No. Non ci sto. ðŸ˜¡

Un messaggio, forse breve, ma sicuramente positivo, che spinge il lettore a credere in se stesso, nelle sue capacità e nei sogni, mai smettere di credere nei sogni, come ci dice l’amico panpan (?) nella pubblicità dei pan di stelle, “il biscotto più buono dell’universo” ☺.

Tutti abbiamo visto, alcuni condiviso, il video di quel comico, di cui non ricordo il nome (LASCIATEMI IN PACE CON I NOMI) che parla delle elezioni italiane. Divertente, eh. Io non ho riso tantissimo ma io sono una difficile sono una donna sono mentale ho bisogno di coinvolgimento… tutta ‘sta roba qua. Ma ci sto girando intorno e ora mi fermo. Non dirò una parolaccia ma la sto pensando. Credo che, oltre al fatto che stimoli due o forse tre lati fondamentali del carattere italico (tafazzismo, autolesionismo di livello per chi non conoscesse il personaggio di Tafazzi, grande propensione alla comicità che fa ridere, lamentela forte soprattutto politica con in mano uno spritz o un bianchino al bar), cosa credevo? Non lo ricordo più. Forse qualcuno penserà “hai la memoria che fa schifo, dovresti smettere di scrivere”, bene, avreste il coraggio di dire a Bocelli di smettere di cantare perché non ci vede? Come potreste poi fare tutte quelle belle battute sulla sua cecità tipo “un giorno Bocelli credeva di starsi toccando e invece stava palpando una banana”, AHAHAHAHAHAHAH. Che figata raga! 😐 “Che poi sua moglie è entrata, no, e gli fa”, non riesco a trattenere i risolini, “‘Andrea, ma che stai facendo con quella banana?’, ‘ma niente, amore, controllavo che fosse matura! Sai no che Pirandello dice che i frutti venivano maturati a furia di mazzate? 😃'”; ragazzi, quanto mi mancano queste battute, forse stupide ma con quella citazione intellettuale che levati. Oggi però se non sbaglio son pure diminuite le battute di questo tipo. Devo dire che da quando è salito Gentiloni è partito il proibizionismo della battuta anche su Gigi D’Alessio.

Io dico che abbiamo assistito tutti, ridendo, alla sempre classica operazione “picchiare forte il debole sugli stinchi quando ti trovi in un momento di imbarazzo e tutti ti stanno guardando”. In famiglia, nel microcosmo sociale, era tipo picchiare il figlio più debole per dare una lezione a tutti gli altri. Non so se avete mai visto i Teen Titans, a un certo punto il demone più potente del mondo, il padre di Corvina, le dice che per iniziare a essere anche lei un vero demone, nel classico rito di iniziazione, prima deve nutrirsi degli incubi dei bambini e poi scagliare la sua ira contro i suoi amici: “ti consiglio di iniziare colpendo il più debole…”. Esatto! Quante cose insegnano i cartoni, solo se le vuoi vedere, chiaramente.
Ecco, quindi, abbiam preso la ragazzina dodicenne che quando ci vede le tremano le gambe e non fa altro che andare in giro a dire quanto siamo fighi e belli e migliori… e la abbiamo umiliata, davanti a tutti e lei tipo “grazie mi hai notata, ti amo”. Infatti, molti giornali son partiti con i titoli sensazionali “oh, la grande america si è accorta di noi”, un po’ come quando accadde il fattaccio di Rigopiano.

L’America, come un vecchio pedofilo: ho poche energie, concentriamoci sulle gambette corte dalle menti malleabili.

Ok. Certo, qui non si fa che prenderli in giro per via di Trump, ed esistono larghi gruppi di persone che boicottano i prodotti americani, non vanno mai da McDonalds… forse un po’ ce lo meritiamo. Ma io vi dico una cosa, se non si è mai stati il bersaglio sbeffeggiato dalla comunità tutta ‘sta cosa forse non si può capire. Io purtroppo la capisco e a fondo mentre affondo (cit. bacio perugina).

Un’ultima cosa vorrei dire “AHAHAHAHAHAHA, UN POLITICO COMICO!”. Perfetto, allora perché dovremmo dare retta alle parole di un comico? 🤔
Non sapete nemmeno scherzare. 😚

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Io dico no al razzismo

A me pare che il razzismo sia un modo di pensare radicato. Ci sono i Rossi che vivono a piazzale Loreto in un appartamento di 200mq. Hanno una colf peruviana che vive in un monolocale a Bicocca. Essa paga lo stesso affitto dei suoi padroni, ops, ma loro l’affitto non lo pagano, e spende praticamente tutto in abbonamenti della metropolitana. Non mangia. Alla fine del mese, con le dovute restrizioni e qualche lavoretto extra, la pulizia dei bassi fondi della signora Verdi, una vecchia arcigna ricca che hanno inspiegabilmente abbandonato tutti, ella riesce a spedire a casa una trentina di euro. Lì in Perù ci stanno suo marito, disoccupato, e i suoi figli, la mensilità li aiuta a pagare il mutuo, la danza, il nuoto e tutte le altre cose indispensabili a un millennial per crescere felice e annoiato tendente al suicido per un fatto di bisogno di brio.
Detto questo, avendo appurato che la nostra amica peruviana, che per comodità chiameremo Maria, passa la maggior parte del tempo a rovistare nella merda altrui, merda altolocata però, bisogna dire che la famiglia Rossi si dà da fare nel campo dell’antirazzismo. Uno, hanno dato lavoro a Maria mantenendo la sua famiglia. Due, si dichiarano apertamente antirazzisti, anche su facebook. Tre, avendo raggiunto una certa età e i figli ormai son grandi, stanno pensando di adottare un paio di bambini di colore.

Tutto molto bello, idilliaco. Ma io dico che questo è razzismo, puro. Ma chi te l’ha detto che Maria ti deve lavare il culo? È povera, viene da un paese straniero e che altro dovrebbe fare? Bravi! I miei complimenti. Chi ti ha detto che quei bambini che vuoi adottare non avrebbero preferito stare con la loro famiglia e finire magari su uno di quei volantini dell’Unicef, presto anch’essa implicata nella questione molestie? Il razzismo è pensare per scomparti stagnanti (lo preferisco a “comparti stagni” 😉).

Sono decadi che il decadimento si diffonde, si dà agli italiani ciò che si pensa che gli italiani vogliano, lubrificanti sottobanco ultra economici. Li si riempie di stronzate, inutili riempitivi, rendendoli automaticamente razzisti, identificandoli in comportamenti codificati. L’errore è pensare che la razza sia qualcosa di fisico. La razza è mentale.
Le sudamericane ci lavano il culo, le nigeriane ce lo danno… pensieri creativi di questo genere.

Ora io pretendo di sapere quanti di quelli che si battono per l’integrazione razziale non hanno un filippino che va a casa loro a fare le faccende. Razzisti. Siete voi i razzisti. Io manco se avessi i soldi farei pulire il mio cesso a qualcuno.

Parliamo anche di Ghali, della canzone prointegrazione che ha scritto. Quanti come lui possono definirsi come lui? È chiaramente questione di determinazione e talento (soldi). Ma lui ci sforna una bella canzone ritmata che ci soddisfa tutti nei nostri pensieri, che ci tiene lì calmi nei sobborghi della nostra esistenza usando i tanto comodi luoghi comuni dove ci troviamo sempre a fare gli scontri ideologici, a sfogare la violenza, “loro non lo dicono mai ma piangono contro i muri, fuori però coi duri” (non son proprio certissima di questa citazione 😀). La parabola del bullo che la forza è stato il motore della sua esistenza e della sua bella sorretta dalla beltà dei lividi del suo amore; a quarant’anni quando forza e bellezza li avranno abbandonati, si separeranno. Lui troverà una giovane cinese bisognosa di permesso di soggiorno e lei un giovane toro di colore che le restituirà un lato sessuale tanto a lungo dimenticato.
Questo non è giusto amici, lo sentite anche voi? C’è sempre abuso di potere, predominanza, sfruttamento, supposizione d’inferiorità. Sta a vedere che tanti di questi antirazzisti in realtà sono narcisisti che esercitano potere ma sono buoni, perché sono antirazzisti.

La verità? Volete la verità? Non siete filantropi, avete bisogno di quei poveri, che prendete per il culo solo se non extracomunitari, per continuare ad arrotolarvi nel lusso. Un povero non può alzare la testa deve tenerla piegata per pulirvi il culo per integrarsi. La verità è che solo l’ignorante mediamente povero ha bisogno dello stato che di fondo se ne frega se non di continuare a mantenerlo povero perché c’è bisogno di poveri che hanno bisogno.

Licenziate le vostre colf, le vostre badanti, le vostre puttane… i vostri carlini.

Una lettera d’amore

Ciao, Maurizio, oggi è San Valentino. È da tanto che volevo farlo, ma visto che oggi è oggi ho preso la palla al balzo e ho deciso di scriverti. A proposito di palle spero che le tue stiano finalmente bene.

Noi non ci conosciamo. O meglio io sì, son certa di conoscerti, ma tu non sai che esisto ecco perché ho deciso anche di scriverti.
Preferisci che ti chiami Maurizio o Paolo?

Son certa che tu sei un uomo buono. Forse l’uomo che ho sempre sognato. Cerco soprattutto un’amicizia finalizzata allo scambio di idee creative. La sessualità non mi importa. Mi siedo, no non posso stare seduta, mi metto lì poggiata a una colonna ad ascoltarti. Io ho problemi con la memoria. Per quanto riguarda la mia esistenza ricordo quasi tutto, purtroppo, nei minimi particolari, di tutto il resto fatico un po’ a trattenere date nomi… invece so che tu sei pure un pozzo di scienza da cui vorrei attingere con educazione, se non ti spiace.

Non so bene come sei fatto tu anche se forse un po’ ti ho già idealizzato, ma io ho una paura matta degli altri, ho incontrato solo persone che ti aprono la testa come una noce di cocco e poi ti succhiano il liquor con la cannuccia e quando ti giri pazientemente e dici “scusa mi stai facendo un po’ male”, ti guardano storto e ti accusano di non averli fermati per tempo quando cercavano i buchini nei quali in genere si infila lo scalpello da prendere a martellate. Forse hanno ragione ma so che tu sei diverso, gentile come me, allora forse non ci parleremo mai, ma almeno io ci ho provato, ora sta a te.

Ti seguo da sempre. Non proprio pedissequamente, il giusto, diciamo. Ho capito che saresti l’uomo giusto per me, con moderazione. Per dimostrarti che ti seguo ti dirò che come donna sono abbastanza completa. Mi piace cucinare. Spesso rimango in silenzio a meditare su una nuova ricetta. Ma leggo anche tanto sullo spazio, a volte la scienza, anche un po’ di chimica… sono dotata di fervore politico e ho un carattere deciso ma non invadente, abbastanza forte.

Se mi prendi con te, a distanza, ti prometto che ti do anche la mia email e magari una volta al mese possiamo scambiarci messaggi sul tempo.
Dimenticavo: mi piace anche molto la filosofia, la psicologia spiccia e l’antropologia comparata.

Con l’amore non sono messa benissimo. Di base a me gli uomini sembrano tutti terroristi pedofili puttanieri che vogliono ficcare gratis per poi abbandonarti all’autogrill di Somaglia. Se vuoi possiamo incontrarci lì. Ci salutiamo da lontano e magari ci scappa pure un sorriso e poi ognuno a casa propria. Che ne dici?

Ora ho quasi paura che mi rispondi.
Te l’ho detto che vivo sulle colline piacentine? Non siamo lontani. A me piace tantissimo camminare.
Ho diversi programmi politici di cui vorrei parlarti…
Magari un giorno ti scrivo un’altra lettera. Fammi sapere se ti va.
Cosa ne pensi di Saviano?

#DissensoComune

Vorrei subito azzardarmi nel dire che i generi non esistono. I generi sono delle gabbie che imprigionano il nostro io in dogmi societari che ci stanno stretti. Vestitini stracci che mettono in mostra le nostre membra. E tutto questo non è giusto. Ecco perché noi donne ci metteremo tutte insieme contro i maniaci del sesso: gli uomini.

Il testosterone? Abolito! Noto come ormone della violenza e della calvizie, e gli uomini calvi si sa sono cattivi, non lo lasceremo mai più circolare libero in vasi sanguigni comunicanti.
Fin dalla nascita boccette di estrogeni per tutti miscelati nel latte materno.

Io, lo ammetto, forse un po’ a bassa voce, ho sempre desiderato essere maschio per poter partecipare attivamente alla vita politica. Fondare un partito. Che sogno!
Ora uno viene e mi dice che esiste Emma Bonino o Rosy Bindi. Bravi! O troie o suore.
Cioè, anche in politica, la donna ha il dovere di fartelo rizzare oppure quando sei a lavoro che ti vergogni accada un tale inconveniente deve essere come una secchiata di acqua fresca; tutto gira intorno a quello: immagine e sesso, per quanto riguarda l’impegno e la preparazione son gradite amenità di ordine statistico: “preferisci prenderlo nel culo prima o dopo avermelo succhiato?”.
Io voglio essere come Andreotti. Angela Merkel, ecco lei forse sì che un po’ si avvicina all’idea.

Ma veniamo ai provvedimenti da attuarsi nell’immediato. Gli uomini coi capelli lunghi? Via. Strappiamoli loro con la ceretta. Non possono e non devono scimmiottare il genere ché non esistono i generi e quindi cosa ti permetti di scimmiottare?

Parole che non potranno più esistere perché offensive nei confronti del genere femminile:
-vacca
-troia
-fossa biologica
-pattumiera
-vecchia
-latrina
-Geppi Cucciari

-cose così (se volete aggiungerne altre ben venga).

L’altro giorno ho visto una puntata del programma di Borghese e c’era una tizia che dava un voto basso a un ristorante perché non veniva servita per prima e dice che il Galateo prevede così. No. Nemmeno questo. Non va bene. Non ci possono essere differenze di genere e/o di razza. Dobbiamo essere tutti uguali e avere lo stesso trattamento.

Tutti i nomi che finiscono per o. Debellati! Nel mondo tutti si chiameranno Andrea Luca, massimo Nanni.

Asia Argento diventerà la presidentessa dell’universo.
Perché secondo me una ragazza che ha avuto una vita così difficile e poi è riuscita comunque a emergere bene nella vita, non può che essere l’esempio paladina delle donne.

Circoncisione obbligatoria (totale).

Le modelle? Tutte nel calderone. Basta con questi uomini che vengono addosso a queste povere donne. Che oggettificano la donna sessualizzandola. Basta! Basta far sentire inadatta una donna brutta. Sarà sempre una scelta di comodo mentre la nostra immaginazione viaggerà tra le gambe di donne almeno attraenti. Non vi è alcuna differenza tra il dire e il fare, lo dice anche un proverbio. Questa educazione societaria è la base delle molestie, il trampolino di lancio.

Noi donne famose ci siam messe insieme per aiutare quelle comuni a non tenersi dentro le cose così non farete carriera di certo. O meglio tenetevi dentro ciò che serve 😉.

Asia, la signora assoluta dell’universo, è arrabbiata perché gli americani son meglio di noi. Gli Americani fanno i nomi. Il lupo cattivo Weinstein e qualche altro fastidioso vecchio che magari oggi non serve più ed è contrario alla corrente politica contemporanea.

Ma voi le vedete o no le donne appollaiate di fianco al letto del loro amato ad attendere che dica “sali pure qui di fianco a me (e alla tua migliore amica)” pronte con l’olio bollente in mano per incassare l’assicurazione?

Poi dice che son strana a non appoggiare certi movimenti che son così ridicoli, un insulto all’intelligenza umana, come gli sms per salvare un emigrato da morte certa nel mare.