The Show Must Go On

Il titolo non c’entra nulla col contenuto. La tastiera è tutta appiccicosa, Frida ieri ha voluto scrivere con il computer; le interessano solo la scrittura, la fantasia, i libri, la scultura, la pittura… un’altra infelice, si sa i poveri non si possono permettere l’arte, ma voi sapete quanto costa il didò? Dicevo, prima pulisco un attimo la tastiera. Ah, sì, ora sta suonando anche il pianoforte :-), a posto così. Non è che io voglia lamentarmi, anche se ritengo di averne il diritto, ma a noi poveri non è proprio concessa la creatività. Un esempio su tutti: mi era venuta voglia di scrivere dopo tanto tempo e… ho pulito la tastiera e ha smesso di funzionare, la canzone che stavo ascoltando e aveva ispirato il titolo di questo sudatissimo post scritto (battutona gioco di parole che piacerà solo ai segaioli del pensiero come me) è volata via insieme all’idea dell’esistenza del mio computer portatile e al Wi-Fi Vodafone che salta, va e viene, per farti provare il brivido della giostra… ed eccomi qui, tenace e ostinata, di nuovo di fronte a questo minuscolo schermo acquistato in tre anni di rate per rovinarmi la vista. Se fossi una che bestemmia credendoci, sarebbero partite abbastanza tante madonne, ma bisogna avere pazienza, per esser poveri e non fare una strage.

Ma di cosa volevo parlare io? Me lo ricordo ancora? Sì, dell’amore, come donna dovrebbe essere il mio sentimento più speciale si sa, ma io credo di aver capito delle cose. All’inizio dicevo che il titolo era fuorviante ma non è vero, perché quella dovrebbe essere una canzone trasportante, passionale, creatrice di lacrime e invece è stata scritta con la ragione più pura e la più fine attenzione atta alla commercializzazione. Ora ci si mette pure facebook a mandarmi mail e a bloccare la radio che stavo ascoltando, perfetto!
Un uomo che stava morendo, ma sarà poi morto veramente o avrà fatto finta come molti altri perché si era rotto le balle di intrattenere noi beceri mostruosi esseri comuni (?), che scrive una canzone per salutare i suoi fans (antinfiammatori) ricondando loro che sarà sempre accanto a loro grazie alla musica che non morirà mai. Ma in fondo che importa, che ci importa del sottotesto, del lavoro dietro le quinte… ora c’è Frida che mi manda i messaggi su Whatsapp… a noi interessa che ricrei quel sentimento di abbandono alla materna mentre urlavamo “MAMMA NON TE NE ANDARE, NON LASCIARMI, VOGLIO LA MIA MAMMA!”, e che stuzzichi le nostre paure, la paura di morire ma per fortuna per ora è toccato a lui e non a me. Ciò che funziona, l’abbiamo detto tante volte, è ciò che ci dà Selvaggia Lucarelli, una realtà posticcia, unticcia e appiccicaticcia, la stessa che ci danno i giornali per vendere di più. Forse un po’ siamo scemi, è vero.

Ciò che conta, anche, è che Freddie Mercury fosse un omosessuale extracomunitario che ce l’ha fatta, no dai scherzo, è che pure egli, come Kandinskij, visse tutta la vita alla ricerca della perfezione, nel suo caso vocalica, che apparisse però scevra di cotale ricerca. Ecco perché il talento, e non nel suo senso economico di moneta che fu, non ha alcun senso di esistere, praticamente nessuno che ha talento diventa famoso senza morire a 27 anni. E così possiamo finalmente legarci al discorso promesso sull’amore. Tutti dicono l’amore è la passione, senza passione l’amore non esiste, il matrimonio è la morte dell’amore… ok, ok. Per questo esistono gli amanti, uno si sposa e si fa l’amante. Gli amanti non vivono insieme, la quotidianità non inquina i loro sentimenti ed essi sì che possono amare. Non scoreggeranno mai uno di fronte all’altro, mai un rutto uscirà dalle loro labbra, mai aria verrà rilasciata in alcun modo.

Ecco, la passione. In fondo l’amore è connesso, è strettamente connesso, al desiderio. E cos’è il desiderio? Aria fritta, quell’aria di prima che dev’esser trattenuta, perché sgradevole e piena di anidride carbonica che crea poi il riscaldamento globale. Il desiderio, tutti dicono che una volta ottenuto ciò che si è desiderato sia necessario desiderare qualcos’altro e quindi manco essere in grado di prendersi cura di una pianta che quando cresce che palle, ci ha già stancato, abbiamo bisogno di una nuova sfida. Il talento non si può controllare, non può essere commercializzato e il desiderio è in mano alla pubblicità. Forse, più che sull’amore dovremmo concentrarci sull’affetto che non passa si crea cambia.

Non so quando scriverò di nuovo. So che tutto quello che ho scritto fino a oggi mi fa schifo e già questo ora che lo rileggo… 🤔

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4 pensieri su “The Show Must Go On

  1. comunque, a parte tutto, l’importante è ‘a salute, a salute ed un par de scarpe nuove o almeno arisuolate e da come scrivi me pare che tutto sia in ordine
    pppppppppppprrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr
    oh scusa, non perché siamo intimi, ma nel mio caso è l’età, Tu nemmeno immagini li sconvolgimenti che ti crea lo scorrere del tempo, però ti auguro di poterlo verificare di persona

    Piace a 1 persona

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