Stile descrittivo

È uno stile che detesto. Vorrei vederlo boccheggiare sulla statale abbandonato bagnato mentre fa freddo e poi passa una macchina e lo stende ma non muore subito ha il tempo di capire di fare schifo…
Ricordo mentre leggevo Anna Karenina, uno dei libri che leggi e poi ti vanti (come tutti quelli Russi del resto) di aver letto se non lo fai subito son gli altri a iniziarti al vanto “ah, hai letto Anna Karenina! (INCREDIBILE una donna che sa leggere), hai mai letto Guerra e pace?”, no per fortuna no… ecco è appena caduta una goccia di caffè sul telefono. Devo bloccarmi per pulirla subito che altrimenti impazzisco! Fatto. Avrei potuto intitolare questo post “Descrizione” però ho pensato che così fosse più stilisticamente accattivante. Ecco, dicevo, mentre leggevo quel libro che ho considerato importantissimo e oggi non saprei dire esattamente perché, arrivata alle descrizioni di caccia avrei voluto fingermi morta perché il libro sa se smetti di leggerlo lo capisce e invece le ho lette tutte e mi è venuta la sciatica e ancora oggi soffro molto quando c’è l’umidità a causa loro.

Non so quanto tempo fa, perché dovrei fumare la marijuana che dice faccia male alla memoria per lenire i miei dolori che mi intaccano la memoria (perché non ho messo l’apostrofo? Perché a volte lo trovo invadente), dicevo che la scrittura ancora apparteneva a un circolo di letterati noiosi residenti su un’isola in un universo parallelo fermo all’800 ma forse 600. Anche e forse soprattutto ‘sta cosa della descrizione appartiene a questo chiaro concetto che andrò a descrivere, non preoccupatevi. Dunque: noia -> descrizione -> linguaggio aulico. Quando esattamente volgare è diventato sconcio? Ricordo che volgare significava la parola parlata dal volgo, oggi è solo ascrivibile alle parolacce. Scusate la digressione. È stato un momento così di rabbia non riesco a credere di vivere in un mondo spaventato ancora dalle parolacce. Allora, la scrittura non ha più senso, e non da oggi, eh! Ci sono i registratori vocali, le telecamere, le fotografie!… Mi son dovuta fermare perché il mio cane pazzo stava combinando qualche casino e ho dovuto sgridarla dalla finestra. Mi han chiamata Claudia ma il nome giusto per me sarebbe stato Ausilia(trice) è da sempre che mi occupo di o aiuto qualcuno e quando faccio qualcosa per me come adesso che sto scrivendo mi vengono come dei crampi sordi allo stomaco: sensi di colpa (il titolo di un bellissimo libro).

La descrizione una volta arrivata la telecamera DEVE MORIRE! La scrittura si deve evolvere. Ecco che arriva uno e dice “Ausilia, lo sai che ognuno vede il mondo con i suoi occhi e…?”, ti fermo subito simpatico amico, il mondo ha un aspetto oggettivo ed è di questo ciò di cui stiamo parlando. Se esiste una voce fuori dal coro che sa di muffa, tipo un giullare che ha fatto ridere il cuore degli isolanintellettuali, ecco, state pur certi che farà cacare! Loro (essi) faranno di tutto per renderlo famoso e così si sottolineerà sempre di più il divario tra noi isolani e voi volgata di penisola. A me tutto ciò rende triste ovviamente almeno quanto mi dispiace che i geroglifici scompariranno e al loro posto ci saranno i chip nel cervello. Ma dicevamo: il descrittore rimane uno che vuole descrivere la realtà alla perfezione quindi una telecamera 😉. Io non lo so, forse sto un po’ annaspando, ma per me non c’è niente che sia più noioso di una descrizione scritta in cirillico e poi sigillata con la cera. Infatti ormai sono così abituata a questa idea globale di libro che credo non riuscirò mai a scriverne uno. Meglio per tutti. Tanto anche se dovessi riuscirci non mi aiuterebbe nessuno vista la mia politica “no al lustrare ani”. In ogni caso se dovessi mai usare “becero” con la serietà più becera, beh… continuate a ignorarmi che me lo merito. Ma veniamo all’esempio pratico.

Oggi mi son svegliata alle 6, ho pensato “ma porcocazzo!”, purtroppo però la mia vescica vecchia e schiacciata va svuotata. Tornata a letto mi sembrava di sentire mia figlia parlare continuamente e allora mi giravo e mi sembrava di vedere i suoi occhi aperti e pensavo “ma perché non dorme?” e un’altra parolaccia. E allora i dolori e il fatto che continuavo a pensare a lei forse sveglia non mi facevano dormire, poi io son una che appena si sveglia si riattiva come una macchina e fatica a riaddormentarsi. Poi incredibilmente ce l’ho fatta e mi son trovata mia figlia seduta di fianco a me “è ora di svegliarsi, c’è la luce”. La prendo e me l’abbraccio per un po’. Sono le nove. Mi alzo. Faccio la pipì. Cambio Frida. “Cosa vuoi per colazione?”, le elenco quello che c’è, “i biscotti!”. “No, mamma scherzavo non voglio i biscotti, eheheheh”… e avanti così per un po’. Metto su l’acqua per il té. Bevo acqua e limone che dicono che sia miracolosa ma mi sento uno schifo lo stesso. Frida mi chiede di raccontarle per l’ennesima volta di quando appena nata uscita dall’utero si ruppe la spalla e c’era una giovane ortopedica che voleva seguirla perché altri volevano farle fare fisioterapia o cose del genere ma lei era convinta che sarebbe guarita da sola… allora ogni volta che andavamo da lei Frida le scoreggiava in faccia e allora lei si mette a ridere “me lo racconti di nuovo mamma, mi fa troppo ridere”. Finisce di fare colazione, ho mangiato anch’io: una banana un paio di biscotti e qualche noce. Sto pensando a cosa vorrei scrivere e mi viene in mente questo post ma allo stesso tempo penso che vorrei scrivere ROVAZZI HA L’AIDS e un altro post tipo POSSIAMO TRANQUILLAMENTE DIRE CHE ALCUNI MERITANO PIÙ DI ALTRI DI VIVERE TIPO CHE FIGATA QUANDO È MORTO MUSSOLINI ma vorrei anche scrivere È MORTO TIZIANO FERRO. Poi penso a tutto il sottotesto, ai fraintendimenti, a tantissime altre cose e mi immagino uno che arriva e dice “non puoi vivere più in leggerezza, su”. Poi mi siedo a cagare e scrivo con la porta aperta e Frida che guarda la tv. Ora è già tardi. Son stata interrotta centinaia di volte. Devo preparare da mangiare, probabilmente riso e lenticchie e pulire una carota per Frida. Giusto il tempo per postare il link…

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4 pensieri su “Stile descrittivo

  1. secondo me ce la puoi fare, hai grande fantasia, usi correttamente l’accento acuto anche se la tastiera italiana rema contro, apri e chiudi virgolette tempisticamente e vigorosamente, ma quello che mi dà la certezza assoluta del successo sono le tre noci giornaliere che puntualmente ingurgiti a colazione

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  2. Esercizio utile per stile descrittivo oggettivo, condito sapientemente da visione oggettiva…lo rileggo ancora due volte ma credo servirebbe un terzo punto vista…la visione onirica mattutina

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