Quando finisce la vita

In questo post, come già accaduto in tanti altri, verrà reso pubblico qualcosa che esiste comunque di per sé (proprio come tutte le invenzioni, ancora non scoperte) di solito nel silenzio delle cose in mezzo al nulla (ricordo che l’antimateria resta in ogni caso la protagonista assoluta; la maggioranza che schiaccia la materia, quella maggioranza di Fossati, quella maggioranza che sta come una malattia: le donne che sono in numero maggiore rispetto agli uomini). Avrei voluto tenere tutto un discorso sui poveri uomini maschi che puntano tutto sulla forza fisica e, quando non ce l’hanno, hanno la stessa consistenza delle lumache che fanno quel fastidiosissimo rumore sotto la suola di scarpe inconsapevoli che mica lo sapevano che c’era una lumaca sulla strada. La strada è fatta per le macchine mia carissima lumachina, non m’importa che stessi ricercando la salvezza dal nulla in veste liquida che t’inghiotte. Vorrei far notare che, anche se non approfondisco il discorso, ho dato l’elemento essenziale all’elucubrazione mentale in solitaria che di solito sfocia nel mare dell’esistenza sotto forma di particelle appiccicose riproduttive. Ma non solo ho fatto ciò, ho fatto molto di più, ho parlato di lumache e non di amebe.
E cos’è questo grande silente segreto? La vita finisce a 25 anni esatti. Oltre quella soglia si parla di “vita volgente al termine”.

Per fare una bella metafora che è anche un capoverso cuscinetto. In pratica l’esistere può essere descritto esattamente così: la sensazione, fisica e non, che si prova guardando attraverso un microscopio; tutto nero intorno, percezione di vuoto statico in assenza di aria respirabile, vacuità (per sottolineare il concetto), visuale eccessivamente limitata un po’ fastidiosa e per ciò anche un po’ fissa perché che palle cambiare i vetrini (o, nel caso di un binocolo: che palle spostare la visuale rimettere a fuoco ecc.).

Appena superati i 25anni, se sei fortunato, può accadere anche prima, i messaggi del tuo corpo iniziano a mostrare fragilità scricchiolanti. Non sei invincibile. Morirai. Ecco che se fino allora sei riuscito a sopravvivere alla grande solo nutrendoti di fonzies Coca-Cola panini con formaggio burro e prosciutto aromatizzati alla sigaretta le verdure fanno schifo la frutta ogni tanto nei succhi… beh, ecco che già questo, amico mio che leggi, dovrebbe provarti quanto tu sia forte e fortunato. Ok, ora sai solo di non essere invincibile. Non sei più un supereroe. Ma forse a tutto questo tu non hai ancora voglia di pensare. E chi lo vorrebbe? Allora pensi che in fondo sei sfigato e la vita è stata veramente poco generosa con te. No. Purtroppo no. Hai solo passato la soglia dei venticinque anni. Sei entrato nella fase conservativa. Mentre prima potevi consumare tutte le tue energie senza criterio e con rapidità di gesto, ora no. Ora devi imparare a conservare e mettere da parte. Più hai sprecato e meno avrai. Lo vuole la logica. Spiace. La logica pura esiste. Perché conservare? Subito è necessario capire se questa domanda sorga per un fatto sempre di pigrizia o per un bisogno di conoscenza. Nel primo caso. Amico mio, la pigrizia cozza enormemente con lo stato di vita. Che fare? Trasferirsi in uno di quei paesi che ti danno gratis un trattamento di fine vita ma scherzare sulla morte non si può nonono? Può essere un’opzione interessante. Ma tu ami la vita. Tu ami quel buchino che tutto ti mostra. E allora lotta con la pigrizia, amico mio, alla fine sarei premiato con un lauto premio. Perché se volessimo anche digredire, deviare per un attimo dall’argomento principe, anche se stiamo parlando dell’Argomento, e volessimo immergerci in una sottocategoria (la visione cristiana), a ben vedere la vita non è un cazzo. La vita è solo un traghetto per la vita vera: la morte. Bene. Questo pare particolarmente consolatorio. Ma, procedendo in qualcosa che non ricordo più, il senso del vivere ha a che fare con qualcosa che non ha assolutamente senso. Ha che fare con l’inerzia. Con la grazia. No. Bisogna sgobbare. Dormire tanto e nelle ore giuste. Non smettere mai di pensare, mangiare bene, fare attività fisica, il giusto (perché ci sta sempre il discorso delle batterie che si consumano anche se non le usi ma se le usi troppo si consumano in fretta e dunque trova la giusta misura…). In verità si potrebbe proprio dire che la vita è una ministilo osservata attraverso un microscopio.
Devo smetterla con le digressioni!

Allora. È vero che i dolori non significano niente. È vero che la malattia porta dolore ma il dolore non significa niente mentre la malattia ha una sua dignità. Beh, dopo i 25anni arrivano i dolori veri. Allora nessuno ha voglia di ascoltare i tuoi dolori. Almeno cercati una malattia, cristo!
Io, varcati i 25 anni, per una distrazione apparsa nel plastico di Perky Pat, sono caduta da una scalinata in pietra poggiata sulla collina a Guvano e qualcuno purtroppo ha preso al volo la mia testa 😊

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8 pensieri su “Quando finisce la vita

  1. il fatto vero è che per morire da piccoli, che è poi la cosa migliore come risaputo da tutti, per morire da piccoli ci vuole coraggio e tu capisci che mica è semplice.
    Coraggio e soldi, perché la morte indolore costa

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  2. “fonzies Coca-Cola panini con formaggio burro e prosciutto aromatizzati alla sigaretta”: in meno di una riga hai sintetizzato quasi tutti i principali incubi dei nutrizionisti. Ho dovuto tagliare un sacco di porcherie per migliorare i miei dolori alla schiena, quindi in base alla mia esperienza posso dirti che:
    – Le fonzies le puoi tranquillamente mangiare;
    – Le bevande zuccherate vanno evitate come la peste (la Coca Cola in particolare, a causa dei probabili danni che causa all’intestino e ai denti);
    – I formaggi e gli affettati idem;
    – In cucina è bene sostituire il burro con l’olio d’oliva (che tra l’altro ha anche proprietà antiossidanti);
    – Le sigarette vanno evitate non tanto per questioni di dieta, quanto per ragioni di salute e di igiene orale.
    Una postilla: nei prossimi mesi cerca di condire i tuoi piatti con più curry possibile. E’ ottimo per prevenire il raffreddore.

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      1. E’ una sensazione fallace. O meglio, è fallace per quanto riguarda l’immortalità della carne: all’anima invece questo privilegio è garantito. Ti auguro di ritrovare presto la tua serenità Grazie a te per la risposta! 🙂

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