La mascherina

Un argomento a dir poco estremamente interessante.

Partendo dall’assolutamente mai detto “persona in latino significa maschera” , ma anche personaggio, figura, persona, condizione, stato, autorità ◊ civitatis personam gerererappresentare (copiato e incollato, eh) la città (o lo Stato), faremo un ragionamento mentetomente, oh tu sagace lettore e io deficiente.

È chiaro che per piacere agli altri è necessario mentire partendo dalle basi della buona educazione, creanza, bon ton, civiltà… chi avrebbe per esempio il coraggio di dire proprio oggi che quei denti di Hawking non si potevano vedere. Nessuno.
Per piacere, perché altre persone non ti odino, è necessario indossare una maschera imbonitrice.
Si può addirittura dire che siamo tutti venditori della Avon, ma meglio della Herbalife, perché noi non intendiamo render belli coloro che ci si accostano con il prodotto che vendiamo, noi stessi, ma vogliamo che credano fermamente che il nostro prodotto sia sano e che li renderà sani, senza sforzo, solo magari toccandolo, soprattutto in certi punti: 😉.

Ed ecco che ci presentiamo sdentati, mentre magari la piorrea ci fa cadere qualche altro incisivo durante la presentazione del prodotto, grassi, con uno strano eritema sulla calvizie (ricordo che tutti i calvi sono cattivi proprio come i ciccioni, quindi calvo-ciccione: MALE ASSOLUTO!), le occhiaie nere come la pece, anzi, la pece è da lì che si ricava; una tosse grassa che fabbrica rospi, quelli che se li lecchi ti mandano in estasi ma senza peli sulla lingua. Una grossa cisti sulla fronte sta per esplodere. “Guardi signora l’assicuro che questo prodotto eliminerà tutta la sua cellulite, poco importa che si trasformerà in un tumore letale al pancreas. Ops, l’ho detto ad alta voce ma anche questo…”.

Cose così, questi son gli approcci amicali, soprattutto in età adulta.

Ci possiamo immaginare, per dire, un premier che vince le elezioni dicendo “votatemi perché ho bisogno di soldi, la mafia mi sta cercando!”? Ovviamente no. Ci aspettiamo che ci dica “ti rimbocco le coperte ogni sera non prima di averti letto la storia della buonanotte…” esce fuori dalla stanza una dolce curva vecchina che si toglie il pastrano ed è in realtà Cthulhu.

Una cosa che mi ha sempre sconvolta da bambina era l’euforia che ti possedeva nell’indossarne una, di mascherina. Ricordava proprio quella sicurezza di anonimato tipica dei pixel sugli occhi: “così non mi riconosceranno MAI!”.
Ma perché? Come poteva un oggetto così piccolo e inutile cambiare tutto? Mi chiedevo col cervellino grande come quello di oggi.
Purtroppo la risposta è molto semplice ed è quasi sempre la stessa. Tutti sappiamo chi c’è sotto quella maschera, tutti sappiamo che la signora Maria felicemente sposata da quarant’anni con 5 figli e quattro nipoti e un onesto marito amorevole, va ai raduni sadomasochisti e si fa appendere al soffitto mentre una serie di uomini in cerchio fanno dei test sulla sua resistenza a svariate prove di poco interesse. Tutti lo sanno ma non vogliono saperlo.

Tutti sanno come sono nati i bambini e che mamma e papà fanno s….o ma… non vogliamo saperlo, ca**o!
Tutti capiscono che quel regalo a forma di libro ricoperto di carta a forma di libro, in realtà son 3 dvd impilati, ma non lo vogliamo sapere.

Fingere di non sapere: l’ultimo godimento massimo assimilabile al trattenimento della pipì che fa esplodere le reni.

Uno dice “pensavo che queste cose esistessero solo negli anni 80” (tipo astuto) e invece… il nostro pupazzetto di pezza preferito pieno di buchi logoro d’amore sciupato d’abbracci… è ancora lì su Instagram che prende like ché le cose decadenti ci piacciono, il vintage tira.

È bello vivere in una società adulta.
E ora devo proprio andare che c’è mia madre che mi sta mandando un sacco di messaggi su Whatsapp. Ciao mater! ❤

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