Breve compendio indispensabile sulla comicità

Oggi la maggior parte della nostra comicità si basa sul ridere dei bambini che muoiono di fame mentre il loro piccolo pertugio anale offre rifugio, vitto e alloggio a piccoli vermi (in genere ossiuri bianchi) e peni di facoltosi manager giunti nel paese per via di risorse illimitate quali piccoli bambini dalle manine piccole che s’infilano dappertutto, mmm.
Uno si dice, rovistando ancora nel secchio di una delle poetiche che non mi abbandonerà mai: “ma perché tutta questa cattiveria gratuita? PERCHÉ?”. Presto detto! Un tempo i bambini si facevano per trovare finalmente una valvola di sfogo, anche per il più inetto, che culminava in botte abbastanza da orbi (quindi i ciechi picchiano duro) e l’impiego dei pargoli in un lavoro utile alla società: fabbricazione di scarpe per le maestre d’asilo utili a tirare calci sui piccoli lavoratori impigriti magari a causa di un raffreddore stagionale o di un livido di troppo causato dall’amore genitoriale. Ecco che, pure allora, la violenza mica non piaceva, anzi! Ricordo ancora tutta la cattiveria che si poteva vedere proprio a braccetto con la comicità: Stanlio e Olio (un esempio su tutti).  

La caduta, come dicevamo qualche tempo fa, continua a funzionare. Ridere per esorcizzare la paura. La gente vuole ridere dei bambini che muoiono di fame mentre se l’incula un ragioniere di Albissola perché quel bambino avrebbe potuto essere essa stessa, o suo figlio, o, peggio ancora, l’ingegnere (scambio sempre ingegnere e ragioniere sin dalle elementari, scusatemi).

Bene! Tutto questo discorso è profondamente giusto anche se aggiungerei che oggi i calci in faccia ai bambini non si danno più perché purtroppo non viene più considerato un metodo educativo valido e comunque piace ancora tanto la violenza che sfocia in una risata fragorosa ma fatta bene, eh, il cinismo non è per tutti, bisogna saperlo usare, bisogna essere informati su ciò che si sbeffeggia per avere sicuro successo cosicché uno dice “non potevo fare a meno di ridere!” e nessuno si sente in colpa.

Quindi, potremmo tranquillamente dire che i bambini di oggi sono talmente viziati da non sopportare la fama dei bambini che muoiono di fame che, se è anche vero che muoiono, muoiono nella bocca e nei pensieri di tutti, sugli adesivi UNICEF incollati alle finestre. Muoiono famosi, secondi solo agli ebrei e agli omosessuali palestinesi.
Ridere per esorcizzare. Ridere per dimenticare il nostro destino: non importa quanto sei ricco e quanto mangi, morirai.
Fine concetto molto profondo.

Ma allora chi è il comico? Il comico è un essere chiaramente illuminato pronto ad abbracciare la necessità di tutti e farla propria: ridere.
Il comico fa ridere i bambini che muoiono di fame dei bambini che muoiono di fame mentre stanno ridendo e quindi muoiono.
Il comico, più fa ridere e più sei certo che da piccolo, appena entrava in classe, la gente si girava dall’altra parte perché se no le veniva la tristezza e, inoltre, fuori, sull’albero, c’era una ghiandaia.
Ridere del dolore nel riscatto di un passato difficile e pieno di solitudine, quando, seduto sulla tua seggiolina, una lacrima solcava il tuo viso e sul foglio una poesia:
“Ogni uomo è una penisola”.

Forse un giorno il mondo sarà sufficientemente maturo per capire che la guerra è noiosa almeno quanto la pace, ma nel frattempo saremo morti tutti 😊

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Poesia n.4

Mamma
Nonna
Sorella
Nonna
Manager unico di economia domestica
Pr (sta per Parma 😉 😀 XD XD XD)
Bagascia
Lolita
Lesbo
Robot
Psicologa
Urologa
Estetista che fa massaggi particolari MOOOOLTO PARTICOLARI (cit.)
Donna paziente ma soprattutto mamma
La compagna per la vita
Ottima casalinga un po’ maiala 😉
Un’amica 😢
Una sorpresa che ogni giorno non finisce mai di stupirti 🎁
Una spalla forte su cui piangere lacrime amare
Un cuscino anche un po’ divano
Angolo cucina
Vitto e alloggio (a casa tua)
Mani sul tuo corpo
Erezione
Melodiosa cantante
Danzatrice sinuosa
Ora scusa ma sono un po’ stanca

TUTTO questo troverai in me. CHIAMAMI! COMPRAMI! IO SONO IN VENDITA!)

Piombaci(t.)

BREVE STORIA DI UNA RAGAZZA DI OGGI

Mi presento.
Sono una giovane difficile.
Forse tu pensi che sia facile capirmi e invece no.
Ti sbagli.
Il mio cuore è una caverna concava, ma anche convessa, che emette un’eco gelido senza cuore e il cui suono è inudibile. Solo alcuni con anime speciali dotate di orecchie speciali possono sentire quella voce (la mia amica Marta, CIAO puttana!).
Tu puoi provare ad entrarci. Puoi cercare di raccogliere delle chiavi da terra che possano aprire il lucchetto del mio cuore, ma non vanno bene, ci vuole la tessera come in certi motel di lusso dove le giovani coppiette si recano con donne di malaffare conosciute per strada (c’è anche la vasca idromassaggio grande), la tessera del bancomat (AHAHAHAHAGAGAJAJAJA, anche se pure la cartadicredito…).
Nella mia vita ho vissuto cose tanto difficili, quasi impronunciabili, ma io sono forte e dalle macerie rinasco sempre e costruisco grattacieli inespugnabili. Sono una donna. Noi ci facciamo un sacco di pare coi grattacieli in aria.
Io gli uomini li uso come stracci. Come lettiera per il mio gatto. Li faccio strisciare a terra mentre gli mando bacini rumorosi con lo schiocco. Poi gli strappo i peli del cuore e li conservo per un nuovo maglione di tendenza, unico nel suo genere, fatto a mano dalla mia nonnina. Ciao nonnina, ti voglio bene. Ho appena postato un nostro selfie su facebook con il cuginetto Giacomo: pioggia di like!
Gli uomini sono carta straccia.
Gli uomini sono tonti.
Gli uomini ti fanno soffrire.
Prendi un uomo, trattalo male, lascia che ti aspetti per oreeee ♩
A casa, il mio pavimento è fatto interamente di corpi nudi di uomini nudi e io mi muovo leggiadra sulla tomba di questi poveretti che poi trovano una più debole di me e la spappolano e le parlano di me “sai, la mia ex… la mia ex faceva questo… la mia ex faceva l’altro… la mia ex…”. Io sono quell’unica donna che tutti gli uomini hanno amato! Vuoi entrare nel mio cuore? Piombaci! Ricordati che io sono un tipo incasinato, complicato, tipo che ti dico vattene via ma voglio che resti o che ti dico sono ingrassata vero e se rispondi sì un pochino ti tengo il muso e magari non ti parlo finché non ti chiedo di portarmi all’ikea a fare shopping e poi parliamo insieme degli sfigati che abbiamo incontrato (novella2000disabile) ma se dici che la mia amica Marta è una culona finisce che potrei addirittura tenerti il muso e parlarti della teoria delle stringhe…

Non è vero, cazzo! Non è vero niente! Indosso solo una maschera perché non voglio soffrire più. Sono così fragile come le scatole fragili. Attento a come mi prendi la mano, potrebbe spezzarsi e magari rompersi. Il mio povero cuore frantumato in mille pezzi cerca la tua colla speciale ( 😉 ).
Ora sto piangendo e le mie lacrime hanno il gusto di un mare salato così salato che non riesco più a parlare ma è vero sto scrivendo non importa sono una ragazza difficile.

Io sono LA vittima

Perché odiamo tutti Hitler? Semplice! Aveva un’idea da pazzo e invece di essere emarginato l’hanno seguito tutti. Una cosa che proprio non ci va giù.
Di solito, da quando siamo nati, nessuno ascolta le nostre personali idee folli, magari riusciamo a racimolare un gruppetto di persone neanche tanto fedeli e di certo non pronte a rivoluzionare il mondo per noi.

Amici, lettori, ve lo dico senza tanto tirarmela, con educazione, sin da piccolissimi, siamo dittatori desiderosi di manovrare marionette, a partire dai nostri genitori, ovviamente.
Faccio un esempio (si sa, a me piacciono gli esempi): io, da quando è nata, appena sento mia figlia piangere, vorrei correre e abbracciarla e dirle “dimmi tutto quello che desideri!”, quindi inginocchiarmi e baciare i suoi piedini. È una sensazione. Una sensazione che ti prende sempre lì, alla base della nuca, dove risiede la nausea insieme alla cervicale, ma non passa con gli antinfiammatori, nemmeno con gli antiemetici, neanche se forti. Sei uno schiavo che striscerebbe dietro il suo padrone (del resto, alcuni sono così nei confronti dei propri animali domestici, quindi non mi vergogno poi così tanto, solo un pochino, il giusto). E più lei diventa grande e più lo sa, lo sa che mi ha in pugno, basta piagnucolare e urlare MAMMAAAAAAA! Col tempo s’imparano anche tonalità più efficaci, dotate di singhiozzi che ti strappano il cuore a morsi serviti su un vassoio ricoperti di sale con salsa di soia come accompagnamento.

Ecco, ora i bambini non si possono picchiare più. Prima, se solo parlavano a tavola, via che partivano manate che ti spedivano a letto senza cena terrorizzato. Ora non si può. Se lo fai, ti piazzano le telecamere in casa, ti scoprono, ti portano via i bambini, li mettono in istituti dove volontarie li prendono a mazzate ma poi le scoprono perché mettono le telecamere e vengono licenziate anche se il loro non era proprio un vero lavoro.
Ora dico una cosa che non piacerà a nessuno (tanto lo faccio spesso, ci siete abituati): molti genitori, quando vedono quelle maestre picchiare i propri figli, s’incazzano perché vorrebbero che quelle mani fossero le loro, vorrebbero staccarle per attaccare le proprie e spargere sangue ovunque mentre picchiano tutti i bambini (vi prego fate un gioco così, per far sfogare un po’ di gente che ne ha bisogno), ma poi, purtroppo, ci sono le telecamere e finisce tutto in vacca!
|Sto per giungere al finale|
M’arrabbio sempre perché esistono persone che amano far soffrire altre e, ora vi do una mano perché so che ne avete bisogno: parliamo di bambini cresciuti che devono continuare ad affermare il proprio ego, all’infinito; e che non si dispiacciono della morte degli altri perché pensano che un giorno accadrà pure a loro, ma perché non possono più farli soffrire, CAZZO!

– vorrei si notasse che non ho toccato l’argomento “i nongenitori che sono i migliori educatori al mondo” –

I bagagli incustoditi*

*verranno fatti esplodere.

Oggi vorrei parlare della Nevrosi, come avevamo anticipato, e vorrei anche definirla: psicosi/isteria collettiva (meglio nota come “stronzaggine diffusa”)

Fatto: una massa enorme di persone crede in un tizio invisibile rappresentato in terra da un tizio che si veste da donna indiana (dell’India, indossante il famoso punjabi) ebrea vestita di bianco in genere affetta da Alzheimer che esce su un balconcino e dice “oggi però è una bella giornata (marginalmente i gay e i diversi dovrebbero morire)”, applausi diffusi.

Se non si fa parte di tale enorme massa ecco che si comincia a fare tutto ciò che è diametralmente opposto a essa con risultati ottimali tipo “psicosi di massa adolescenziale”: “MAMMA! PAPÀ! IO ORMAI SONO GRANDE! SONO DIVERSOOOOOO DA VOIIIIIIIII!!!!!!!!!!! CAPITOOOOOOO????”
Quindi se mamma e papà mangiano i broccoli noi ai broccoli gli diamo fuoco. Se i cattolici fanno finta (perché non è una vera e propria scelta) di essere pietosi verso i deboli e tutte queste cosucce pucciose, noi li si prende per il culo quegli storpi, quei froci, quei negri di merda che della merda hanno lo stesso colore, quegli invalidi attaccati alla tetta della società a tradimento SUL ROGO CAZZO… noi si scrive “c’è una tizia su youtube che sta digiunando da un mese! Andiamo tutti a guardarla e ridere, RIDERE FORTE CAZZO!”. Poi uno muore e tornano tutti a essere cattolici: commemorazione e lacrime su facebook. Chi l’avrebbe mai detto?! Sembravano così diversi, così medioevali! Ops, nel medioevo c’era già la religione, scusate.

Digressione (non so se interessante). Avendo questa storia che si definirebbe “da sfigata”, quando ne racconto dei pezzi, ecco il risultato: PIETISMO Vs CERCHI D’IMPIETOSIRMI MA NON C’È LA FARAI IO A TE TI SPUTO! Stupore da entrambi i lati. Quindi vorrei dare un consiglio spassionato ai detentori della modernità: non c’è alcuna differenza tra voi e gli altri, avete solo creato una psicosi collettiva parallela comunque facilmente identificabile.

Dobbiamo giungere a questo punto in cui diciamo che siamo tutti pazzi?
Non lo so. Io ho visto cose tipo gente che un secondo prima veniva derisa, lapidata, scrivere “ho vinto un concorso”, “vado in televisione” e diventare all’istante una stariabilitata. Assassini diventare famosi perché chi non avrebbe voglia di uccidere qualcuno 😉 ! Vedo gente che ha paura dei bagagli abbandonati, di esplodere in un bagno pubblico e sembra non ricordarsi che per morire basta scivolare nella vasca e prendere la macchina per farsi un giro in tangenziale. Gente costantemente nervosa che io, con i miei problemi comprovati ai nervi (a proposito, dopo dieci anni e una gravidanza, ho deciso che rifarò gli esami e richiederò l’invalidità e la prima cosa che farò sarà postare i risultati su facebook. Qualche giorno fa mi sono anche sentita dire da un normodotato “se non hai voglia di fare un cazzo, potresti fare questo lavoro in cui non si fa un cazzo 😊 “) ho pensato “a me non va di essere nevrotica, mi faccio un giro in camera mia e vi lascio alle vostre nevrosi”. Baci copiosi a tutti!!!!!!!

Breve lettera ai followers

Molti vi chiamano lurkers (“secondo la regola dell’1%, il pubblico dei lurker compone circa il 90% dei fruitori di community e social network su Internet”), quasi con un tono spregiativo tipo a dire “guardoni nascosti nei cespugli in attesa di violentare facili prede, ma timidi e perciò tanto carini, innocui e pucciosissimi”. Secondo me è un po’ ingiusto nei vostri confronti perché voi non siete dei guardoni ma piuttosto degli “osservatori attenti” che, se uno ha bisogno, correte prontamente in aiuto, veri e propri supereroi dell’internet.
Ora questo è un messaggio per voi, principalmente una lettera d’amore estendibile a tutti e a tutti coloro che sentissero il bisogno di dare un messaggio ai propri spioni ( 😉 ehejehejeh. È per far presente che non è solo uno stupido sfogo personale ma potenzialmente universale).

Dunque. Mio caro amico scopofilo (l’ho trovato nei sinonimi di… ha veramente poca importanza), c’è un unico difetto che ti si può imputare: NON SO CHI CAZZO SEI! Il fatto che tu sia sempre appostato e, forse hai bisogno che si ribadisca, in silenzio, il fatto che tu abbia TUTTO il diritto di farlo e non sia assolutamente punibile in alcun modo, anzi: eccoti una tenerissima carezza briosa, non ti dà però il diritto di prelazione sulla persona che stai tallonando. Cioè: tu sai chi sono (o credi di saperlo, perché, ricordiamo, ti basi solo su ciò che vedi pubblicare su un social network da chi ha deciso di usarlo, ma non prenderlo come un appunto tendente all’offesa), ma, come detto con leggera delicatezza pochi secondi fa, proprio perché non ti sei mai palesato, io non ho idea di chi tu sia. Quindi, non ti offendere se per caso dopo anni ti presenti scrivendomi in privato “ricordati di comprare la carta igienica” io rimango un attimino basita per non dire stupita stranita.
Siamo giunti a dei livelli affatto assurdi tipo che se incontri uno dei contatti virtuali e questo ti mette un dito nel culo come segno di saluto e tu gli dici “scusa, ma non ti pare un tantino prematuro?!”, ecco che il soggetto si offende e ti accusa di pesantezza.

Voglio dire, è chiaro, è colpa mia, sono troppo all’antica. Io incontro la gente, faccio un sorriso, perché ogni volta è impressionante la materializzazione di un corpo che fino a qualche secondo fa era fatuo, do una mano, a volte scappa un bacetto e poi… poi ci sono i soliti sospettosi della gentilezza perché ormai siamo tutti cattivi e se uno è buono è cretino e non è possibile che abbia scelto qualità idiote e inutili tipo gentilezza e bontà: UN VERO CRETINO da prendere per il culo vita natural durante… Cioè, come sempre, ci si ritrova schiacciati tra gli estremi e io ho deciso di scrivere questa cosa e nel frattempo penso “chissenefrega”, però ritengo giusto farvelo sapere, miei cari maniaci.
Presto scriverò qualcosa sul male del secolo: La Nevrosi!