Di scarpe bagnate

Io lo so. Molti pensano che uno si debba vergognare di essere cresciuto con le canzoni di Baglioni, Drupi, Pooh… e invece io mi vergogno solo dei Pooh di cui ho un aneddoto molto divertente, oserei definirlo “esilarante”: sono a Molfetta a casa di mia nonna (che ora ci guarda da lassù: nonna so che sei sempre con me! TI BACIOOOOOOOO! Perché i tuoi cari che muoiono non ti lasciano mai neanche mentre sei in cesso e stai pensando che il mondo fa schifo e ti senti il migliore dell’universo conoscibile, ma anche di alcuni paralleli, annusando la tua cacca); sto dormendo e mi ricordo i miei sogni (oggi li ricordo solo quando sogno di vivere una vita normale); a un certo punto, il sogno si trasforma in “oh oh piccola katy!” https://youtu.be/UJmEsd2ZFCo, un incubo; a livello cosciente non riesco a credere di aver aggiunto una colonna sonora di questo tipo ed ecco che mi sveglio sudata scattando seduta come se avessi sognato la mia morte; in cucina mia madre sta ascoltando i Pooh.

Sapete cosa vi dico? Io sono contenta di essere cresciuta con Baglioni. Che, se è vero che l’amore che cantava potrebbe tranquillamente tramutarsi in quella fuffa affettata che spesso rivolgiamo ai nostri animali per poi girarci e uccidere il primo essere umano che ha osato salutarci, è altrettanto vero il contrario, come sempre. E ora non mi vergogno più CAZZO! Non mi vergogno di essere una che crede in quell’amore puro, una che è gentile con gli altri senza desiderare segretamente la loro morte improvvisa per qualcosa di lungo e doloroso. No. BASTA!!!!!! Qui siete tutti vogliosi di sentirmi dire, o meglio scrivere, qualcosa di cattivo sugli ebrei, i napoletani, i pedofili, i gattari, i gatti, i bambini handicappati, gli storpi, i nani… gli intoccabili! E invece… per quanto riguarda le femmine, siamo stronze da una vita, non è una novità la femmina che insulta tutti! Ah, è la prima volta che lo mette per iscritto perché ha imparato a scrivere?! Capisco.
Va bene. Ma io devo parlare di una cosa che mi è successa. Una scoperta che ho fatto solo un’ora fa:

“‘la paura e la voglia di essere soli’ al posto di ‘la paura e la voglia di essere nudi’, e ‘mani sempre più ansiose, le scarpe bagnate’ invece di ‘mani sempre più ansiose di cose proibite’, per problemi di censura”

Scarpe bagnateeeee???????
Ma stiamo scherzando?????
Passi per “essere nudi” “essere soli”, ma “scarpe bagnate”… snatura tutto, cazzo! Tutta la mia immaginazione bambina! Perché se c’era una cosa che facevano certe canzoni era far immaginare, o forse semplicemente ho smesso d’immaginare allora (comunque, voglio assicurare tutti sul fatto che sto lavorando di brutto sul mio carattere di merda e sul mio corpo “mens sana in corpore sano”. Oggi mi sono fatta addirittura una foto nuda. L’ho guardata. Ho riso. E ho detto “un fenomeno da baraccone!”. Era necessario perché poi, come si fa in certi programmi televisivi, farò la foto del dopo e tutti, cioè io, diranno “mammamia! Guarda che cambiamento!”). E io mica sono il tipo che dice sono grassa e poi è magra, lo stesso tipo che dice prendo 4 e prende 10. Col cazzo! Io nei miei racconti metto molta più realtà di quelli che sono e si ritengono “i puri del verismo”! Certo, mi diverto ad alternare verità a finzione e via così per una questione di gioco narrativo che dovrebbe stimolare la mente di chi legge mentre un po’ lo fa anche incazzare. Resta che “scarpe bagnate” non si può sentire. Dovete ricambiare tutto! Come “qualcun altro”, “qualcun” fa cacare!!!!! APOSTROFO! Poi dobbiamo cuccarci ‘sto “petaloso” e un commuovente Michele Serra “‘petaloso’, l’ho scritto prima io! Pappappero!!!!!!”: oggi, su Repubblica.

🎵🎶 Gira che ti rigira amore bello per non morire oggi son tornato qui 🎵🎶

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L’orgasmo sincrono

Esiste.

Anche Woody Allen, uomo per me d’incommensurabile intelligenza (del tipo d’intelligenza che trovo abbia un senso), sosteneva, in uno dei suoi vecchi film (non riesco a ricordarne il titolo a causa dei miei problemi ai nervi scoperti con il midollo che esce e aziona la musica dei dischi intervertebrali; poi, magari, alla fine del post, faccio una ricerca su google “Woody Allen orgasmo sincrono non esiste”), che in realtà non sia mai esistito ma si tratti di una diceria messa in giro dalla lobby dei sessisti che finalizzano unicamente il rapporto alla procreazione, gente insensibile e priva di tatto, cattivi, persone cattive, schiave di preconcetti che hanno a che fare moltissimo con la stepchild adoption [tradotto: bambino che passeggia lungo la strada per essere adottato dal miglior offerente con opzioni (ad-option) di scelta variegata]. Questa gente non si gode per un cazzo il sesso. Leggono il titolo di questo post e inveiscono contro la lingua italiana, contro la lingua, pericolosissimo oggetto erotico ricoperto di particelle di piacere.

Ritengo che pochi di voi sappiano che, la sottoscritta, portò educazione sessuale all’esame delle medie tra i risolini ANCHE dei professori (era il primo anno che si sperimentava lo studio di tutte le parti erogene a scuola). Per cui sono ferrata in materia, anche da prima di allora, dal punto di vista teorico quasi impeccabile, per quanto riguarda il pratico: pure B-| . Premesse utili ad attirare l’attenzione creando un meccanismo di suspense adatto adesso a metà, più o meno, stesura del componimento.

E finalmente possiamo passare a parlare del fatto che VOI non conoscete l’oggetto del titolo di questo post semplicemente perché siete privi di cuore. Ma, procediamo con ordine. Tempo fa svelai che la scienza ha dimostrato che l’orgasmo della donna sia praticamente fondamentale per la buona riuscita del concepimento. Da qui nasce evidentemente il primo fondamentale motivo del disinteresse nei confronti dell’orgasmo sincrono. Poi ci sta che in un mondo d’indifferenti come il nostro non vi sia spazio per certi manicaretti. Io, ogni volta che ho avuto un ragazzo, l’ho sempre provato e vi assicuro che non esiste nulla di meglio. Il coito interrotto è nemico della specie umana anche per questo. Succede che tu animo gentile e colmo di empatia empatica senti tutte le scossettine del partner e quando sta raggiungendo l’apice del piacere ecco che lo senti anche tu e lui esce e ti viene sui capelli perché è un’ottima maschera tricologica capillare.
Ci siamo capiti?
Siete gente rigida che non sente.
Io sento. Posso. E perciò non provo orgasmi dal 1984 (l’anno della grande nevicata anche se alcuni sostengono fosse il 1985).

Soffro tanto in questo mondo gelido. Soffro di una solitudine incolmabile. E, sì, parlo di sesso perché non lo faccio e perché soprattutto è un argomento importante della satira che conta. La satira che non la manda a dire. La satira di chi come me vuole cambiare il mondo e non stare a guardare.
|Non trovo il film di Woody Allen citato prima e, in questo istante, non m’importa nulla di coloro che pensano che cerchi di circuire la gente con le parole. Ciao e fate all’amore!|

Discotecaddio :-*

Per ballare la gente ha dovuto drogarsi in tutti i modi possibili. Chiudersi in locali pieni di fumo strizzati come tette piccole in una spagnola (perché è necessario strizzarle di più ma comunque credo si strizzino anche quelle grandi non lo so non ho confidenza con il tipo di materia) con la musica ad un volume supersonicosmico mentre fiumi di alcool piovevano dall’alto sfociando nelle loro bocche ripiene di pasticche.

Poi uscivano e uno che era uscito prima di loro li schiantava contro la porta sbandando mentre tirava una striscia di coca con la narice sinistra e teneva un cannone con la mano destra ma la mano sinistra, benché non fosse mancino, era libera per tenere il volante.

Se riuscivi ad arrivare alla tua macchina, ecco che, aperta la portiera, finivi direttamente schiantato contro un semaforo.
Oppure arrivavi alla macchina di un amico sobrio “no. Io non bevo. Devo guidare”, che vi portava tutti su un ponte a giocare agli equilibristi e uno, il tizio triste della cumpa, si lanciava giù ma non c’era l’acqua, una colata di cemento, e allora, come un pomodoro, ecco che spruzzava tutta la macchina di materiale organico e poi toccava andare tutti insieme al lavaggio macchine ma purtroppo il tizio triste era anche il tizio che non beveva e finisce che appena saliti in macchina fate un frontale con un vecchietto con la panda che non vi aveva visti e stava andando al supermercato per piazzarsi per primo davanti all’entrata.

In discoteca poi, vista la grande timidezza dilagante, non ballava nessuno, neanche sotto tutti i tipi di droghe possibili, e finiva che ci si rotolava abbracciati nei bagni pubblici fra la carta igienica inzuppata di vomito e piscio e, a volte, addirittura, feci, in genere liquide.
Alcuni, poveri, o semplicemente temporaneamente a corto di liquidi (in questo caso verdi, per comodità, perché in realtà solo in America lo sono, ma forse neanche lì) o “ho finito la droga, cazzo!”, usavano quella preziosa carta per sballarsi (poiché intrisa dei resti di un altro che si era sballato. Specifica per coloro che ne necessitano), in modo blando.

Talvolta uscivi per pisciare e dicevi “CIAOOOOO! VADO A PISCIARE FUORI PERCHÉ A ME I BAGNI PUBBLICI METTONO UN CERTO RIBREZZOOOOO!”. Nonostante il tono usato avesse portato al rigetto anche delle corde vocali, nessuno ti sentiva. Ecco che il mondo fuori sembrava un altro pianeta silente sospeso e tu quasi ti sentivi spaesato mentre un rivolo usciva dalla tua cappella entrando in una roggia vuota.
Gli amici si sono schiantati senza di te. Ce l’hai fatta! Ma, purtroppo, ti ritrovano nella roggia senza le reni.

Oggi. Su Repubblica ci si chiede come mai non si va più in discoteca. I locali chiudono. E i momenti di aggregazione umana vanno diradandosi nel tempo e nello spazio fino a che un giorno saremo tutti soli davanti alle nostre protesi metalliche computerizzate a farci una bella sega 😦

La morte di Eco eco eco

Si potrebbe fare anche un’altra pregiata battuta tipo “Eco era eco e in quanto eco ha disposto che il suo corpo venisse stoccato nell’umido a pezzi piccoli” (che poi è una citazione anche di me stessa).

Eco è stato uno spocchioso borioso intellettuale di sinistra. Gente amabile.
Uno in meno.

Questo post probabilmente non verrà nemmeno pubblicato ma lo scriverò lo stesso. È morto Eco. Dispiace.
È morto Eco e tutta la rete adesso piange. Si dispera e forse anche coloro che poco tempo fa egli definì “imbecilli? Cretini? Idioti?  Deficienti?” (i punti di domanda ci stanno perché non ricordo, forse addirittura era “coglioni”) proprio in questo momento stanno postando “spiace” “è morto Eco” “avrà disposto per un funerale eco-nomico” “così impari brutto stronzo” “di fronte alla morte siamo tutti uguali eh” “un cretino ti seppellirà” (perché in genere per fare il becchino non ci vuole una laurea) “oggi, con Eco, se ne va un pezzo importante della nostra letteratura” “è morto Umberto Eco” “è morto Eco. Stasera ‘il nome della rosa’, film che l’ha reso famoso, su la7″…
Forse ho sbagliato a non metterli in elenco (scherzo sì e no, come sempre). Ma anche ammettendo che alla fine mi decida di pubblicare ‘sta cosa, chi la leggerà? La vivranno come il solito insulto nei confronti dei valori importanti come la morte, che se ne parlo io è una vergogna, o semplicemente non la leggeranno proprio perché non vorrai mica galvanizzare questa pazza convinta di poter fare dello scrivere un lavoro, tipo la trascrizione di dati o la corretrice di bozze?!? “MA STIAMO SCHERZANDO?!? SEI UNA COGLIONA TESTA DI CAZZO! FAI  C A C A R E  ! ECO AVEVA RAGIONE!”.

Allora, a me del fatto che è morto Eco non me ne sbatte un cazzo o veramente pochissimo. Di certo talmente poco da non riuscire a sopportare un’intera giornata di necrologi virtuali. Non lo conoscevo. Ad esempio non eravamo nemmeno amici di facebook e non saprei nemmeno dire che età abbia (o avesse) né dove abitasse.
Io, come al solito trovo tutto ciò un attimino ipocrita. Voglio dire, questa è gente che se per caso mi lascio scappare che non me ne sbatte un cazzo della morte di Eco perché sono una madre invalida disoccupata e ora pure il padre di mia figlia ha perso il lavoro e altre cose di questa risma, perché non ho affatto una vita facile ma meglio di quelli che stanno in carrozzina… ecco questa è la stessa gente che direbbe “minchia che palle non fa che lamentarsi e ripetersi io sapevo che quel suo fare la simpaticona in realtà era tutta una farsa!”. E invece io sono semplicemente un tipo che reagisce e che mi piace scherzare anche se sono nella merda, magari pure di più, magari anche dopo aver pianto, magari. DIFFIDENTI DEL CAZZO! NON VI È MAI PASSATO PER L’ANTICAMERA DEL CERVELLO CHE MAGARI SE SOSPETTATE DI TUTTI C’È QUALCOSA CHE NON VA IN VOI??????. È solo un consiglio. Però, porcatroia, magari questa sensibilità empatica e tanto carina provate a riservarla anche ai vivi, così poco interessanti come i buoni.

È morto Eco.
Peccato!
Secondo me aveva ancora tanto da dire.
Domani, se non lo sta già facendo oggi, Scalfari scriverà un editoriale su di lui “proprio ieri eravamo a cena insieme e parlavamo di Scola. Umberto, mi mancherai tanto. Mi mancherà tanto quel modo speciale che avevi di leccarmi l’ano”.

È morto Eco. E non è vero che io me ne frego e mi burlo della morte altrui e anche qualora lo fosse sarebbe comunque un epitaffio gentile e cordiale anche un po’ retorico ma gentile.
È morto Eco e probabilmente non è successo nient’altro nel mondo. Quindi oggi è inutile che legga il giornale.

N.E.G.R.A. [explicit]

Innanzitutto N.E.G.R.A. è un acronimo che sta per:
Non
Essere
Gonzo
Razzista
Antropomorfo
(non vi dico tutte le versioni che mi vengono in mente altrimenti il post diventa troppo lungo 😉 ).
Il mondo che si muove più lentamente della gente che lo abitaaaaaaa 🎵 🎶 🎤 .
Non è n.e.g.r.a. ma m.u.l.a.t.t.a. (quell’abbronzato che piace)
Mamma
Un
Labirinto
Astratto
Torna
Talvolta
Alla mente
Mi consideri soltanto un’avventura ma non consideri la mia natura.
N.e.g.r.a. ma quando mi vedi nuda non te ne frega più 😢 .
Poi si passa al discorso bambole, come ho fatto io l’altro giorno, funziona sempre. A questo punto, lei, che ha tredici anni, sostiene di aver aspettato fino al 1980 per avere una bambola di colore. A questo punto, mi sento solo di dire: R.A.Z.Z.I.S.T.A.!
SE TI TOGLI IL PARAOCCHI E LA VISUALE APRI CHE I MOSTRI CE L’HAI DENTRO E NON CE L’HAI DAVANTI!
Questa canzone fa CACARE!
Non lo dice nessuno perché non è politically correct. Allora eccomi qui pronta a sviscerare la realtà, la verità nuda&cruda.
Non voglio dire cose cattive, ma quello che dice lei nella canzone che fanno le mamme con i loro figli quando la vedono (cioè danno fuoco ai bambini e buttano le ceneri nel tombino più vicino), è una roba che capita più a chi sta ascoltando la sua canzone. Io, ad esempio, ho sentito come l’impulso di vivere, che non mi succede mai, ho sentito di esser degna di vivere. Il problema è che se uno dice che gli fa schifo ‘sta canzone, è automaticamente razzista. Forse tra qualche mese ne parleranno male. Come per Regeni. È da un po’ che voglio scriverci un post ma bisogna attendere che muoia.
SARÀ PERCHÉ C’È QUALCOSA IN ME CHE MI FA PAURA!
Questo brano narra di una cicciona che tutti se la bombamo tra le mura domestiche ma fuori, nel mondo fisico, fingono di non riconoscerla. Allora lei piange nella sua stanza, mangiando bignè ripieni di chantilly con un foglio di caramello sopra e a nessuno interessa perché i ciccioni devono morire tutti alla brace che si scioglie il grasso.
Trovo che questo pezzo, questo pezzo sia ultrainnovativo. Mi sento già di voler bene ai ciccioni.
E QUESTO FA PAURAAAAAAAA!

Giuochino

Con una mia amica giochiamo ad acchiappare i maschi.
Allora. Siccome, si sa, io sono famosa e piaccio, soprattutto piaccio MOLTO, tanti uomini mi cercano perché vorrebbero conoscermi meglio ed eventualmente sposarmi.
Io non mi sento pronta.
Anche perché la mia abbastanza venerabile esperienza mi ha portata a capire che la solitudine sia l’unico modo possibile per sopravvivere. Di solito le persone ti si avvicinano per nutrirsi del tuo sangue mentre te lo sputano addosso urlando “TI AMO!”. Per cui, insomma, stare soli non è poi così male se non ti piace il sangue e pensi che sia difficile come macchia da eliminare, anche con la candeggina (è necessario metterla subito sotto l’acqua calda quasi bollente e in seguito dare fuoco a tutto), poi magari sei uno che non gli piace sentire i vestiti umidi.
Insomma. Dato che non mi è difficile vestire i panni della stronza, perché forse lo sono o perché semplicemente sono un’esperta osservatrice degli stronzi perché ce ne sono tanti perché è più facile essere stronzi ecc. ecc., mi vesto da stronza.
In buona sostanza, poverini, faccio credere loro che m’interessi solo il sesso. Che per me loro sono solo degli oggetti di sesso sfrenaterotico. Sicché, sfoggio tutta la mia bravura di trollfemminarrapata e loro, loro continuano a parlarmi d’amore. Io, in virtù del potere che possiedo, questo naturale carisma che mi fa amare da tutti, me ne frego di tutte quelle parole melense e me li scopo tutti, come se non ci fosse un domani! Li costringo persino a ricevere pompini sottoforma di fellatio, mi giro, piegandomi ad angolo retto, e dico “prendi questo culo! Prendi il mio culetto!”. E loro piangono! E io me ne frego. Cosa vuoi che siano un paio di lacrime! NIENTE!
Ecco che poi arriva questa mia amica, di cui non dirò il nome (Carla Rubini), che si confida con loro, così magari non mi denunciano. Li lascia sfogare. Li ascolta come solo lei è capace di fare. E poi li usa anche lei per questioni di sesso 😉 , ma anche perché le puliscono la casa, le tolgono i calli e le mangiano i parassiti della testa.
(se qualche altra lettrice volesse unirsi, siamo particolarmente disponibili)

Raidue

Non so come diverlo, senza vergognarmi un po’, ma quando ho spento la televisione, forse una decina di anni fa, su raidue c’erano suore che facevano sesso con i preti nei camerini che facevano sesso con i bambini di Solletico (a proposito, fonti attendibili che non posso rivelare, dicono il presentatore fosse un pericolosissimo cocainomane; dove in televisione non si droga praticamente nessuno, sono tutti pulitissimi)… la tipica catena umana soggetta alla selezione naturale.
Poi, l’altro giorno, mi è ricapitato di guardarla e chi ci ritrovo? Transgender, gente colorata, vecchie milfone vogliose, gente ribelle al punto che c’era persino Rita Pavone!
Cosa è successo? Cosa mi sono persa?
È veramente sparita del tutto la DC italiana, il cui baluardo veniva portato fieramente da questo secondo canale verso l’infinito? O forse, vuoi vedere che tutta ‘sta storia dell’intolleranza da parte della chiesa nei confronti delle minoranze, in fondo, in fondo, è tutta una cazzata! Uno schema narrativo atto al semplice intrattenimento?
Cosa portano sotto i vestiti i vescovi? Sono un po’ gay?
La teoria del gender è una teoria sbagliata. Perché, se io per farmi riconoscere devo sbatterti in faccia tratti visibili del sottoinsieme cui appartengo, io, Claudia Alessia Colucci, ritengo che non si possa ancora parlare di tolleranza ed evoluzione emancipata!
Forse ci siamo scordati di vivere in un paese, anche nel senso di mondo, dove da piccolissimi ci vestono ancora di rosa e azzurro? E se per caso scegliamo colori diversi, il malcapitato che ci incontra comincia a scecherare e poi accenna un sicuro “bel bambino!” perché se dicesse “bella bambina” il nascituro nato potrebbe prendersela e così anche i genitori coglierebbero già una traduzione del tipo “sei un frocio!”.
Che significa tutto questo?
Forse, alla fine, la televisione non la guardiamo solo noi idioti che ci sentiamo meno idioti a dire “io la televisione non la guardo mai”, forse la guardano anche le persone che usano il cervello e gli piace avere uno scenario complesso e divertente come il cicciobello di colore!
E quindi m’immagino subito un frugoletto (al maschile sempre per lo stesso discorso fatto prima 😉 ) che gioca con le sue bambole: e questa è Denis la transgender che sta con il ken nero (da keniano, appunto) ma una volta anche lei era un ken ma pakistano che stava con Carla che era una bisex albanese che aveva incontrato il suo primo amore su un barcone che veniva dalla Turchia ma lui era Egiziano e gli piacevano i maschi per cui lei ha cambiato sesso e si sono sposati in una moschea…
La vera evoluzione è un mondo dove si parla un’unica lingua e tutti ci vestiamo di tuniche bianche che nascondono le nostre forme; indossiamo maschere contro i germi e contro il pregiudizio che è già un giudizio.
Vorrei un mondo in cui siamo tutti il cicciobello di colore di qualcuno. “Ma lo sai che io da piccola avevo il cicciobello di colore?”; fiero sguardo di colei che per sempre avrebbe accettato la differenza: cazzi di colore diverso.