Una lettera d’amore

Ciao, Maurizio, oggi è San Valentino. È da tanto che volevo farlo, ma visto che oggi è oggi ho preso la palla al balzo e ho deciso di scriverti. A proposito di palle spero che le tue stiano finalmente bene.

Noi non ci conosciamo. O meglio io sì, son certa di conoscerti, ma tu non sai che esisto ecco perché ho deciso anche di scriverti.
Preferisci che ti chiami Maurizio o Paolo?

Son certa che tu sei un uomo buono. Forse l’uomo che ho sempre sognato. Cerco soprattutto un’amicizia finalizzata allo scambio di idee creative. La sessualità non mi importa. Mi siedo, no non posso stare seduta, mi metto lì poggiata a una colonna ad ascoltarti. Io ho problemi con la memoria. Per quanto riguarda la mia esistenza ricordo quasi tutto, purtroppo, nei minimi particolari, di tutto il resto fatico un po’ a trattenere date nomi… invece so che tu sei pure un pozzo di scienza da cui vorrei attingere con educazione, se non ti spiace.

Non so bene come sei fatto tu anche se forse un po’ ti ho già idealizzato, ma io ho una paura matta degli altri, ho incontrato solo persone che ti aprono la testa come una noce di cocco e poi ti succhiano il liquor con la cannuccia e quando ti giri pazientemente e dici “scusa mi stai facendo un po’ male”, ti guardano storto e ti accusano di non averli fermati per tempo quando cercavano i buchini nei quali in genere si infila lo scalpello da prendere a martellate. Forse hanno ragione ma so che tu sei diverso, gentile come me, allora forse non ci parleremo mai, ma almeno io ci ho provato, ora sta a te.

Ti seguo da sempre. Non proprio pedissequamente, il giusto, diciamo. Ho capito che saresti l’uomo giusto per me, con moderazione. Per dimostrarti che ti seguo ti dirò che come donna sono abbastanza completa. Mi piace cucinare. Spesso rimango in silenzio a meditare su una nuova ricetta. Ma leggo anche tanto sullo spazio, a volte la scienza, anche un po’ di chimica… sono dotata di fervore politico e ho un carattere deciso ma non invadente, abbastanza forte.

Se mi prendi con te, a distanza, ti prometto che ti do anche la mia email e magari una volta al mese possiamo scambiarci messaggi sul tempo.
Dimenticavo: mi piace anche molto la filosofia, la psicologia spiccia e l’antropologia comparata.

Con l’amore non sono messa benissimo. Di base a me gli uomini sembrano tutti terroristi pedofili puttanieri che vogliono ficcare gratis per poi abbandonarti all’autogrill di Somaglia. Se vuoi possiamo incontrarci lì. Ci salutiamo da lontano e magari ci scappa pure un sorriso e poi ognuno a casa propria. Che ne dici?

Ora ho quasi paura che mi rispondi.
Te l’ho detto che vivo sulle colline piacentine? Non siamo lontani. A me piace tantissimo camminare.
Ho diversi programmi politici di cui vorrei parlarti…
Magari un giorno ti scrivo un’altra lettera. Fammi sapere se ti va.
Cosa ne pensi di Saviano?

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3 pensieri su “Una lettera d’amore

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