C’era una volta l’umorismo

L’umorismo nero abbiamo stabilito sia una brutta cosa infatti nel caso delle molestie che si spostano dove serve, ci voglion sempre dei capri espiatori, sempre, altrimenti si dovrebbero condannare i 3/4 degli esseri umani, Louis C.K. è stato colpito mortalmente. Anche se l’umorismo nero ancora esiste nella sua forma più esatta: infatti esistono ancora comici di colore (marrone 😊). Dopo questa bella battuta possiamo procedere rapidamente. Io comunque ancora mi chiedo perché non abbiano censurato I Watussi.

Si diceva. Il primo a esser rinchiuso in un campo di concentramento, e mi scuso se ho usato questa metafora, non lo farò più, ma pensavo che si potesse fare con concentramento, un gioco alto, tipo qui si parla di concentramento di pensiero e non di persone. Però mi rendo conto sia una metafora infelice proprio oggi dopo ieri, e poi magari se uno ha voglia di ricordare qualcosa affrontandola in simpatia, è chiaramente un superficiale e infatti adesso andrò a suicidarmi per onorare del tutto il mio dolore (fisico. DOLORE FISICO! https://youtu.be/vWz9VN40nCA). Come si fa per esempio a cagare mentre uno mangia? O a vivere mentre uno muore e magari stai pure ridendo e non sai neanche che è morto? Come VI PERMETTETE A STARE BENE MENTRE IO STO MALE? Come può la Conad vendermi a prezzo d’oro una boccetta di olio di mandorle con il chip antistupro attaccato e la scatola sporca di olio sul fondo? Come può vendere (sempre la Conad) il vino bianco nello stesso identico contenitore del latte (che poi magari lo metti nel caffè, le classiche specifiche per i ritardatari)?
Per primo si presero Luttazzi. Tutti pensano fu colpa di Berlusconi. Il Berlusca con tutte le schifezze che fa che ha fatto e ha rese pubbliche? Raga, aprite gli occhi. Come mai poi non si è mai più ripreso, non è mai più stato reintegrato? Oggi, lo si può vedere tranquillamente elogiare il partito democratico, ius soli, gender e quant’altro, ma rimane lì, isolato, perché? Forse se torna al governo Silvio… lo ripiazzano in tv a prenderlo in giro e finalmente ritorneremo totalmente agli anni ’90 (per fare cifra tonda, dai, elasticità); ma ora no. Perché il satiro in genere dovrebbe prendere in giro i dominanti, e qui si parla di gente molto permalosa che magari non prende in giro ad alta voce per paura di esser presa in giro a sua volta, meglio non rischiare. È un po’ come quando si alternano i partiti tra regioni e stato, è una cosa complicata da capire.

Poi Maurizio Milani. Io lo conosco da sempre, artisticamente parlando, ovvio, anche se mi piacerebbe conoscerlo di persona (pure Luttazzi, magari una cena con loro due: che figata!). Tutti pensano che i comici vengano colpiti a livello politico, perché un’artista deve per forza schierarsi, ma non è così ed è chiaro soprattutto nel caso di Luttazzi, ciao Daniele se mi leggi ti voglio bene anch’io. Insomma, io andavo a dormire tardi per vedermi Su la testa e Milani era uno che odiavo proprio, talmente era bravo a fare lo stronzo cinico medio. Oggi, pur rimanendo un comico fantastico, è relegato in piccoli spazi a scrivere solo finte lettere d’amore. E deve rimanere lì tranquillo eh, perché lo teniamo d’occhio.

La comicità accettata è quella di amici arararara e di Cipollino. Bello vedere gli italiani che fanno beautiful, gli italiani arricchiti, deficienti da prendere per il culo, perché tanto comunque loro si senton sempre inferiori e non riusciranno mai a essere come noi nobili.
È un mondo triste. Un mondo dove i giornali forniscono i più microscopici particolari di efferati delitti ma guai a te se fai una battuta.
Certo, siam tutti d’accordo, alcune battute sono orribili (come quella dell’inizio di questo post). Ma sfido chiunque a muovere il primo passo in un campo minato.

Ad esempio io stanotte venivo colta dal demone della creatività, stavo per scrivere una roba sul giorno della memoria e poi puff, la paura. Sono già isolata abbastanza diciamo e non sono né Luttazzi né Milani, ma magari!

Oggi funziona fare la vittima, non per noi poveri sia sempre ben chiaro, come insegna Cenerentola bisogna sorridere e cantare mentre ci schiavizzano, il nostro destino (“ma lei non si lamentava”).
Sai quante volte la gente di Striscia la Notizia o delle Iene, è stata presa a mazzate? Ma oggi che figata renderlo pubblico ogni cinque secondi. Che bello il macabro! Che bello studiare millimetricamente le ferite e i loro composti! Questi due strepitosi programmi (certo le Iene molto meglio di Striscia) funzionavano con la provocazione, tipica del bullo. Ma oggi, nell’era del nerd, la vittima del bullo o il bullo bullizzato funziona mentre il nerd si mangia i popcorn e se però ti rivolgi a lui e gli dici “brutto nerd!”, ti accusa di molestie.

Rip senso dell’umorismo.
La gente che fa i banchetti in America durante i funerali o quelli che mettono il defunto seduto al tavolo durante il buffet… TUTTI IN GALERA!

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Il piccolo dittatore

O “Della vera natura dell’essere umano” – homo homini lupus.

Era un libro a fumetti che più di 15 anni fa volevo scrivere, immediatamente dopo la nascita del mio primo nipote. Però non ho avuto grandi appoggi, più che altro sonore risate, e io ho sempre avuto bisogno delle stampelle, oggi invece devo dire che son migliorata riuscendo persino a camminare con le gambe fratturate. Essere madre aiuta abbastanza a tirar fuori la forza altrimenti i frutti chi li sostiene? (eheheheheh)

Ma qui non dobbiamo parlare di me. Dobbiamo parlare dell’uomo, della sua natura. Ritengo, da quando sin da subito qualcuno cercò di soffocarmi nella culla (uno dei miei primi ricordi) che non sia vera la supposta natura angelica del bambino. Penso che sia assolutamente idiota separare l’individuo dall’ambiente circostante. Sempre. Dal primissimo lamento precursore di una vita di lamentele.

Il bambino, come tutti, deve lottare per la sopravvivenza e questo incarognisce, si sa, soprattutto se non sei André de Giant. Deve fare sorrisi per esser nutrito, non esagerare con i pianti altrimenti rischia di ammalarsi di morte in culla. Trovare intorno a sé esseri manovrabili che lo portino in giro alla scoperta del mondo: il salotto, la cucina, il bagno, lo sgabuzzino 😮…
Quindi, non è vero che c’è la bontà nel cuore del bambino poi sporcata dal mondo che lo circonda, no, nel bambino c’è solo ego e dominanza, nient’altro, la bontà si impara dopo. Ecco perché tutti sono così convinti che esser buoni sia da deficienti, perché si attribuisce la bontà al neonato, noto deficiente.

Ora però devo cucinare. Ne riparliamo più tardi.

Il bambino è il primo a identificare e agire sul senso di colpa. La prima leva dell’essere umano, insieme al ben noto ricatto affettivo, così simili, così indissolubili. Questa è la forza su cui può contare “se non fai come ti dico rischi di costellare la mia infanzia di traumi e quando ti libererai di questa colpa? QUANDO? Nella tomba, amico mio”, è il ben noto “licenziamento senza giusta causa, la causa la decido io e oggi mi girano particolarmente le balle, ma guarda un po’…”.

Si può forse isolare un fagiolo borlotto dal minestrone? Si può forse negare che esso un po’ padroneggi nell’insieme con quel suo gusto morbido di terra lavata e sciolta friabile farinosa?
Non esistono più le grandi famiglie proprio come il proletariato e quindi basta pensare all’uomo come un cane, egli è un cane solo nel senso che fa schifo, ma i cani non fanno schifo. Egli è uno di quei cani di oggi coi ciuccini in testa pieno di problemi psicologici eritemi e psoriasi transaminasi che quando vede un altro suo simile inizia a scavare una buca per riporcelo delicatamente chiamandolo “amico”, e un amico si sa è un tesoro. Quando si prenderà atto del nulla cosmico impiantato nel cervello dell’uomo moderno, forse solo allora avremmo inventato delle macchine che saranno meglio di noi e allora via con adolescenze per sempre.
La teoria dell’evoluzione non è sbagliata perché dice che proveniamo da un topo diventato scimmia ma perché proprio l’uomo non evolverà mai.

Una chicca per la Boldrini: lei signora cosa pensa della locuzione (verbale 😉) “patrimonio genetico”, come si pone in merito?

Natale sta finendo

Ebbene. È di nuovo tardi e sta di nuovo finendo natale. Mi chiedo perché nessuno abbia mai scritto “natale sta finendo”, canzone che scatta esattamente a quest’ora e finisce il giorno di Santo Stefano. Che noia le maiuscole. Devo anche ricordarmi un sacco di cose che probabilmente dimenticherò di scrivere. È già quasi un’ora che cerco di ricordarle. Ad esempio ora se ne sta inserendo un’altra: se è vero che gli occhi azzurri son privi di colore e riflettono i colori assorbendoli risultando quindi quasi sempre marroni perché il marrone è ovunque (ricordo la teoria del pongo: li univi tutti insieme e puff ecco il marrone :-O), insomma, se questo assioma è vero allora quando vediamo gli occhi azzurri stiamo sempre fissando delle lenti a contatto?

Mi stavo chiedendo se far di questo post un post del blog ma ancora mi sento talmente inferiore agli scrittori che nemmanco una blogger (potrei essere).

Il motivo per cui mi scordo le cose l’ho ripetuto credo un miliardo di volte ma ora lo colorisco un po’: ma come cazzo si fa a ricordarsi tutte queste stronzate?
Ora ad esempio sto pensando ai genitori che picchiano i bambini perché han detto una parolaccia. Il metodo funzionante che le ha rese sempre più interessanti.

Ma perché le maiuscole sono una noia? Perché mettiamo gli spazi bianchi tra un paragrafo e l’altro? Per riposare gli occhi e di certo non son più fastidiosi di certi utenti Instagram che pubblicano ogni tanto pagine bianche e chiaramente espliciti esempi della loro profondità meditativa.
Le maiuscole son noiose perché inutili e dannose. Capitaliste. Caporali. Massoniche. Infantili. Tutto minuscolo. O se preferite tutto maiuscolo. Basta con queste differenze di valori! Basta con queste preferenze per gli alti. Gli alti son fortunati perché fatican di più a sentire la puzza dei propri piedi. Noialtri no, purtroppo :-).
Natale dovrebbe esser scritto con la minuscola in rispetto per coloro che si chiamano Natale. Anche dio dovrebbe essere scritto minuscolo perché non lo si può confondere con nessun altro in una religione monoteista. Ma no. Noi dobbiam fare ed essere grandissimi stronzi ma scrivere con la maiuscola in segno di rispetto. Razzisti! Alle volte mi piace pensare che il dio in cui tanti stronzi credono esista veramente così da punirli una volta per tutte.

Ma di cosa volevo parlare. Dei paesi arabi. Di come ci faccia incazzare che lì le persone non si fanno problemi a dire ad alta voce alla luce del sole le cose come stanno. Le donne son peggio di un robot. Anche gli emigrati. Ma come diceva Lennon “woman is the nigger of the world”. E perché? Perché su Repubblica si indignano e scrivono “in Arabia Saudita han dato la cittadinanza a una donna robot mentre arrestavano la bambola gigante con le braccia scoperte”? Fa male, sì, è vero. Ma se fosse un dolore reale e persistente potremmo discuterne. In realtà è un passeggero fastidio che potrà passare dopo una bella cagata, o un riposino ristoratore, o una bella pioggia di caviale. La verità è che un robot è programmato, lo puoi spegnere quando ti pare e fa sempre quel che vuoi. Ciò lo rende decisamente più affidabile e più di valore di qualsiasi altro essere umano che magari un giorno si sveglia con la luna storta e finisce che non viene a lavoro per il proprio equilibrio mentale ma io ti licenzio e facciamo prima. Fa male alla connaturata sensibilità dell’uomo medio che spacca crani mentre chiede “come stai?”. Spiace. Ma è così. I robot funzionano meglio. Le donne? Le donne un giorno si alzano e “voglio sentirmi libera e felice!” e vanno a manifestare nude da qualche parte.
Certo, magari a un robot si scaricano le batterie. O si rompe. Lo rimpiazziamo.

Le donne. Le donne son speciali. Fanno i bambini. I bambini son bellissimi. Ma con la maternità surrogata e gli uteri di plastica puff. Niente le renderà più speciali di un uomo. Foto di Tiziano Ferro che si sfrega le mani.

Volevo scrivere un’ultima cosa e magari mettere tutto sul blog tanto… insomma. Poco fa ricordavo che alle medie c’erano alcuni che se solo gli rivolgevi la parola ti picchiavano. Mi son sentita meno schifosa.

Tornato/re

Pochissimi si accorgono di questo sottile evidente significato recondito del cognome di colui di cui parleremo oggi.
Ma non è solo lui è tutto, tutti.

Ricordo l’espressione: “auguri e figli maschi”. Certo, noi tutti sappiamo che tale espressione fu coniata nell’epoca rurale del raccolto proletario. Ma… esiste un ma, essa ha preso una strana forma nelle abitudini sociali, ha tatuato il nostro dna. Tutti, e con tutti intendo tutti coloro che possiedano la vista le orecchie e anche un cervello atrofizzato, notano nell’arco della loro esistenza la disparità di atteggiamento tra maschio e femmina.
Per intenderci facciamo due esempi, o forse uno non lo so. Io ero convinta che la situazione fosse così all’interno del mio microcosmo familiare in quanto terroni e invece: no. Poi incontrai questa ragazza del nord, benestante eh, dove sua madre appariva con un vassoio in mano nella stanza dei fratelli “vi va un po’ di succo d’arancia, dei biscotti?”. Da lei, non solo era la mia amica a portare a me ospite qualcosa ma anche si sentiva dire, mentre mi stava salutando “hai lavato i bicchieri che sei venuta a prendere prima?”.

Ma cosa c’entra tutto questo con Tornatore. Niente. Assolutamente niente 😊.
Perché se c’è una cosa che ci insegnano sin dal primo vagito, è che tutto ciò è assolutamente normale, che la disparità è giusta e che chi ne parla è solo una femminista con i peli sotto le ascelle.

Una madre è naturalmente innamorata, in modo asessuale per carità, del proprio figlio e così il padre della propria figlia ma segretamente anche del proprio figlio, in quanto (anche se non vi piace) ancora figli di una società eterosessuale sfornante marmocchi in modo naturale. Ecco, che in una società di questo tipo, troviamo megalomani che girano per il mondo con la convinzione certa che tutto sia dovuto loro. Perché? Perché io sono il cocco di mamma e io la cocca di papà.

Siamo noi genitori a dover far qualcosa? Certo che sì, ma anche la società assicurata pesantemente contro i prodotti avariati.
Quando questi figli pompati all’ennesima potenza non ritrovano nel reale la corrispondenza dell’amore famigliare ecco che diventano dei criminali, da strapazzo, ma comunque dei criminali.
Quindi la ragazza cui il ragazzo ha detto di no entra in depressione oppure lo uccide oppure può sempre accusarlo di molestie, potrebbe anche essere vero.

Oggi sono tutti re e regine.

Pure io son stata molestata innumerevoli volte. Ma se ne parlo, se ne parlassi ad alta voce, come dimostra la stessa Trevisan, le mie parole verrebbero travisate e rivolte alla soluzione sempre efficace e classica -> troiapazza.
Noi gente normale si sta zitta. Si manda giù.

I genitori dovrebbero responsabilizzare i propri figli, dar peso ai loro errori e non sempre essere condiscendenti grigliando in allegria i corpi uccisi dalla propria prole “lo vuoi con un po’ di salsa, amore?”.

Che poi Tornatore non ha fatto niente di male. Tutti, lungo il percorso della propria vita, incappiamo incidentalmente in buchi parlanti e in donne da tenere in cucina.

C’è anche da dire che esistono veri molestatori (la gente di destra o vecchi bavosi o brutti pelati grassi) e gente per bene di sinistra.
Io penso che la polizia già giudichi in base a questo criterio lapalissiano.

Peggio della molestia è uno che finge che la molestia non sia mai esistita.

Il caso Weinstein

Wein, vino, anagramma di vino in Inglese.
Letteralmente: Pietra di Vino o Vino di Pietra, duro al (con)tatto (con le papille gustative).

“Weinstein? Semplicemente un cesso!”, ha dichiarato una delle sue vittime.

Weinstein, parente di Einstein, non era ebreo.

Weinstein è stato punito. L’hanno escluso dalla mensa delle star, ma non del tutto: non potrà prendere il dolce con la panna, gli altri sì.

Weinstein? Ha dichiarato “di essere brutto e schifoso”, dice Frida (mia figlia, ndr; senza sapere nulla di lui peraltro).

“Per anni mio padre ha violentato giovani aspiranti attricette”, ha dichiarato Asia Argento.

Pochissimi sanno che la sorella di Asia Argento è scomparsa in quanto più brutta della sorella cui venivano date tutte le attenzioni in quanto bella.
È una cosa che non si dice mai perché Dario è considerato un regista impegnato e non lo si può quindi accostare a un bavoso schiavo della bellezza.

Nel mondo un sacco di bambine hanno massaggiato il proprio padre per un fatto di potere e un pizzico di affetto, ma non se ne parla mai.
Ricordo mi dissero “la tua è la manina più dolce”.

Asia Argento, ha detto quello che ha detto proprio in virtù del fatto che Weinstein, oltre a essere brutto ma proprio brutto, aveva smesso di inviarle i regali, non si sa se per il suo silenzio.
Di certo si sa che oggi, come la stessa attrice sostiene, lui non è più così potente e lei è diventata vecchia quindi: chisenefrega!

“Volevo solo diventare una grande attrice”, ha dichiarato, “ero giovane”. Oggi son vecchia e la fama me la posso rimpinguare solo sputtanando la gente 😉.
Forse questo l’avevo già scritto prima, non ricordo e mi trovo in un periodo di crisi.

Dice “certe cose dette poi da una donna non me lo sarei mai aspettato”(scusa :-(). Questo mentre il suo compagno storico, non lo nomino nemmeno per quanto mi sta sul cazzo (la puttana numero uno del mondo della televisione), la sta smentendo clamorosamente su Libero attraverso Sgarbi. Mentre, come al solito, anche in questo momento di dolore, la nostra deve spiccare “son stata io la prima a denunciare. Poi ho saputo che altre mi hanno seguita e son stata felice”. Mentre nigeriane minorenni sbarcano continuamente sulle nostre coste per giocare a briscola con i nostri vecchi.
Mentre ogni 3 giorni una donna muore d’invidia nei confronti di Asia Argento, il nuovo simbolo della libertà femminile nuda davanti allo specchio che si fa un selfie in barba agli operai (esistono ancora? 🤔) che se la vorrebbero bombare. “Ma nonononononono, non si tocca. Questo corpo può esser solo di brutti produttori finché non arrivano al duecentesimo posto tra i più potenti”.

Perché l’intervista è uscita su La Stampa?
Non è la sinistra italiana l’unica che possiede una certa qual morale, lo stendardo della bontà?

Se non fossi buona e saggia, qual io sono, direi che questo pare l’ennesimo capriccio della figlia di papà che nonostante il papà nonostante la vendita ripetuta del proprio corpo non è riuscita a diventare una grande attrice a discapito del suo riconosciuto talento.

In uno degli episodi di violenza da lei subita/i ecco che Asia dice “l’ho incontrato in una camera d’albergo. Con lui c’era un’assistente, ma lui poi l’ha mandata via!”. (invece di fare un cosa a tre 😊. Parentesi alla bisogna per i più bisognosi).

Quindi, in conclusione: in silenzio continueranno a essere violentate ragazze sconosciute che cercano di essere famose, fenomeno che mo’ si è pure allargato alle star di facebook e del web.
Asia diventerà famosa?
Verrà finalmente fuori che Weinstein in realtà è il mostro di Firenze?

Indipendenza

O dipendenza Indi.
Gioco di parole che nasce da una musica di merda, no scherzo è bellissima.
Potremmo fare tutto un discorso sulla dipendenza e i genitori che vogliono che i figli dipendano ma non dalle droghe… e invece andremo a caso, come sempre, raggiungendo vette metaforiche che mai avremmo potuto immaginare di scalare!
Ieri per esempio io ero sopra a una sorta di terrapieno che stava in mezzo a una buca profondissima circondata da calanchi pieni di conchiglie luccicanti e mi sentivo immersa nella storia stratificata davanti ai miei occhi e soffro di vertigini mi vien la nausea mentre guardo lo strapiombo e mi gira la testa e una forza, che chiameremo gravità, mi attirava verso quel buco, “la buca della balena”, dove (già) trovarono un paio di scheletri di balene interi. Bellissimo! E ciò dimostra che tutto si può fare.
Ma torniamo alla dipendenza.

Ce n’è bisogno per un fatto che nasce sempre in casa e i cittadini per esser governati si devon lasciare governare. Allora devono dipendere.
Tutto parte proprio dalla mamma che ti struscia la tetta in faccia e gode, gode del potere che ha su di te, MISERA CREATURA.
Poi, appena compi tre anni già spera di rimanere incinta di qualcun’altro che altrimenti chi dipenderà ancora così tanto da lei!
Io ‘sta cosa proprio non la capisco, perché son proprio veramente per la parità e lo scambio, non mi piace che nessuno dipenda da me e non vorrei dipendere da nessuno.
Ma facciamo una breve digressione dopo il punto a capo.

Dunque, voglio scrivere un libro, quasi un thriller mozzafiato, che sviluppa una semplice teoria: Yara Gambirasio è stata uccisa perché i suoi genitori non la mandavano a mensa e addirittura non volevano lasciarla a scuola il pomeriggio.
Si parte dal presupposto che se uno si vuole anche solo un attimino allontanare dal prestampato ambientale che la società impone: un rullo compressore (generatore di depressioni) che se solo il tuo fisico presenta un lieve rigonfiamento, anche solo un brufolo, è pericolosissimo perché vien subito schiacciato e inizia a scorrere molto sangue e muori.
Certo, la società ti dice “non è vero! Noi siamo per le differenze! I gay comprano un sacco di stronzate che gli extracomunitari fabbricano! E le foto dei down o degli stramboidi in generale piacciono a tutti: mettendo il like ti assicuri la salvezza eterna e ti senti fortunato che non sei tu in quella foto o uno a cui vuoi bene!”; qualcosa del genere ma cerchiamo di cambiare discorso che poi finisce che mi ripeto e magari sembro poco lucida.

I genitori di Yara pensavano che il modello antico di famiglia uscente da un utero potesse ancora funzionare. Cioè tipo “che figata fare la madre! Godiamoci i nostri figli!”. Ed è ora che inizia il giallo. Non si fa. Tu devi essere una madre che si sente menomata dalla presenza di un figlio. Gambizzata nel tuo processo di macchina del sesso che non fabbrica figli. Devi desiderare che tuo figlio, a tre anni, ormai maggiorenne, stia il più lontano possibile per emanciparsi una volta per tutte! Ma ATTENZIONE perché è qui secondo me che si buttano le basi per una crescita zero e una dipendenza eterna nei confronti dello stato! E non dirò perché, anche perché pare un po’ ovvio: un frutto acerbo rimane acerbo per quanto tu possa riempirlo di mazzate renderlo morbido ma acerbo. Una delle mie metafore preferite.

Allora le maestre spingevano i genitori a lasciare anche Yara alla mensa “proprio come tutti gli altri!”, ma loro no. Ed ecco che tutti smettono di rivolger loro la parola e la figlia diventa uno zimbello “prima o poi cederanno!” e invece… Yara diventa adolescente e ancora non fa il pomeriggio. La sua vita per il resto è proprio come quella di tutti gli altri ma… allora Yara isolata si sente sempre più sola e finisce nelle schifose mani del suo carnefice.

In mezzo ci son tante parti intricate che ora non posso scrivere per via della lunghezza del post che già non mi legge quasi nessuno.
Colgo occasione per ringraziare di nuovo i miei fedeli lettori. Un giorno, quando sarò ricca, invierò un regalo speciale a ognuno di voi.

Ma lo comprereste un libro così o no?

(nessun titolo)

Noi si monetizza il dolore, per cancellarlo, ovviamente. Tralasciando la parte antidepressivi ecc. dove il dolore fa anche economia, io mi son sempre chiesta ma cosa serve quando ti hanno ucciso un figlio il denaro? Magari ti compri una bella casa fai un viaggio… e poi stai bene? Io non lo so perché non ho una casa e son povera in canna ma mi aiutano (forse per lenire il mio di dolore). E in effetti oltre alla casa ti compri gli antidepressivi gli antinfiammatori la droga legalizzata e non. Boh. Non lo so. Sto riflettendo un po’ ad alta voce anche se non potete sentirmi. So solo che son terrorizzata. Vedo solo odio generalizzato ma da persone che stanno bene. E i soldi ce li avevano già e la loro vita andava bella liscia e tranquilla e quindi per la storia solita degli equilibri si rovinano la vita con cazzate inesistenti, fanno una scala di valore degli esseri umani che cancellano con un post “gli extracomunitari sono carini” su facebook. Sono abbastanza terrorizzata. Gente che rapisce uccide seppellisce in nome dei soldi del proprio smisurato ego. Ragazzini, sempre più ragazzini viziati che lo fanno. Ho paura. A me hanno cresciuto con la paura. E anche quando ho creduto nella possibilità di sbagliarmi che c’era una possibilità che gli esseri umani non fossero animali che hanno imparato a memoria un’equazione… mi son sempre trovata di fronte ad approfittatori che si aspettavano che una storpia come me sfigata povera e tutte le altre robe si mettesse accovacciata a terra a leccare lo sporco fra i loro piedi. Mi piacerebbe credere, veramente, come scrivevo l’altro giorno, che tutto questo manifesto e urlato altruismo fosse reale ma dietro le maschere, dietro le tende, dietro facebook, nelle case… è per questo che mi piace giocare sul cinismo altrimenti mi schiaccia e mi uccide. Son sempre stata circondata da persone che sembravano sorridenti e amanti della vita poi davanti alla formula1 dicevano “che noia! Ma nessuno va fuori strada?”. A volte mi dico “che bello! Hanno vinto i nerd! Ha vinto l’intelligenza!”, poi mi rendo conto di quanto non sia un’intelligenza di tipo smart ma soprattutto distruttiva e sadica e mi sento male dentro e ho paura.
Sarebbe forse servito alle ragazze violentate un “se tieni la bocca chiusa ti do una pioggia di soldi?”. E come avremmo fatto senza tutti questi dettagli scabrosi sui giornali?
Selvaggia Lucarelli