nessuno dei due, ihihihihih. Sì, perché in fondo io e Scalfari siamo vecchi romantici bavosi che guardano bambine che leccano gelati. C’è, esiste in ognuno di noi la voglia di salvare il proprio parente ma l’indifferenza ormai è più forte e poi “tra cinque minuti c’è la metropolitana!”. Tornando al discorso serio, la mafia canonizzata è forte proprio in virtù di questo, perché fa suo un atteggiamento istintivo, un archetipo junghiano, ma quanto sono fica, e lo sfrutta alla massima potenza ottenendo il massimo anche grazie al fatto che gli altri proprio “vedi di morire in fretta che te l’ho detto che c’è la metropolitana!”. Questo uno dei punti cardine. Poi ci sarebbe tantissimo da dire come, ad esempio, andiamo a capo

La schiavitù, non è mai stata abolita. Il ruolo della madre è quello di un cameriere che serve un cliente di quelli iperesigenti e bastardi “cameriere mi porti un altro piatto, questo colore non mi garba, a me piace il blu. No, come si permette?!?” strappando il piatto di mano al cameriere e lanciandolo a terra “Non è questa la tonalità di blu che mi piace!!!!!!”. Allora il cameriere si butta a terra e lecca tutto perché “è colpa mia che non ho interpretato a dovere i suoi sentimenti, oggi mi sono persino tagliata le unghie, sono una pessima madre!”. Così, per dire, mi verrebbe pure da aggiungere che certi che dicono brutte parole della Franzoni, trovandosi nei suoi panni, farebbero molto peggio. Perché si sa, forse è pure un altro archetipo, ma la donna è abituata alla pecorina e l’uomo a montare pecore mentre le tosa per farne la lana. Insomma, facciamo il gomitolo della questione: la mafia è una condizione istintiva presente nel DNA, una cellula tumorale funzionante e funzionale, utile a fare affari grossi, è una base solida sorretta da letame sociale, altri retaggi ambientali che fanno cacare (infatti ho scritto “letame”), che però alla fine sono come altri tumori benigni, asportabili facilmente “ma li teniamo perché sono benigni”, e creano strutture solide per quelli che fanno male, ma a questo punto si era capito no?

Poi ci sarebbe, per il finale col botto, la frase al bacio tisico che mettevo nel vecchio post “si potrebbe dire che il mondo si divida tra mafiosi e omertosi che ancora non sono riusciti a diventare mafiosi”.

Mettetevi un dito in culo e la vita vi sorriderà (cit.)

“Vuoi esprimere te stesso con una gif? Osi farlo?”, come non rispondere affermativamente ad una domanda provocatoria così calamitante? Le gif ora possono stare pure su facebook quindi stanno acquistando valore, un valore che su tumblr hanno sempre avuto. Forse che la piattaforma mi vuole dire “vuoi smettere di scrivere e cerchi di esprimerti come tutti gli altri con gif, immagini, emoticon e linguaggio dei segni?”. Sempre a fare l’alternativa! Dopo magari posto una gif su fb, ok? Dunque, è giunto il tempo dei grandi cambiamenti, strappare le erbacce, potare, fertilizzare, seminare, no ogm per carità. A parte le metafore agricole di grandissima qualità, credo sia sinceramente giunto il momento di maturare, selezionare mantenendo la calma. Come un felino appostato nella boscaglia, aspettare che qualcuno esca allo scoperto e colpirlo senza pietà. Basta con questi atteggiamenti pucciosi e amorevoli tipo “i miei occhioni dolci mi salveranno dall’essere addentata”, è ora di prendere posizione, di scegliere, di diventare grandi, è ora di sterminare l’umanità!

Immagino che, in questo preciso istante, ci sia un lettore che legge “Francesco apre un dormitorio per i clochard. È disponibile una struttura vicino al vaticano, trenta posti letto”. “Che buono questo santo padre! Mica come tutti gli altri che parlano parlano e sanno solo fare viaggietti!”. L’articolo procede “il papa aveva già donato trecento sacchi a pelo con inciso lo stemma papale” (qualcosa del genere, amici. Sono contrassegnati per essere restituiti al mittente o per far sapere a tutti che “oh, questi li ha donati quel santo del santo padre!”) “18 docce” e basta. Immagino che a nessuno baleni il seppur minimo sospetto della quantità di possedimenti della chiesa che, a voler ben vedere, queste sono briciole, briciole persino, forse, ammuffite, in putrefazione avanzata, diciamo. Del papa non si può dire nulla. Il massimo della comicità concessa nei confronti del papa è quel tipo di comicità della barzelletta del fantasma formaggino e magari si può osare dire “il papa ha fatto una scoreggia! Eheheheheh! Una santa scoreggia amici! Eheheheheh! Profumatissima! Eheheheheh”. Allora ora di certo mi si obbietta “Claudia ma ti rendi conto che Ratzinger non si faceva nemmeno imitare da Crozza!”, nascerebbe una battuta spontanea nata dal mio grande riconosciuto amore per questo meraviglioso uomo, ma taccio. È vero, le cose si ottengono mooooooolto lentamente, l’evoluzione stilla come gocce di petrolio da un foro talmente piccolo che non si vede. Forse è vero sono solo un’esagitata, in effetti per me non dovrebbe nemmeno esistere, sono semiconvinta che il razzismo, l’omofobia e tutte quelle stronzate delle quali parliamo tutti i giorni, resistano soprattutto grazie alla religione, infatti Francesco non vede proprio benissimo gli omosessuali, ma no, non è vero, è tanto buono e bello, sto di nuovo vaneggiando, le cose brutte le fa dire agli altri. Sempre vaneggiando direi che questo papa ha ancora più potere di tutti gli altri papi messi insieme uno sull’altro e la cosa mi spaventa lievemente ma perché vaneggio. Di nuovo metaforicamente parlando, è come vedere il figlio del principe Henry che, siccome da quelle parti si ha parecchio da mangiare, sotto il tavolo si tengono bambini del biafra molto affamati, lui fa le briciole e loro si nutrono di esse, a volte il principino getta, volontariamente, tocchetti di cibo sotto il tavolo. “Che bambino gentile! Che animo buono! Che gesto d’amore!”. Dove vedete la differenza? Fatemelo sapere e deciderò se bannarvi. E comunque, sono di nuovo certa che, se dovessimo fare un sondaggio, la maggior parte dei razzisti e degli omofobi si rechi a messa ogni domenica.

L’invettiva è finita e non ricordo di che altro volevo parlare. Forse della famiglia tradizionale, ecco, altro manifesto importantissimo per la chiesa “famiglia cristiana”, presente pure nel cesso di mia nonna che bestemmiava contro i preti e la chiesa. È un fatto normale odiare i propri familiari. Ricordo che i miei parenti erano tutti al sud e guardavo con invidia i miei amici che potevano averli vicini. Con stupore idiota scoprivo che questa cosa non interessava a nessuno e tutti si odiavano al punto di trattenersi dal fare una strage per poi uccidere se stessi, ma poi arriva il caldo e dà una mano a decidersi e fare un po’ di pulizia. “Mi doveva 10 euro! Mette lo stendipanni troppo vicino al mio balcone! Mi ha dato un pizzicotto! Mi ha detto che sono grasso! Ha insultato mia figlia!…”. Non so, forse di nuovo sono io che non capisco, ma mi sono sempre chiesta come si potesse pensare che crescessero individui sani in tali mefitici ambienti e come potessero amare estranei odiando i propri famigliari. In virtù della novità “oh che bella novità!” e quanto dura la novità? Buon inizio di settimana con un dito nel culo che può sempre stimolare la prostata e determinare un’erezione meccanica.

Perché muoiono i bambini?

Me lo chiedevo sempre ogni volta che la mia babysitter (la badante dei bambini giovani) mi portava al cimitero correndo (io) a guardare le tombe bianche. Io, che avevo deciso di credere in dio ed essere buona per ottenere la sua indulgenza, mi dicevo “PERCHÉ?”, “Perché dio li fa morire?”, poi lo chiedevo veramente a qualcuno ma nessuno sapeva rispondere. Sono quelle domande senza risposta sulle quali si regge la religione, sulla paura delle risposte, sul fatto che in fondo per molti è meglio vivere senza di esse e qui i miei limiti mi portano a chiedermi come facciano. Voglio dire, come la storia del desiderare qualcosa che poi si dice non vi sia nulla di peggio che ottenerla, per me è semplicissimo: è arrivato il tempo di desiderare qualcos’altro, avanti con una nuova domanda! È chiaro che sia il tendere a qualcosa lo starter del movimento, non dico di no, però poi c’è bisogno di ottenere l’obbiettivo per evolversi e trovarne un altro. Magari uno si dice “è evidente che non troverò una risposta, non nell’arco della mia vita!”, allora, hai ragione e possiamo porci altre domande pur rimanendo sempre presente la domanda cardine originale-originaria che non si sa mai la logica potrebbe stupirci. Come si fa a parlare di certe cose? Come si può fingere allo stesso tempo che non esistano? Si sa, non amo cavalcare l’onda del pietismo, l’abbiamo detto innumerevoli volte ma non riesco a fare totalmente finta oggi. Non ne parlerò sul social, ne parlo qui dove non leggerà nessuno perché esistono solo “l’importanza del bocchino”, “Haber come hai potuto”. Ne avevo già parlato tempo fa di Maria, la bambina con il tumore al cervello più cattivo che ci possiamo immaginare. Ieri ho ricevuto un messaggio, sì, un messaggio, è morta. Tre mesi in meno di mia figlia, io che non potevo che sentirmi presa in causa, è stata una delle gravidanze che la mia, quella di una sfigata, ha generato “oh, se fa un figlio quella lì, lo faccio pure io!”. Non entrerò nei dettagli della vicenda vorrei solo continuare a chiedere mentre scrivo. Come si fa a parlare di certe cose senza cadere nel grottesco? Come si fa a superare certe realtà? Se solo mi fermo a pensare, e non posso si sa perché ho un’esagerata immaginazione trascinante, insomma basta un attimo,una frazione infinitesimale di secondo e mi sento morire di una morte brutta purtroppo non fulminante. Forse non sarebbe neanche tanto l’affetto che nutri per quel frugolo che ti sei portato in pancia, a letto con te per mesi, le rotture che hai subito, le volte che hai desiderato avere avuto il coraggio di abortire (sì ci sono anche le cose belle ma mi vergogno, non so scivere di certe cose) per la terza volta, in fondo vi conoscete solo da un paio di anni… io sarei colpita, come sempre, dall’ingiustizia, perché è una cosa profondamente ingiusta ed è noto il mio drogarmi con la giustizia. Cosa può esserci di giusto in tutto ciò? Vogliamo razionalizzare? Razionalizziamo. Lei non riusciva ad avere figli forse anche a causa dell’età (quarantina o giù di lì), nella sua famiglia c’era una storia importante di familiarità, ma l’hanno assicurata che non era per quello, quindi è ricorsa alle cure ormonali per rimanere incinta e molti sostengono che gli ormoni non siano proprio una bella cosa. Stiamo dicendo che “se l’è cercata! La logica ha fatto il suo corso!”? Razionalità o non razionalità, affermazione vera o cazzata, si sta male lo stesso, ovviamente. Però un cartesiano puro mi direbbe che c’è sempre una spiegazione razionale, che anche i bambini muoiono per un motivo, che esiste sempre una logica e la giustizia non c’entra niente. E tutto ciò è vero, amaramente vero. Mi sento impotente in un modo mai visto. Brutta, perché la mia vita continuerà ad andare avanti comunque mentre altri staranno morendo dentro, altri che stavolta non sono così distanti, non sono parole sui giornali. Difficile scherzare su questo per rendere accettabile qualcosa che non lo sarà mai, mai per chi l’ha vissuto in prima persona. Col fatto che non posso leggere i messaggi sul cellulare che non funziona più, sono riuscita a leggere quel meraviglioso messaggio poco prima di chiudere gli occhi e avrei voluto prendermi Frida e portarla nel letto con me.

Il mondo va avanti, nemmeno sul giornale c’è scritto che è morta Maria per un rabdoide bastardo, si parla solo di una bambina di 17 mesi lasciata in una macchina sotto il sole per 3 ore, morta anche lei perché i genitori pensavano che stesse con i fratelli maggiori e questi ultimi pensavano che stesse con i genitori (qui la logica che fa? Punisce l’idiozia immagino), e finalmente è stato inventato, per le donne, per gli uomini no, il casco che non ti fa cadere i capelli durante la chemioterapia.