LGBT

Ma di cosa stiamo parlando?
Definizione: è una sigla utilizzata come termine collettivo per riferirsi a persone Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender.
Ecco, partiamo appunto da questo: gay e lesbiche; oppure omosessuali e lesbiche. C’è sempre un’ulteriore distinzione come se l’omosessualità femminile non sia/fosse la stessa cosa e in effetti molti ci si masturbano sopra mentre vomiterebbero su due corpi maschili che si compenetrano però per quanto concerne due uomini che si fanno una donna… pure qui il discorso s’infittisce.

Perché se c’è una cosa che accomuna tutto ciò è l’estrema confusione: sigle, nomi impronunciabili e un po’ anche suscitanti un incredibile fastidio, però il fine è la normalità. Perché, di fatto, i vecchi chiusi circa questi argomenti, sicuramente proponendo loro nomi come questi aiuti la loro apertura mentale.

Perché è tutto estremamente normale. È normale. Così normale che ci autoghettizziamo e andiamo a ballare nelle discoteche gay che così l’obbiettivo sensibile è più evidente a un musulmano che vuol spaccare tutto eliminando le impurità al 99,9%. È TUTTO NORMALE!

Mo’ faccio un altro (?) esempio.
C’è questa bambina, no, che va all’asilo, e il giorno di San Valentino le insegnano che amare è diverso da voler bene (in questo io gli inglesi li amo molto), tipo che il giorno prima ella diceva alla madre “ti amo” e poi uscendo dalla scuola la bidella le dice “ciao bambina innamorata dei tuoi genitori!”, “no, io non sono innamorata dei miei genitori. Io voglio bene loro!”. Ed ecco che poi, sempre questa bambina dice di essersi innamorata di un’altra bambina. Dice di volerla sposare, di volerle regalare un anello (trovato nelle patatine), dice cose come “è la più bella bambina che abbia mai visto! Guarderò sempre e solo lei…”; poi, improvvisamente le viene detto che due bambine non possono sposarsi e allora viene interrogata la madre per capire se per caso è lei a comandare in famiglia “perché bisogna distinguere BENE i ruoli…”.

Di cosa stiamo parlando?
Viviamo in un mondo che se un bambino si vuole truccare dietro c’è un adulto che fa il gesto quello che fa svolazzare l’orecchio.
Viviamo in un mondo che persino una persona gay che vede una bambina interessata alle macchinine dice “occhio!”.
Viviamo in un mondo in cui le parolacce sembrano la prima causa di mortalità. In cui si scrive c…o o caxxo.
Un mondo di maniaci sessuali che scrivono c…o. DI COSA STIAMO PARLANDO?

Io a quella bambina le ho detto di non dare ascolto a quelle cose. Le ho detto che gli adulti incasinano sempre tutto e che deve vivere spensieratamente le cose come un bambino dovrebbe fare.

Bah. Continuo a pensare che non vi sia nulla di più gay di un porno bukkake. Continuo a pensare che sia un mondo di gay un po’ schizofrenici. Tipo un inglese che ha attraversato l’oceano e si è attribuito un nome diverso e poi comincia a dire frasi come “voi americani”, “voi inglesi”.
Evviva la bisessualità!
Evviva il mio mondo privo di sessualità!

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Il nerd (o “l’era del nerd”)

Non ricordo se l’ho già scritto, di certo (ci sono/esistono) pezzi in giro sparsi nella rete che altro non è che il messaggio palesato de “Le storie” di Instagram. Tempo fa volevo fare una delle mie immagini più testo, anche questa espressione di un significato significante intrinseco (non vi è nulla di originale, la banalità reiterante regna su tutto: EVVIVA IL MEME!), far dire ad Andreotti una cosa tipo “La più grande invenzione della storia? Le storie di Instagram!”. Poi, e questa è una delle poche cose che mi piace di me, ho cambiato idea, ho elaborato e quasi arrivo a ritenerle una cosa geniale che ha a che vedere con la genia eletta di un tizio che si chiama alessandro ma tutti lo chiamano ale ma non è mio fratello, purtroppo, col quale mi divertivo tantissimo a fare il gioco di parole mai-ale (visto che non voleva lo chiamassi “ale”, sì, da piccoli 😉); ma non è nemmeno fratello vostro (oh voi poche dolci persone che mi leggete, GRAZIE), non è fratello di nessuno, son persone speciali e noi siamo solo polvere invisibile di quella che si vede a volte grazie alla luce solare e se riesci a riprenderla e fotografarla è un bel video e una bella foto perché di solito è invisibile, appunto.

Insomma, non ricordo, mi spiace, soliti problemi di memoria, sempre con roba di poco conto, eh.
Quindi ne scrivo uno nuovo dal nulla, forse.
L’era digitale, da “dita (sempre di ale) che masturbano piselli ma anche farfalle che si poggiano su piselli baciati dal sole e si vede la polverina di cui si parlava nel paragrafetto fa”.
Ma che succede?
Niente! È tutto un fenomeno naturale. Lo dice il ciclo della vita stessa: l’uomo nasce e deve morire. Per cui, finora abbiam fatto cose ed ora iniziamo a non fare per semplicemente sparire… PUFF! Ecco che si spiega l’inconsistenza della rete (unico mondo possibile), le seghe, il calo inevitabile delle nascite che ne consegue (questo pezzo è per voi che preferite non capirmi e bollarmi come pazza: BASTARDI!), Amazon… ecco che si spiegano “Le storie”. “Le storie” che altro non sono che il calco della vita stessa che si incontra con l’inconsistenza del web della vita stessa e dei miei ricordi e dei vostri. Istanti che scompaiono nell’etere che se ne vanno con noi nella polvere. PUFF, di nuovo!

Per quanto l’uomo abbia fatto, faccia, non può imprimere e mantenere, non può sconfiggere la morte, il deperimento delle cose, “Le storie” di Instagram! EH, un bel sospiro.
“No, ti sbagli Claudia. L’uomo riuscirà a sconfiggere la morte ecc. …”… a parte che discutere con me, con il mio modo di ragionare, è un’assurdità perché è come prendere a calci una porta perché non ci piace il colore (una cosa del genere), ma… amico mio nerd saggio ricolmo di conoscenza a forma di sushi e pesce crudo, io granello posso solo dirti “non sarà l’uomo, ma pezzi di macchine, o macchine stesse che imiteranno l’uomo ma l’uomo non sarà più! 😉”.

Mio caro nerd, tu hai bisogno di stimoli in un mondo che stimoli non ti dà perché satollo di deficienti che guardano il calcio e Sanremo, ma tu no, tu se ti interessi a queste cose è perché è diventato mainstream disinteressarsene: è lo stesso motivo per cui ti interessa così tanto la figa ma da sezionare e farne uno studio approfondito tanto poi se la tipa muore ci scopiamo il corpo e magari lo congeliamo grazie alle nostre conoscenze criogeniche e possiamo tirarlo fuori per giocarci ancora per un po’, ogni tanto… beh, tutto ok. Tutto giusto. Alla fine la vita è proprio una noia barba e magari arriva un serial killer che ci fa fuori e ci dà finalmente il brivido della grande sconosciuta incoscienza inconsistente!
Un tempo le idee erano originali perché diverse una dall’altra ora un’idea è originale se si ripete costantemente nella sua originalità (forse la massima definizione del titolo, quello tra parentesi e virgolettato).
NON MI BASTA UN POST SOLO PORCALAMISERIA!
In ogni caso, si diceva: amico nerd a presto.
E ricordate di fare sempre il backup della vostra vita! 😘

Il complesso di Elettra

Che oggi mi è tornata la voglia di scrivere.
Che purtroppo non si tratta di una delle nuove proposte di Sanremo (lollissimo) anche se credo pure qui vinca alla grande: “complesso edipico”.

Ritengo vi sia molto da dire a riguardo. Un buco enorme in psicoanalisi e son qui io pronta a sviscerare scavare innalzare fondamenta costruire.
Anche se ammetto di essere preoccupata di un paio di cose che rallentano il mio flusso di coscienza graficodigitale. Una su tutte: ho appena pubblicato un post particolarmente forte su Instagram. Ho paura di essere fraintesa come spesso accade.
Vabbè ho poco tempo e devo cercare la sintesi. Dunque si parlava del comprendere a fondo l’universo donna.
Elettra. Elettra è una delle tante Lolite. Eliminando la madre, entra di fatto nel meccanismo riproduzione crescita della specie. Ma che sta affermando questa pazza della Colucci? Allora. È vero che esistono le malattie ereditarie. Verissimo! È vero anche che esiste la questione morale. Ma qui siamo su un altro pianeta. Il pianeta delle ipotesi a cazzo che trafiggono il cervello dopo essersi svegliati alle 5emezza di notte/mattina, essersi fatti una doccia, aver svegliato e rifocillato la prole discutendo sul fare o meno la cacca perché è bello trattenerla e solo tu ti devi prendere l’onere di educare e gli altri possono fare gli amici che danno le caramelle e i complici e tu sei il mostro (a volte ti vengono anche dette cose tenerissime, eh) cattivo… e ti siedi un attimo. E pensi.

Il complesso edipico, invece, è un buco nell’acqua dal punto di vista procreativo. E qui donne in lettura (ma anche voi uomini che pensate solo a smanettarvi 😉) prestate parecchia attenzione: noi si è sempre destinate a soffrire!
Ho sempre avuto la sensazione di essere come una spola, un binario, un transito… insomma un traghetto trainante, una palestra. Poi mi dicevo “per forza! Come persona tu ti dai particolarmente da fare a fare schifo. Quindi tutti giustamente ti usano e se ne vanno!”. E stamattina:
STAMATTINA L’ILLUMINAZIONE!
Non è colpa mia.
È colpa del complesso di Elettra. O forse dovremmo dire del complesso edipico.
Edipo uccide il padre e le ovaie sono in pensione se non si è storicamente già morte. Per cui il ruolo della donna è quello del personal trainer che te lo scopi e ti fa venire il fisicaccio. Bene così.
Per oggi io avrei finito.
Un saluto a quelli che mi vogliono bene.