Per un periodo limitato la vita è gratis (nonna)

Te fazzu comu u salatid

La rinz che fazze perdere i sins

Avast

“In Francese nonna si dice grand mere” “ma io non voglio essere una grande merda!”

Mola di Bari

Molfetta

La guerra

Alessandria d’Egitto “scambiavo la minestra con il pane e cioccolato”

Il coprifuoco “io e il nonno stavamo fuori anche dopo che suonava la sirena”

“Da giovane ho fumato una sigaretta per farmi notare”

“Dissi a tuo nonno che avevo l’appendicite perché non volevo andare al mare, mi vergognavo delle mie cosce”

Faccetta nera

Vola colomba bianca vola

Mamma solo per te la mia canzone vola

Le frasi scritte con le dita sulla schiena nuda

Il mare

L’ombrellone

Il materassino a riva

Pippo Baudo

Raiuno

Maria Callas

Jackie Kennedy

Onassis

La principessa Diana

Il principe Carlo

I racconti sui parenti americani

Zietta

Il biscotto con il caffè

“Di tutto un po’”

L’importanza di essere magre e belle

“Farai il chirurgo plastico da grande?”

Le patate fritte

Le patate arrosto

Le patate bollite

Il purè

Le patate

L’indole battagliera

Amadeus

La scossa

Giovanna

La stitichezza

Il dolce di ricotta zucchero e caffè o una punta di cacao

I dolci

Il concerto di fine anno

Le chiacchiere

I litigi

La pace

Gli abbracci

L’odore

I bigodini

Il balcone chiuso

I camicioni

L’estate dell’‘87

Gli alberi

Le piante

I fiori

Fantastico

“Io non dormo mai”

La bollicina al naso

Il suo sorriso

Le mani secche

I pomodori

Le frittelle di patate

I panzerotti

Il lungo mare

Il molo pennello

Molfetta vecchia

La pasticceria barese

Gli onomastici

La gelateria

La villa

Il nautilus

La campagna di nonno

L’alga marina

I pavimenti colorati

I quadri di nonno

La ghigliottina

Mike

Gira la ruota

Il pane secco in macchina

Il sole

Lei che ci guarda tagliare la legna e dice “oggi mi vedo linea verde in diretta”

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Almeno tu nell’universo

Potremmo iniziare subito con l’analizzare il testo punto per punto. 
Questa è una canzone furba. La protagonista si sente figa rispetto al resto del mondo, quella gente strana e sfigata che fa parte dell’universo e che, in genere, la guarda e dice, anche ad alta voce, “ecco che arriva quella strana col suo uomo diverso!”; sì, perché lei non solo è una disadattata che non esce mai ma è anche riuscita a trovarsi uno diverso, l’unico nell’universo. È di certo la nuova coppia nascente radicalchic, quella che i primitivi avrebbero sterminato senza tanti giri di barbar. Urlano la diversità a tutti, quei tutti che sanno, sanno di essere tutti diversi, ma non lo dicono, a volte non osano nemmeno pensarlo, ma il corredo genetico non mente. 
Questa canzone è furba perché i ruoli non cambiano, lui continua a sentirsi fintamente stramato mentre lei si scopa il suo migliore amico. Se non lo sapete, hanno fatto uno studio anche per questo: gli uomini sovrastimano l’amore delle donne e le donne il contrario. Perciò, lei, anche se emancipata, continua a necessitare del cavalleresco aiuto di Lino Banfi. Lo innalza, lo fa sentire importante. Sei come un sole e un diamante in mezzo al cuore: la morte. Spirito autolesionista e dominatore che si fa camminare addosso con i tacchi a spillo. C’è una vera e propria filosofia su questo ultimo punto. Cioè, le pecore stanno a quattro zampe e ti danno la lana ma tramano la tua morte insieme alle altre pecore, no non è vero, da sole; perché se è pur vero che sono carina, morbidosa e pelosetta abbordabile, io, anch’io sono diversa e unica “voglio che mi dici che la mia è lana merinos intrecciata ad organza con un retrogusto di patchouli!”. Quindi, se vogliamo proprio mostrare tutto il sottotesto, pare che: il maschio, cui viene dedicato questo brano, senta di avere a che fare con una mistress, perché, insomma, è pure famosa e canta, però una che fa la lana che scalda e profuma e isola dal caldo e vuole essere protetta, abbracciata, amata, si sente tanto sola; lei, la femmina di umane fattezze, pensa che lui, quando passa l’aspirapolvere, ha bisogno di sentirsi dire “BRAVO e ora leccami la fica!”; non è complicato, più è sensibile e più necessita di sentire i tacchi che trafiggono l’animo!

Ma allora, che cos’è questa canzone? Che mi significa? A cosa serve? Questa canzone è cantata da una donna brutta che porta sfiga tutti la odiano e lei, lei si sente terribilmente sola. Allora apre un profilo instagram dove copre il suo volto, anzi, proprio non si vede, e posta immagini “guardare e non toccare”, a parte il proprio membro onorario, ovviamente, e, finalmente, si sente amata da tanti cuoricini; però, sa di avere un brutto volto e quindi, anche se la pecorina le viene in soccorso, non riesce a vivere, non riesce a sentirsi veramente importante e cerca un altro luogo dove postare equazioni e grafici a torta delle sue impareggiabili idee; ma nulla, nulla, una donna è solo un corpo e una faccia con un sacco in testa. Allora, mentre è sola, nella sua stanza e medita su quanto sia cattiva la vita con coloro che decidono di seguire l’algebra, la geometria, la scienza… scrive questa canzone, immagina esista almeno un uomo dell’altro sesso capace di sentire quella solitudine, uno che non si depila, ma bello e finisce per scrivere “alba chiara”, poi “jenny è pazza”, poi “canzone per un’amica” e…

È chiaramente un finale a sorpresa che v’inventate voi tenendo presente il vero significato dell’unico verso verso cui si sta andando. Io non ho detto niente.