Studio d’immagine e varie possibili reazioni antropologiche ad essa

foto6

– “guarda che bel bambino!”

– “perché ha scelto questa immagine?”

– “che posto è?”

– “chi è quel bambino?”

– “questo bambino ha la faccia da pirla!”

– “speriamo non sia figlio della Franzoni!”

– “avete notato le capre?”

– “sulla destra ci sono dei conigli del tipo lepus”

– “Ahahahahahahahqgah! Che culo grasso che c’ha la tizia in alto a destra!”

– “il falco pellegrino a sinistra denota un piumaggio euroasiatico!”

– “pochi sanno che dietro l’ombrellone c’è Piergiorgio Odifreddi!”

– “in realtà si tratta di un museo per bambini! Mi pare evidente!”

– “la Colucci sta perdendo il suo talento, se mai ne ha avuto uno. Figuriamoci che è convinta di saper scrivere! Ma forse è tutta colpa del fatto che le hanno trovato un tumore alla milza!”

– “mammamia quanto siete banali! Nessuno che abbia notato la volpe volante!”

– “coglione! La volpe volante è un pipistrello!”

– “il bambino in primo piano è Loris, qualche secondo prima che sua madre lo uccidesse!”

– “se guardate attentamente il riflesso sui vetri potete scorgere un pedofilo pronto a offrire una caramella in cambio di foto piccanti.”

– “e della lepre buttata nel cassonetto dallo stesso tizio che sta maltrattando il lupo imbalsamato ne vogliamo parlare?”

– “questa immagine rappresenta chiaramente l’immaginario onirico di Freud. Il sogno di un bambino che sogna cavalli e si gira simulando un amplesso con tutti gli animali del pianeta in quanto i genitori fingono non possegga una sessualità.”

– “sempre a cercare/trovare dietrologie! Bella immagine! Colma di particolari e colori. Bella foto, Claudia!”

– “quando lo stolto indica la luna tutti si concentrano sui peli del suo braccio!”

– “ingrandendo l’immagine, nella pupilla del bambino si può vedere il suo assassino.”

– “sulla maglietta c’è scritto ‘go spider!’. Forse è un fan dell’uomo ragno!”

– “comunque il tizio maltrattatore di animali ha avuto già ciò che si merita: un tizio dietro di lui che gli fa il verso.”

– “c’è anche Pablo Neruda che munge una vacca!”

– “questa foto è un chiaro fotomontaggio e il mondo in realtà non esiste.”

– “oggi è Lunedì! 😭”

~ questo post potrebbe durare all’infinito. Tutto ciò, questo test, prova che in fondo l’uomo ha ancora tanto da offrire all’antropologia rimanendo avvolto nel mistero e dando la possibilità al lettore di aggiungere e completare il post stesso. Via ai commenti! Sbizzarritevi, mi raccomando! ~

Annunci

Quando finisce la vita

In questo post, come già accaduto in tanti altri, verrà reso pubblico qualcosa che esiste comunque di per sé (proprio come tutte le invenzioni, ancora non scoperte) di solito nel silenzio delle cose in mezzo al nulla (ricordo che l’antimateria resta in ogni caso la protagonista assoluta; la maggioranza che schiaccia la materia, quella maggioranza di Fossati, quella maggioranza che sta come una malattia: le donne che sono in numero maggiore rispetto agli uomini). Avrei voluto tenere tutto un discorso sui poveri uomini maschi che puntano tutto sulla forza fisica e, quando non ce l’hanno, hanno la stessa consistenza delle lumache che fanno quel fastidiosissimo rumore sotto la suola di scarpe inconsapevoli che mica lo sapevano che c’era una lumaca sulla strada. La strada è fatta per le macchine mia carissima lumachina, non m’importa che stessi ricercando la salvezza dal nulla in veste liquida che t’inghiotte. Vorrei far notare che, anche se non approfondisco il discorso, ho dato l’elemento essenziale all’elucubrazione mentale in solitaria che di solito sfocia nel mare dell’esistenza sotto forma di particelle appiccicose riproduttive. Ma non solo ho fatto ciò, ho fatto molto di più, ho parlato di lumache e non di amebe.
E cos’è questo grande silente segreto? La vita finisce a 25 anni esatti. Oltre quella soglia si parla di “vita volgente al termine”.

Per fare una bella metafora che è anche un capoverso cuscinetto. In pratica l’esistere può essere descritto esattamente così: la sensazione, fisica e non, che si prova guardando attraverso un microscopio; tutto nero intorno, percezione di vuoto statico in assenza di aria respirabile, vacuità (per sottolineare il concetto), visuale eccessivamente limitata un po’ fastidiosa e per ciò anche un po’ fissa perché che palle cambiare i vetrini (o, nel caso di un binocolo: che palle spostare la visuale rimettere a fuoco ecc.).

Appena superati i 25anni, se sei fortunato, può accadere anche prima, i messaggi del tuo corpo iniziano a mostrare fragilità scricchiolanti. Non sei invincibile. Morirai. Ecco che se fino allora sei riuscito a sopravvivere alla grande solo nutrendoti di fonzies Coca-Cola panini con formaggio burro e prosciutto aromatizzati alla sigaretta le verdure fanno schifo la frutta ogni tanto nei succhi… beh, ecco che già questo, amico mio che leggi, dovrebbe provarti quanto tu sia forte e fortunato. Ok, ora sai solo di non essere invincibile. Non sei più un supereroe. Ma forse a tutto questo tu non hai ancora voglia di pensare. E chi lo vorrebbe? Allora pensi che in fondo sei sfigato e la vita è stata veramente poco generosa con te. No. Purtroppo no. Hai solo passato la soglia dei venticinque anni. Sei entrato nella fase conservativa. Mentre prima potevi consumare tutte le tue energie senza criterio e con rapidità di gesto, ora no. Ora devi imparare a conservare e mettere da parte. Più hai sprecato e meno avrai. Lo vuole la logica. Spiace. La logica pura esiste. Perché conservare? Subito è necessario capire se questa domanda sorga per un fatto sempre di pigrizia o per un bisogno di conoscenza. Nel primo caso. Amico mio, la pigrizia cozza enormemente con lo stato di vita. Che fare? Trasferirsi in uno di quei paesi che ti danno gratis un trattamento di fine vita ma scherzare sulla morte non si può nonono? Può essere un’opzione interessante. Ma tu ami la vita. Tu ami quel buchino che tutto ti mostra. E allora lotta con la pigrizia, amico mio, alla fine sarei premiato con un lauto premio. Perché se volessimo anche digredire, deviare per un attimo dall’argomento principe, anche se stiamo parlando dell’Argomento, e volessimo immergerci in una sottocategoria (la visione cristiana), a ben vedere la vita non è un cazzo. La vita è solo un traghetto per la vita vera: la morte. Bene. Questo pare particolarmente consolatorio. Ma, procedendo in qualcosa che non ricordo più, il senso del vivere ha a che fare con qualcosa che non ha assolutamente senso. Ha che fare con l’inerzia. Con la grazia. No. Bisogna sgobbare. Dormire tanto e nelle ore giuste. Non smettere mai di pensare, mangiare bene, fare attività fisica, il giusto (perché ci sta sempre il discorso delle batterie che si consumano anche se non le usi ma se le usi troppo si consumano in fretta e dunque trova la giusta misura…). In verità si potrebbe proprio dire che la vita è una ministilo osservata attraverso un microscopio.
Devo smetterla con le digressioni!

Allora. È vero che i dolori non significano niente. È vero che la malattia porta dolore ma il dolore non significa niente mentre la malattia ha una sua dignità. Beh, dopo i 25anni arrivano i dolori veri. Allora nessuno ha voglia di ascoltare i tuoi dolori. Almeno cercati una malattia, cristo!
Io, varcati i 25 anni, per una distrazione apparsa nel plastico di Perky Pat, sono caduta da una scalinata in pietra poggiata sulla collina a Guvano e qualcuno purtroppo ha preso al volo la mia testa 😊

Essere madre

Qualche minuto fa sono stata definita “postmoderna”. Possiamo quindi definirmi “contemporanea”?
Sto leggendo il giornale. Ho già aperto una decina di schede. Mandando il sistema in palla. Cercherò quindi di essere molto veloce. “Piove (ciao ciao bambina)”, la versione di Buscaglione: I R R A G G I U N G I B I L E  (scrivere così è da veri idioti e una perdita di tempo). Ovviamente la versioneperla si trova solo sul pc.

È da tanto che fingo di non essere madre. Non metto nemmeno foto del frugolo (soprannome carino usato apposta per l’occasione che mi rende parecchio nuda al mondo). Spesso scherzo e dico che non metto foto o video a causa dei pedofili. L’altro giorno facevo proprio  un discorso telefonico in proposito. In pratica io, ma molti altri lo sostengono esattamente come me (CIAOOOOOOOOOOO! BAMBINAAAAAA! CIAOOOOOOOOOOO! ♩🎶🎵), facevo distinzione tra “pedofili buoni” e “pedofili cattivi”. I primi si limitavano a segarsi di fronte alle foto dei figli degli amici in piscina. I secondi erano in piscina dopo aver drogato i genitori. Poi molti mi dicono, basandosi sulla palese filosofia “i bambini ti dan l’occasione”, dicono NO ai pedofili in generale. Croce sopra.
Sono piena di muco, cazzo! Secondo me mi viene anche una tonsillite 😊!
In verità tutto ciò non c’entra nulla. Fa parte del mio adorare discorrere di filosofia che esonda spesso nella psicoanalisi. Ma anche qualche spruzzo di storia antropologia geografia antropologica.

Si diceva. Si fa finta di non essere madri. Perché? In primis, il fenomeno MILF. Qui lo dico in tono umile e deciso: il fatto che abbia avuto una figlia e il mio corpo si deprezzi non mi porta necessariamente ad aver voglia di svendermi 😉.
Questa canzone mi fa sentire la mancanza di mia nonna che con la sua vocina la notte mi cantava le canzoni che aveva sentito alla radio in un passato che non torna.
Ecco. Dopo quello ci sta che per certe cose io sono molto riservata. Un esempio su tutti. Ora, mentre svelo alcune cose di me, mi trema la mano. Son fatta così. E la gravidanza mi ha resa ancora più fragile. Accidenti che capitano.

Essere madre significa sostanzialmente oscillare tra “madre iperprotettiva” e “cattiva madre”, definizioni di rispettabile spicco non valicabile. Che tutte le persone intelligenti che mi leggono hanno subito capito che non si tratta di sinonimi (😉). Essere madre significa costruirsi e costruire. Significa tenere una costante salda senza cadere mai. Magari per finta.
A presto 😉😊

Mistero Buffo

In modo del tutto allucinante e decisamente spaventoso oggi si inanellano una serie di casualità a dir poco inquietanti.
Oggi è la festa dei nonni
(“Ehi, Frida fai gli auguri alla nonna!”
“E perché?”
“Perché oggi è la festa dei nonni!”
“Uffaaaaa! Ma quand’è la mia festa?”
“Eheheheheh, presto. Dai fai gli auguri alla nonna, su!”
“E perché?”
“Te l’ho già detto! È la festa dei nonni!”
“Ma qui non c’è nessun nonno!”) ma è anche il compleanno di Dario (Fo) che altri non è che mio nonno. Molti non ci crederanno perché mi servo della narrativa e invento spesso fantastiche storie. Altri invece capiranno che solo questa verità intrinseca alla realtà ha senso di esistere donando senso al tutto.
Come lo struggente ricordo del nipote di Moro, e come tutti i ricordi più gettonati di tutti i nipoti (a proposito, mia madre qui mi sta dando una mano strepitosa! Mentre oggi si suda e fa freddo. Ho appena trovato mia figlia sola fuori nella sua casetta e mia madre qui sola in casa a giocare a bridge. Le dico “mammamacosastaiFACENDO!? LO SAI CHE FRIDA È FUORI DA SOLA?”, “Scusami, Claudia è che mi scappava la pipì!”. “MAÈMAIPOSSIBILECHECISONOCERTETIZIECHEHANNOCOLFTATEMADRINONNENONLAVORANOEIOSONOUN’INVALIDASOLASENZANEMMENOUNAMADREFUNZIONANTE!!!!!!!”), ricordo precisamente il momento in cui il mio caro nonno, mentre m’insegnava a lavarmi le mani, mi passò la depressione. Mi disse “ecco, Claudia, le manine si lavano così. Il mondo fa schifo” e poi si mise a piangere. “Perché piangi nonno?”, “sto pensando a quei bambini meno fortunati che muoiono di fame!”. Allora, dopo avergli chiesto insistentemente se proprio non fosse possibile pensarci più tardi e giocare, gli ho ricordato che “basta solo un sms per sconfiggere la fame nel mondo”. Egli ha improvvisamente sorriso e mi ha fatto uno dei suoi più famosi sketch (https://youtu.be/3mhDFpMRmH0).

È così che è andata. Sono queste le mie origini. Da allora il mio stato mentale è composto da un perenne alternarsi di vitalità, fragorose risate e divertenti show (alternanza caratterizzata da estrema brevità) e sbattere la testa contro il muro per poi rimanere morti nel letto respirando (alternanza MOLTO lunga). Si sta bene. Qualche mal informato parlerebbe di schizofrenia ma farebbe meglio a informarsi meglio. La schizofrenia è una malattia molto seria e universalmente accettata (spiegabile scientificamente e rispettata). La depressione invece non esiste. È genetica. Il male di vivere è un morbo che scorre nelle vene appiccicato al sangue come una patella e si trasmette attraverso il sudore ma anche con la saliva e alitando in faccia a qualcuno.
Alla fine ci si sforza a non pensarci, proprio in questo istante mi sta cogliendo quel senso di fastidio ma non lo ascolto per finire di scrivere. Tanto scrivo comunque anche durante l’apatia.
Siamo in tanti e questo mi consola. Depressi perché sovrastimolati e incapaci quindi di sentire alcunché. Depressi perché sovraccaricati di sfighe. Depressi perché semplicemente non morenti di fame.
“Nonno, credo di aver risolto una volta per tutte la fame nel mondo”
https://youtu.be/6lZhaP9NYXw
“In pratica, l’altro giorno ho letto che presto mangeremo gli insetti perché sono tanti. Allora ho pensato: ‘non possiamo fare anche la farina di bambini che muoiono di fame?'”
È da quel momento che sono considerata il genio della mia famiglia. Hanno tutti riso molto. Mia madre ha anche aggiunto “ci starebbero bene con un po’ di salsa di soia e nero di seppia!”.

È vero che tanti importanti esponenti di sinistra (come Vasco e Rino Gaetano) hanno parlato male di mio nonno sostenendo che la sua sensibilità globale fosse solo una farsa. Che in realtà egli fosse un infiltrato esponente di destra nel mondo della sinistra. Ma sono solo bugie dettate dall’invidia nei confronti di un uomo che mi ha insegnato che essere se stessi è tutto. Non importa cosa dicano gli altri. Auguri Nonno. Auguri per due volte!